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LIBRI IN CANTINA 2026 “IN – Intelligenze Naturali” Il Festival della piccola e media editoria torna dal 2 al 4 ottobre a Susegana, Treviso

DiRedazione

Set 21, 2026

Dal 2 al 4 ottobre 2026 il Castello San Salvatore di Susegana ospiterà la 22ª edizione di Libri in Cantina, il Festival della piccola e media editoria che torna con tre giorni di libri, incontri, scienza, filosofia, arte, musica e spettacolo per riflettere su ciò che ci rende profondamente umani. Saranno oltre sessanta le case editrici indipendenti provenienti da tutta Italia e quasi cento gli appuntamenti in programma, in un percorso che coinvolgerà autori, scienziati, filosofi, divulgatori e artisti. Il Festival si svolge nel cuore delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Patrimonio UNESCO, confermando il rapporto sempre più stretto tra la manifestazione e il territorio che la ospita. Il tema scelto per l’edizione 2026 è “IN – Intelligenze Naturali”, un titolo che è insieme acronimo, dichiarazione di intenti e invito a fermarsi a riflettere sul valore delle capacità profondamente umane: creatività, empatia, intuizione, immaginazione, senso critico, capacità di relazione e solidarietà.

Ogni giorno immagini, video e informazioni vengono prodotti, condivisi e rilanciati con una velocità tale da rendere sempre più sottile il confine tra realtà e finzione. I contenuti generati dall’intelligenza artificiale aggiungono un ulteriore livello di complessità, rendendo più difficile distinguere ciò che è autentico. In questo scenario, il pensiero critico diventa forma di libertà: capacità di verificare, comprendere e mettere in discussione ciò che ci viene proposto.

Libri in Cantina sceglie di affrontare questa sfida mettendo al centro le molte forme dell’intelligenza umana: quella scientifica e filosofica, quella che osserva l’universo e quella che studia la natura, quella della parola e della creatività, quella artistica, democratica e sociale. Un percorso nel quale il libro diventa punto di partenza per interrogare il presente e creare relazioni tra discipline, generazioni e linguaggi diversi.

“E’ con grande piacere che l’amministrazione comunale di Susegana apre questa 22esima edizione di Libri in cantina dedicando attenzione e spazio a tanti talenti, talenti naturali ma anche nativi. Saturi di web, digitale e intelligenza artificiale, abbiamo sentito il bisogno di tornare in qualche modo a casa. Tornare a meravigliarci, lasciare spazio al dubbio, alle domande, ascoltare voci giovani, scoprire protagonisti che hanno legami profondi con il nostro territorio. È stato questo il filo conduttore nella costruzione del programma di questa edizione ed abbiamo avuto conferma della bontà della scelta dall’effervescente risposta che ha suscitato, le tante proposte arrivate, gli editori sempre più numerosi, gli spazi che non bastano mai.” Queste le parole di Daniele Chiesurin Assessore alla cultura del Comune di Susegana.

Ad aprire il programma sarà Guido Tonelli, fisico al CERN di Ginevra e professore all’Università di Pisa, tra i protagonisti della scoperta del bosone di Higgs. Sabato 3 ottobre alle 10.30, alla Terrazza degli Archi, Tonelli presenterà L’eleganza del vuoto, accompagnando il pubblico in un viaggio tra storia della scienza, filosofia e cosmologia moderna. Dopo la trilogia dedicata a Genesi, Tempo e Materia, Tonelli torna a interrogarsi sull’origine e sulla natura della realtà partendo proprio dal vuoto, che nella fisica contemporanea non coincide con un’assenza ma rappresenta uno degli elementi fondamentali per comprendere la storia cosmica. Il suo racconto attraversa i grandi cambiamenti che hanno rivoluzionato la nostra concezione dell’universo, dai pensatori dell’antichità alla fisica delle particelle e alla meccanica quantistica, mostrando come la scienza sia anche uno straordinario esercizio di immaginazione e di messa in discussione delle nostre certezze.

