L’oceano rappresenta una riserva energetica immensa e ancora ampiamente sottoutilizzata, capace di offrire una stabilità produttiva che altre fonti rinnovabili non possono garantire. Recenti analisi tecniche indicano che lo sfruttamento delle correnti di marea potrebbe generare circa 110 terawattora di elettricità ogni anno, una quota significativa per il fabbisogno globale. A differenza dell’eolico o del solare, l’energia marina vanta una prevedibilità totale, poiché i cicli delle maree sono determinati da precise dinamiche astronomiche. Questo fattore riduce drasticamente l’incertezza nella gestione delle reti elettriche nazionali, accelerando la transizione verso sistemi decarbonizzati. L’impatto di questa risorsa non è solo ambientale, ma anche economico, poiché apre la strada a una nuova filiera industriale dedicata alla manutenzione subacquea.
Il potenziale estrattivo delle correnti sottomarine e dei gradienti termici
L’attuale panorama delle energie rinnovabili sta spostando l’attenzione verso il potenziale cinetico delle masse d’acqua, con una particolare enfasi sulle turbine a marea che operano in modo simile ai rotori eolici. Questa densità permette di ottenere quantità elevate di energia anche con flussi d’acqua a velocità ridotta, ottimizzando il rendimento degli impianti installati sui fondali oceanici e incidendo positivamente sul costo dell’energia elettrica a lungo termine. Gli studi di settore evidenziano come la tecnologia stia maturando rapidamente, passando da prototipi sperimentali a installazioni commerciali che iniziano a connettersi stabilmente alle infrastrutture energetiche costiere. L’integrazione di questi sistemi richiede investimenti infrastrutturali mirati, ma i benefici superano i costi iniziali di sviluppo tecnologico.
Oltre alle maree, il settore esplora diverse modalità di cattura energetica per garantire un flusso costante di potenza:
- Il moto ondoso e il gradiente termico tra la superficie e le profondità oceaniche permettono di diversificare le fonti all’interno dello stesso ecosistema marino.
- La posizione geografica strategica dei siti con maggiori escursioni di marea consente di alimentare interi distretti industriali costieri in modo continuativo.
- L’identificazione di zone prioritarie da parte dell’Unione Europea punta a stabilire standard tecnici condivisi per la sicurezza degli impianti.
- La protezione della biodiversità marina assicura che la crescita energetica non comprometta l’equilibrio degli habitat sottomarini durante le operazioni.
Obiettivi di decarbonizzazione e scenari futuri
Il percorso verso la neutralità climatica richiede un incremento massiccio della capacità installata entro il 2050, con l’energia marina chiamata a svolgere un ruolo di primo piano nelle strategie internazionali. Secondo i piani di sviluppo a lungo termine, l’obiettivo è raggiungere una capacità operativa tale da coprire una fetta rilevante del consumo energetico mondiale, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili. Questo processo di scalabilità industriale necessita di una governance normativa chiara e di incentivi che favoriscano la ricerca sui materiali. Le proiezioni indicano che la riduzione delcosto per kilowattora renderà l’energia del mare competitiva rispetto alle fonti tradizionali entro i prossimi due decenni, trasformando radicalmente il mercato globale delle utility.
Le implicazioni socio-economiche di questa trasformazione coinvolgono anche lo sviluppo di nuove competenze professionali nel settore della Blue Economy. Grandi operatori del settore energetico, come Enel, riconoscono l’importanza di diversificare il portafoglio delle rinnovabili includendo soluzioni innovative legate al mare per rafforzare la resilienza delle reti. L’approccio strutturale prevede la creazione di hub energetici che integrino diverse tecnologie pulite, dove l’energia marina funge da base costante per bilanciare la volatilità di altre risorse, favorendo una maggiore trasparenza nella bolletta della luce. In questo contesto, la collaborazione tra enti pubblici e privati diventa fondamentale per finanziare i grandi progetti offshore. La chiusura di questo ciclo evolutivo segnerà il passaggio definitivo verso un modello dove l’utente può scegliere tra le migliori offerte luce derivanti da un mix energetico pulito e inesauribile.
Fonte: https://www.papernest.it/blog/potenziale-energia-mare-turbine-marea-100-twh/
