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IL TEATRO VERDI DI PORDENONE AL FESTIVAL DELLE REGIONI: A FIRENZE I PROGETTI PER LE NUOVE GENERAZIONI VERSO PORDENONE 2027

DiRedazione

Ott 27, 2026

I CONSULENTI ALESSANDRO TAVERNA ED EMANUELE ALDROVANDI PROTAGONISTI DEL CONFRONTO

CONDOTTO DA ANDRO MERKÙ

IL SINDACO ALESSANDRO BASSO «HO VOLUTO FOSSE IL VERDI A RAPPRESENTARE PORDENONE AL FORUM DI FIRENZE IN VISTA DELLA CAPITALE PER IL RUOLO CHE IL TEATRO RIVESTE COME INCUBATORE CULTURALE DEI GIOVANI E DI COIVOLGIMENTO DELL’INTERO TERRITORIO»

 

«METTIAMO AL CENTRO, IL RUOLO DI ISTITUZIONE CULTURALE NELL’OFFRIRE AI GIOVANI STRUMENTI E OCCASIONI CONCRETE PER COSTRUIRE IL PROPRIO FUTURO», COMMENTA IL PRESIDENTE LESSIO

 

FIRENZE – Far crescere i talenti, avvicinare i giovanissimi alla scena, rendere la cultura un’esperienza per tutti che contribuisce allo sviluppo delle comunità. È questa la visione che il Teatro Verdi di Pordenone ha portato a Firenze, al Festival delle Regioni e delle Province Autonome, nell’incontro di ieri, martedì 27 ottobre, ospitato nell’Arena di piazza Duomo e dedicato a “Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 – Giovani in Scena: idee, talenti e futuro della cultura”.

A raccontare il pluriennale impegno del Teatro Verdi sul fronte delle nuove generazioni e le iniziative che si concentreranno nell’anno della Capitale della Cultura per proseguire i percorsi per le nuove generazioni di artisti e pubblico sono stati Alessandro Taverna, consulente artistico per la musica e la danza, ed Emanuele Aldrovandi, consulente artistico per la prosa, in un dialogo condotto da Andro Merkù, conduttore radiofonico, autore e giornalista. Presenti anche la direttrice del Verdi Marika Saccomani e l’assessore alla Cultura Alberto Parigi.

 

«Mettiamo al centro il nostro ruolo di istituzione culturale nell’offrire ai giovani strumenti e occasioni concrete per costruire il proprio futuro – spiega il presidente Giovanni Lessio –. Nel percorso verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, il Verdi ha interpretato questa responsabilità attraverso una progettualità che si sviluppa lungo tutto l’anno: un’agorà culturale nella quale la programmazione si intreccia con la formazione, il sostegno agli artisti e il rapporto quotidiano con il territorio».

Tra le esperienze più significative spicca la collaborazione con la Gustav Mahler Jugendorchester, che ha fatto di Pordenone un luogo di crescita e confronto per giovani musicisti provenienti da tutta Europa. Le residenze artistiche permettono ogni anno ai giovani talenti di lavorare con tutor e direttori di rilievo internazionale, misurandosi con le esigenze della professione e con il grande repertorio. Un investimento continuativo che dal 2015 ha portato in città oltre 1.500 musicisti under 26, consolidando il ruolo del Verdi nella formazione musicale europea.

Questo impegno si estende anche oltre i confini cittadini. Il pluriennale progetto Montagna, consolidato nel Montagna Teatro Festival e inserito nel dossier ufficiale di Pordenone Capitale, porta da anni gli spettacoli nelle vallate pordenonesi, tra paesi, malghe e rifugi, raggiungendo anche borghi abbandonati e affrontando i temi dello spopolamento delle Terre Alte. Alla programmazione si affiancano percorsi che hanno coinvolto studenti nell’elaborazione di progetti culturali per i contesti montani. È inoltre imminente l’avvio di stage di formazione musicale, a partire dal corno, strumento dal forte legame evocativo con i paesaggi montani, con una serie di concerti conclusivi.

 

«I luoghi e i progetti di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 compongono un disegno unitario che abbraccia la città e si estende all’intero territorio – sottolinea il sindaco Alessandro Basso –. Il Teatro Verdi, che ho voluto a rappresentare la nostra città in questo importante contesto, ne è parte integrante, con una proposta originale che offre ai più giovani occasioni per esprimersi e mettere alla prova il proprio talento. È anche così che prende forma l’eredità di una Capitale della Cultura: nelle possibilità che apre e nelle esperienze che continueranno a crescere».

 

La presenza a Firenze ha offerto così l’occasione al Teatro Verdi per raccontare una delle direttrici del suo lavoro verso il 2027: dare continuità all’incontro tra giovani e cultura, dalla prima esperienza in platea alle opportunità di formazione sul palcoscenico, facendo del teatro una risorsa per la crescita delle nuove generazioni e della città.

Di Redazione

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