All’intelligenza critica e democratica sarà dedicato l’incontro con Matteo Saudino, BarbaSophia, filosofo, professore, scrittore e divulgatore seguitissimo dalle nuove generazioni. Venerdì 2 ottobre, dalle 10 alle 11.30, nella Sala consiliare del Municipio di Susegana, Saudino incontrerà gli studenti delle scuole secondarie di primo grado per un confronto diretto sul tema della Costituzione italiana. Sabato 3 ottobre alle 15, alla Terrazza degli Archi, tornerà invece protagonista del Festival per affrontare il valore della Costituzione, del pensiero libero e della partecipazione. Nel suo lavoro di divulgazione, filosofia e storia diventano strumenti concreti per interrogare la società, la politica, l’istruzione e la giustizia sociale, invitando i più giovani a sviluppare uno sguardo autonomo e consapevole sul presente.

Domenica 4 ottobre alle 16, alla Terrazza degli Archi, sarà la volta di Antonella Viola, immunologa, professoressa ordinaria di Patologia generale all’Università di Padova e divulgatrice scientifica, con l’incontro L’intelligenza dei corpi oltre l’omologazione. Al centro dell’appuntamento ci sarà il suo nuovo libro, Sotto stress. Scienza di un equilibrio possibile, pubblicato da Einaudi nel 2026, con il quale Viola affronta uno dei fenomeni più comuni e insieme più fraintesi della vita contemporanea. Lo stress è infatti una risposta biologica fondamentale, legata ai meccanismi di adattamento dell’organismo, ma può trasformarsi in un problema quando diventa persistente e altera il delicato equilibrio dei sistemi che regolano il nostro corpo. Attraverso la ricerca scientifica e una divulgazione accessibile, Viola invita a comprendere meglio questi meccanismi e a riconoscere l’importanza dell’equilibrio, dell’ascolto del corpo e della consapevolezza. L’incontro sarà anche l’occasione per ripercorrere il lavoro editoriale e divulgativo dell’autrice, attraverso una panoramica sui suoi libri e sui temi che hanno caratterizzato la sua attività pubblica. Un appuntamento particolarmente coerente con il tema di “IN – Intelligenze Naturali”, perché invita a guardare al corpo umano nella sua complessità, lontano da modelli standardizzati e semplificazioni.

Alla conoscenza della natura sarà dedicato l’incontro con il micologo Nicolò Oppicelli, autore di I funghi dell’anima, che accompagnerà il pubblico alla scoperta dell’intelligenza degli ecosistemi e delle straordinarie reti di relazione che compongono il mondo naturale. Il suo lavoro invita a osservare la natura non come un semplice scenario, ma come un sistema complesso di interdipendenze, nel quale ogni organismo è parte di una rete più ampia. Una prospettiva che si lega direttamente alla riflessione del Festival sulle forme dell’intelligenza che esistono al di là di quella artificiale e tecnologica.

Il Festival darà voce anche alle nuove generazioni con Ilaria Camilletti, giovane autrice di Ilaria nella giungla. Domenica 4 ottobre alle 14.30, nella Sala della Biblioteca, presenterà il suo primo romanzo, una storia ironica e insieme sorprendentemente intensa dedicata al passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Ilaria ha appena finito il liceo e non sa ancora che cosa fare della propria vita; nell’attesa di settembre comincia a lavorare all’Oasi, un bar multiculturale di Ostia popolato da persone provenienti da esperienze e Paesi diversi. Tra situazioni comiche, incontri, difficoltà e contraddizioni, la protagonista scopre che quella che all’inizio le appare come una “giungla” umana è anche un luogo nel quale riconoscere qualcosa di sé. Il romanzo affronta con ironia e sensibilità temi come integrazione, povertà, disturbi alimentari, identità e ricerca del proprio posto nel mondo, restituendo una voce originale alla Generazione Z.

Non mancheranno poesia, musica e teatro, insieme a una particolare attenzione al rapporto con il territorio. Venerdì 2 ottobre alle 20.30, nella Chiesa del Carmine, l’apertura del Festival sarà accompagnata da San Francesco – Canti e scene d’amore, concerto d’autunno della Corale San Salvatore, con la partecipazione dell’Ensemble Palladio e di Progetto Teatro X Tutti. Musica e teatro si incontreranno in un percorso dedicato alla figura di San Francesco e ai temi della natura, della cura, della semplicità e del rapporto con il Creato.

