• Dom. Lug 3rd, 2022

Voce del NordEst

Il web magazine online 24 ore su 24

LE NOTE DEL GRANDE PIANISTA BENEDETTO LUPO – BRAHMS E SCHUMANN PER IL GRAN FINALE DEL FESTIVAL PIANISTICO DI CHAMBER MUSIC, 10 DICEMBRE TEATRO MIELA – TRIESTE

DiRedazione

Dic 6, 2021

Gran finale al Teatro Miela di Trieste per il Festival Pianistico “Giovani interpreti e grandi Maestri”: sarà uno dei talenti pianistici più interessanti e completi del nostro tempo, Benedetto Lupo, a siglare,venerdì 10 dicembre alle 20.30 al Teatro Miela di Trieste, l’ultima tappa della 20^ edizione della kermesse, come semprepromossa dall’Associazione Chamber Music Trieste per la direzione artistica della musicologa Fedra Florit. L’ingresso è aperto a tutti i possessori di super green pass, info e dettagli acmtrioditrieste.it         Il programma messo a punto da Benedetto Lupo ruoterà intorno a grandi pagine del repertorio di Johannes Brahms, con i 3 Intermezzi op.117 e Klavierstücke op.118, e di Robert Schumann  con la Sonata n.2 in sol minore op. 22. Decisamente “introspettiva”, dunque, l’atmosfera del concerto che utilizza i tasselli più intimi e meditativi della scrittura di Brahms: segli otto Pezzi op. 76 per pianoforte furono composti tra il 1877 e il 1878, apoteosi dell’Intermezzo brahmsiano e definiti spesso «Paesaggi d’autunno» per le sonorità attutite, i Sei pezzi per piano (Sechs Klavierstücke), op. 118, dedicati a Clara Schumann, furono scritti da Johannes Brahms nell’estate 1893 e: segnano un ritorno al passato, quasi l’autore si compiacesse di uno sguardo incantato all’amata musica schumanniana e mendelssohniana. La collezione è stata la penultima partitura pubblicata durante la vita di Brahms e il suo penultimo lavoro composto per pianoforte solo, più introspettivo che virtuosistico. Ideale “antecedente” di queste pagine brahmsiane sarà la Sonata op. 22 di Schumann: tutto ciò che il compositore aveva potuto cogliere e ammirare del funambolismo di Paganini ascoltato in concerto converge idealmente nella scrittura, dove il virtuosismo, la tecnica e la spettacolarità diventano strumento di espressione dei contenuti poetici.

Benedetto Lupo si è imposto all’attenzione del mondo musicale con l’affermazione nel 1989, primo italiano, al prestigioso Concorso Internazionale Van Cliburn. Da qui la collaborazione con le più importanti orchestre americane ed europee quali la Philadelphia Orchestra, la Boston Symphony, la Chicago Symphony, la Los Angeles Philharmonic, la Baltimore Symphony, l’Orchestre Symphonique de Montréal, la Seattle Symphony, la Vancouver Symphony, la London Philharmonic, la Gewandhaus Orchester di Lipsia, la Rotterdam Philharmonic, l’Hallé Orchestra, la Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino, l’Orquesta Nacional de España, l’Orchestre Philharmonique de Monte Carlo, l’Orchestre Philharmonique de Liège, la Bergen Philharmonic, l’Orchestre du Capitole de Toulouse, su invito di direttori quali Yves Abel, Vladimir Jurowski, Bernard Labadie, Juanjo Mena, Kent Nagano, solo per citarne alcuni. La sua intensa attività concertistica lo vede ospite regolare delle principali sale da concerto e festival internazionali fra cui il Lincoln Center di New York, la Salle Pleyel di Parigi, la Wigmore Hall di Londra, la Philharmonie di Berlino, il Palais des Beaux Arts di Bruxelles, il Festival di Tanglewood, il Festival Internazionale di Istanbul, il Festival “Enescu” di Bucarest e il Tivoli Festival di Copenaghen. Tra i momenti salienti ricordiamo l’acclamato ritorno con la London Philharmonic nel Concerto per la mano sinistra di Ravel, e i recital monografici dedicati a Debussy, in Italia e all’estero, fra cui alla National Gallery di Washington nel giorno del centenario della morte del compositore (“il recital Debussy di Benedetto Lupo è stato un’esperienza musicale, sensuale e sonora assolutamente eccezionale” Le Devoir – “le interpretazioni di Lupo, libere da qualsiasi prevedibilità e routine, sono interamente personali, meditate e fresche. Durante l’intero concerto, il pubblico lo ha ascoltato in quel rapito silenzio, riservato al miglior modo di far musica” Washington Post). Oltre alle registrazioni per numerose radiotelevisioni europee e statunitensi, Benedetto Lupo ha inciso per TELDEC, BMG, VAI, NUOVA ERA, nonché l’integrale delle composizioni per pianoforte e orchestra di Schumann per la ARTS. Dopo il debutto a tredici anni con il Primo Concerto di Beethoven, si è anche affermato in numerosi concorsi internazionali, tra i quali il “Cortot”, “Robert Casadesus”, “Gina Bachauer” e nel 1992 con il Premio “Terence Judd” a Londra. Pianista dal vasto repertorio, Benedetto Lupo ha al suo attivo anche un’importante attività cameristica e didattica; tiene master class presso importanti istituzioni internazionali, è spesso invitato nelle giurie di prestigiosi concorsi pianistici internazionali e, dall’anno accademico 2013/2014, è titolare della cattedra di pianoforte nell’ambito dei corsi di perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, istituzione della quale, dal dicembre 2015, è Accademico effettivo.

Redazione

Direttore : Stefano SERAFINI Per ogni necessità potete scrivere a : redazione@vocedelnordest.it

Rispondi