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Il Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli si rinnova: più accessibilità, nuovi spazi per la didattica e un giardino aperto a tutti

DiRedazione

Ott 26, 2026

Conclusi a giugno 2026 gli interventi finanziati con 1,22 milioni di euro del PNRR. Riqualificati il cortile e il giardino del Museo, con nuovi spazi per le attività educative, un lapidario ripensato e un’area verde accessibile affacciata sui monumenti del centro storico.

Il Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli – che afferisce alla direzione regionale Musei nazionali Friuli Venezia Giulia – amplia e rinnova i propri spazi di accoglienza e partecipazione, con un intervento che restituisce nuove funzioni al cortile e al giardino del complesso monumentale, trasformandoli in luoghi dedicati alla didattica, alla condivisione e alla fruizione del patrimonio culturale.

Il progetto, denominato Proposta per un museo accessibile, inclusivo e partecipato, è stato realizzato grazie a un finanziamento di 1.221.800 euro nell’ambito del PNRR, Missione 1, Investimento 1.2, dedicato alla rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei musei, nelle biblioteche e negli archivi, per favorire un accesso più ampio e una maggiore partecipazione alla cultura.

L’obiettivo è stato quello di integrare pienamente nel percorso museale due aree esterne fino a oggi sottoutilizzate, per una superficie complessiva di 465 metri quadrati: il cortile retrostante il palazzo e il giardino terrazzato sul fianco meridionale del complesso. Spazi dalla storia articolata, il cui assetto attuale deriva da trasformazioni edilizie successive al Rinascimento e da interventi ottocenteschi, che il progetto ha reinterpretato in una prospettiva di accessibilità e rigenerazione.

La riqualificazione ha puntato sulla creazione di ambienti capaci di accogliere pubblici diversi e di ampliare le opportunità di vivere il Museo oltre la visita alle collezioni. Il cortile ospita ora un nuovo spazio polifunzionale destinato alle attività educative e agli incontri, mentre il giardino è stato ripensato come area verde accessibile, luogo di sosta e di relazione, in dialogo con il patrimonio storico e architettonico della città.

La progettazione è stata affidata allo studio milanese Barreca & La Varra, che ha interpretato le esigenze del Museo attraverso soluzioni architettoniche contemporanee, essenziali e funzionali, in equilibrio con il carattere storico e monumentale dell’edificio. Dopo le lavorazioni preliminari affidate alla ditta Fratelli Perosa per la messa in sicurezza della copertura dell’area archeologica interrata, danneggiata da infiltrazioni, il cantiere per la riqualificazione è stato avviato il 13 ottobre 2025. Le opere, affidate alla ditta Cramer Giovanni & Figli, si sono concluse nel giugno 2026, nel rispetto delle scadenze previste dal PNRR. Un risultato raggiunto in otto mesi grazie anche al coordinamento della Direzione lavori dell’ingegnere Salvatore Mascolo.

«Il nuovo intervento è un ampio contrappunto all’edificio storico: una sala polifunzionale orientata alla didattica e agli incontri, un nuovo deposito e un’installazione espositiva nel piccolo cortile, una passeggiata nel giardino come momento complementare della visita e occasioni di incontri e momenti formativi informali. Tutto questo compone un insieme che, mantenendo il carattere storico e monumentale del Museo, ne configura una modalità d’uso futuro più interattiva, informale e orientata alle diverse generazioni e a diversi modi di interagire con il sapere, i documenti e la storia», dichiara Giovanni La Varra.

Un giardino accessibile e nuove prospettive sulla città

Tra gli elementi qualificanti dell’intervento, la sistemazione del giardino terrazzato, realizzato negli anni Ottanta del Novecento sopra il solaio in cemento armato che copre l’area archeologica interrata. Lo spazio è stato reso completamente accessibile e restituito alla fruizione dei visitatori, offrendo anche un punto di osservazione inedito su alcuni dei principali complessi monumentali del centro storico: l’abside del Duomo, il Palazzo dei Provveditori e il complesso di Santa Maria in Valle. Uno scorcio che si apre da una posizione sospesa su via Monastero Maggiore e che arricchisce l’esperienza di visita con una nuova relazione visiva tra il Museo e la città.

Nel cortile, la realizzazione del nuovo fabbricato destinato alle attività educative mette a disposizione un ambiente flessibile, pensato in particolare per le iniziative rivolte alle scuole e per la progettazione di esperienze di apprendimento diversificate. La nuova organizzazione degli spazi consente di rispondere alle esigenze di gruppi e fasce d’età differenti, rafforzando il ruolo del Museo come luogo di incontro, conoscenza e partecipazione.

Il lapidario: memoria storica e trasmissione alle nuove generazioni

Il progetto ha interessato anche il percorso esterno del lapidario, completamente ripensato e riorganizzato secondo una nuova narrazione museale. Particolare attenzione è stata riservata al corpus delle pietre tombali ebraiche, le matzevot, preziose testimonianze della presenza della comunità ebraica a Cividale del Friuli tra il XIII e il XVIII secolo. La loro valorizzazione contribuisce a mantenere vivo il dialogo tra la memoria storica della città e le generazioni future.

Il lapidario è dedicato alla memoria di Elvira Schoenfeld Piccoli e della figlia Amalia, deportate dalla loro abitazione di Cividale e uccise ad Auschwitz nell’aprile del 1944. La dedica rende omaggio anche alla famiglia Piccoli e al suo impegno nella trasmissione della memoria della Shoah attraverso le testimonianze di Romano e Giampaolo, due bambini che trasformarono un doloroso ricordo familiare in un impegno civile duraturo.

«Con questo progetto è stato aggiunto un altro importante tassello alla rigenerazione di una realtà che abbiamo sempre definito come luogo di tutti e che come tale guarda al futuro in un’ottica di accoglienza, inclusione e partecipazione; vogliamo che questo Museo sia un luogo da vivere, uno spazio aperto alla creatività e alle idee, pensato per raccogliere passato, presente e futuro, una convergenza ideale dove generazioni diverse si incontrano e dialogano», afferma Angela Borzacconi, direttrice del Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli e Responsabile unica del progetto.

L’intervento si inserisce in un percorso di rinnovamento che punta a rendere il Museo sempre più accessibile e capace di rispondere alle esigenze di pubblici differenti, ampliando le occasioni di incontro con il patrimonio e favorendo forme di fruizione che integrino visita, apprendimento e partecipazione.

«Il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli è un luogo straordinario per ampiezza e profondità delle collezioni che abbracciano archeologia e storia dell’arte, approfondiscono storia sociale e architettura, antichità romana e civiltà longobarda. I nuovi interventi non solo danno nuova leggibilità a nuclei della collezione, ma soprattutto contribuiscono a rendere il museo un luogo, non solo di visita, ma di accoglienza e di confronto per il pubblico di tutte le età», è la conclusione di Guido Comis, direttore del Museo storico e Parco del Castello di Miramare e della Direzione regionale Musei del Friuli Venezia Giulia.

Con la riqualificazione del cortile e del giardino, il Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli rafforza così la propria vocazione pubblica: un luogo in cui il patrimonio storico e archeologico si apre a nuove modalità di conoscenza e condivisione, e dove l’accessibilità diventa parte integrante dell’esperienza museale.

Di Redazione

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