Sabato 3 ottobre alle 17, nella Sala Abate Vinciguerra, sarà presentata la nuova guida turistica bilingue del Comune di Susegana, Susegana. Storia, natura, paesaggio. Il volume propone un viaggio narrato in italiano e in inglese attraverso il territorio, la sua storia, il patrimonio naturalistico e paesaggistico e le trasformazioni che ne hanno definito l’identità. Un progetto multidisciplinare che mette in relazione studi, conoscenze e sguardi diversi e che nasce con l’obiettivo di favorire una conoscenza più consapevole del territorio e di promuoverne una valorizzazione sostenibile.

Il cuore della manifestazione rimane la mostra-mercato della piccola e media editoria, che riunisce oltre sessanta case editrici indipendenti provenienti da tutta Italia. La mostra sarà aperta sabato 3 ottobre dalle 10 alle 19.30 e domenica 4 ottobre dalle 10 alle 18.30. Agli stand degli editori si affianca un programma di quasi cento appuntamenti tra presentazioni, incontri con gli autori, laboratori, letture, iniziative per bambini, spettacoli, visite, musica, teatro e momenti dedicati alla conoscenza e alla valorizzazione del territorio.

La scelta di mantenere al centro la piccola e media editoria assume un significato particolarmente coerente con il tema dell’edizione 2026. Gli editori indipendenti rappresentano infatti, per vocazione, luoghi di ricerca, libertà culturale, attenzione alle storie e capacità di dare spazio a voci e prospettive che difficilmente trovano posto nei circuiti editoriali più grandi. La loro presenza costituisce quindi non soltanto il cuore della mostra-mercato, ma il punto di partenza di un Festival che mette in relazione libri, persone, idee e linguaggi.

Tra le presentazioni editoriali che meritano particolare evidenza vi è sabato 3 ottobre alle 11.30, in Sala della Biblioteca, Gocce di benessere. Le parole del cammino di Domenico Basso, pubblicato da Michael Edizioni. Il volume propone un percorso attraverso cinquanta parole legate al camminare, alla natura, alla consapevolezza e alla relazione con gli altri. Ogni parola diventa una piccola occasione per rallentare, ascoltare il proprio ritmo e riscoprire il valore dei passi quotidiani. Il cammino non è quindi soltanto attività fisica, ma esperienza di conoscenza, cura, scoperta e relazione con l’ambiente. Alla fine di ogni capitolo, una domanda invita inoltre il lettore a fermarsi e a lasciare una propria traccia, trasformando la lettura in un’esperienza personale.

Sempre sabato 3 ottobre alle 16.30, nella Corte interna del Castello, sarà protagonista Luisa Corna con Tofu e l’isola di plastica, pubblicato da A.Car Edizioni. Rivolto ai più giovani e accompagnato da letture e musica, il libro affronta attraverso il linguaggio della fiaba il tema dell’inquinamento dei mari e delle cosiddette “isole di plastica”. Tofu e la sorella Seitan, giovani extraterrestri, finiscono su una distesa di rifiuti galleggianti e scoprono un mare invaso dalla plastica. L’incontro con le creature fantastiche del mondo sottomarino li porterà a vivere una serie di avventure per contribuire a ripulire il mare e a confrontarsi con una vera emergenza ambientale. Una storia fantastica e divertente che affida all’immaginazione il compito di avvicinare i più giovani alla consapevolezza e alla responsabilità nei confronti dell’ambiente.

Sabato 3 ottobre alle 15.30, nella Sala della Biblioteca, sarà presentato Memory Foam di Santina Pompeo, pubblicato da Antiga Edizioni. Il volume nasce da un articolato apparato fotografico e documentario costruito attraverso archivi pubblici e privati, fotografie familiari e materiali raccolti dall’autrice nei territori del Vajont. Il progetto si sviluppa attraverso dittici che mettono in relazione fotografie contemporanee e immagini d’archivio, creando un dialogo tra ciò che quei luoghi erano e ciò che sono diventati.

