• Mar. Giu 2nd, 2026

Voce del NordEst

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Lenzuola di Fiori sull’Asfalto

DiYuleisy Cruz Lezcano

Giu 2, 2026

Per alcuni il tempo è implacabile,
consuma stagioni,

ruggine sul ferro.
Con alcuni la morte ha fretta,
corre più veloce del pensiero
e non lascia pensare

che la vita scappa.

Lui era una piccola luce
accanto al fiume nero dell’asfalto,
un guardiano silenzioso
sul bordo della corrente.
Attorno, il giorno sembrava intero,

intanto il destino affilava

le sue forbici invisibili.

Mentre tutto succedeva
una nuvola bianchissima

si è macchiata da passero perso,
un cane incantato
ha fermato per un istante

il respiro del mondo;
poi un soffio di silenzio,
e tutta la vista si è piegata nel bianco

di un coro silenziato.
La strada ha divorato

chilometri e ore.
I venti hanno ululato
sbattendo porte e finestre,
ondeggiando

come anime senza approdo.

Forse lui si è sentito morire
attimi prima della morte,
quando il tempo si è spezzato
come vetro sotto un peso improvviso.
Forse ha visto la terra trasformarsi
in un ampio letto con lenzuola di fiori,
e i suoi poveri piedi,
pellegrini di calore,
perdersi nel verde sentiero
che conduce oltre il rumore.

Poi venne l’urto.

si è sentito un lampo senza luce
e nell’asfalto il cimitero aperto
sui brividi della morte.
Tra lo scrocco dei denti,
la carne fragile ha lasciato

uscire quel che era

e mentre partiva in lontananza
l’urlo umano,
il giorno ha abbassato gli occhi.

Restarono le sirene,
uccelli di dolore sopra la carreggiata,
restarono mani impotenti
e parole cadute come foglie bagnate.
Restò il lutto,
una veste grigia stesa sulle coscienze,
e la rabbia muta di chi sa
che nessun lavoro dovrebbe chiedere
il tributo di una vita.

Questa poesia nasce dal desiderio di trasformare una tragedia individuale in una riflessione collettiva. La morte di un lavoratore non è soltanto una notizia di cronaca: è una vita spezzata, un’assenza che entra nelle case, nelle famiglie e nelle coscienze di tutti.

Attraverso il linguaggio simbolista, le metafore della natura, del tempo e della strada cercano di restituire umanità a chi troppo spesso viene ricordato soltanto come un numero nelle statistiche degli incidenti sul lavoro. Il passero smarrito, la nuvola macchiata, il vento che ulula e l’asfalto trasformato in un cimitero aperto rappresentano il dolore improvviso e l’incomprensibile fragilità dell’esistenza di fronte a una morte che non avrebbe dovuto accadere.

La poesia vuole essere un invito a non fermarsi alla commozione del momento. Ogni lavoratore ha diritto di tornare a casa. La sicurezza non può essere considerata un semplice obbligo burocratico né una responsabilità affidata esclusivamente ai singoli. Deve essere un impegno concreto, condiviso e costante da parte di istituzioni, aziende e società.

Ricordare Nando Curzio significa ricordare tutte le vittime del lavoro e ribadire che nessuna attività, nessuna urgenza e nessun interesse economico possono valere più della vita umana.

Yuleisy Cruz Lezcano

Di Yuleisy Cruz Lezcano

Yuleisy Cruz Lezcano è poetessa, scrittrice, traduttrice e attivista per i diritti sociali, nata a Cuba e residente in provincia di Bologna. Autrice di diciotto libri, alcuni in edizione bilingue, la sua scrittura attraversa i temi del translinguismo, della migrazione, della memoria diasporica e dei diritti umani. Collabora con numerose testate giornalistiche e riviste culturali italiane, spagnole e latinoamericane, occupandosi di letteratura, cultura, traduzione e impegno civile. Finalista e vincitrice di importanti premi letterari nazionali e internazionali, affianca all’attività letteraria progetti educativi e iniziative contro la violenza e le disuguaglianze sociali.