Il progetto prende avvio dalla tragedia provocata dalla frana del Monte Toc, precipitata nella notte del 9 ottobre 1963 nel bacino artificiale della diga del Vajont, e dalle conseguenze che quella catastrofe ha avuto sul paesaggio e sulle comunità. Santina Pompeo non si limita però alla documentazione storica: attraverso l’incontro con gli abitanti di Casso, Erto e Longarone, entra nelle loro case, raccoglie fotografie, ascolta testimonianze e costruisce un racconto nel quale il paesaggio diventa anche memoria vivente. Il titolo Memory Foam richiama proprio la capacità dell’omonimo materiale di conservare una forma impressa dal peso e dal calore. Una metafora applicata a un territorio che porta ancora i segni della tragedia e alle persone che ne custodiscono una memoria rimasta nitida nel tempo. La mostra fotografica “Memory Foam. Vajont: la nuova forma del territorio a 60 anni dal disastro”, ospitata negli spazi Arte & Cultura del Municipio di Susegana, sarà visitabile dal 18 settembre al 17 ottobre. Il progetto si inserisce pienamente nella riflessione di “IN – Intelligenze Naturali”, perché porta al centro una forma di intelligenza fondata sull’ascolto, sulla memoria, sulla relazione e sulla capacità umana di riconoscere e custodire ciò che un luogo racconta.

Nella stessa giornata, sabato 3 ottobre alle 16.30, nella Sala della Biblioteca, sarà ospitato un appuntamento dedicato al rapporto fra cultura, paesaggio e territorio: Topofilia. Luoghi, scritture, incontri del Premio Carlo Scarpa per il Giardino, a cura di Patrizia Boschiero, Luigi Latini e Monique Mosser, con la partecipazione della Fondazione Benetton Studi Ricerche. Il termine “topofilia” richiama il legame affettivo e culturale che si stabilisce con i luoghi e introduce una prospettiva particolarmente vicina al filo conduttore dell’edizione 2026. Natura, paesaggio e memoria vengono infatti considerati come parti di una relazione che le persone costruiscono nel tempo con i luoghi che abitano, attraversano e custodiscono.

Domenica 4 ottobre alle 14, nella Sala Abate Vinciguerra, sarà presentato Della Luce e del Silenzio. Viaggio sentimentale da Asolo alla più bella valle del mondo, pubblicato da Antiga Edizioni. Il volume, a cura di Miro Graziotin, con i contributi del professor Giuseppe Barbera e Nicola De Cilia e le immagini di Corrado Piccoli e Arcangelo Piai, è dedicato all’area compresa tra la pedemontana del Grappa, il versante meridionale dei colli asolani, il Piave di Pederobba e la Piana d’Oriente, quel paesaggio che Giovanni Comisso definì “la più bella valle del mondo”. Scrittura e fotografia si incontrano in un racconto corale costruito anche attraverso le testimonianze delle persone che abitano quotidianamente questi luoghi. Il libro attraversa un paesaggio fatto di silenzi e trasformazioni, sorgive e cave, vigne e ville, storia e cronaca, mettendo in relazione la memoria dei luoghi con le trasformazioni del presente. Un racconto sentimentale ma anche concreto, nel quale il paesaggio diventa uno spazio da conoscere attraverso le immagini, le parole e le voci di chi lo vive. Per Susegana l’appuntamento assume un significato particolare anche grazie alla partecipazione del fotografo Arcangelo Piai, il cui sguardo contribuisce a restituire alla fotografia il ruolo di strumento di conoscenza e interpretazione del territorio.

Un grande spazio sarà dedicato alla poesia, con la premiazione della terza edizione del Concorso internazionale di poesia “Libri in Cantina”, in programma domenica 4 ottobre dalle 10.30 alle 12.30. Il concorso è promosso dall’Associazione Progetto Teatro X Tutti in collaborazione con il Comune di Susegana ed è articolato in due categorie, “Giovani” e “Adulti”. La giuria è presieduta dalla poetessa Rossana Guerrera, mentre le poesie selezionate saranno declamate durante la cerimonia dagli attori dell’associazione. L’iniziativa aggiunge alla manifestazione una dimensione di partecipazione diretta, dando spazio alla parola poetica e creando un incontro tra generazioni, autori e interpreti.

Il rapporto tra persone, memoria e territorio ritorna anche attraverso due presenze artistiche particolarmente significative per Susegana: quelle della pianista Giulia Vazzoler e dell’attrice Francesca Masini, due artiste differenti per linguaggio e percorso, ma accomunate da un legame con il territorio e dal desiderio di mantenere vivo il rapporto con i luoghi delle proprie origini.

Sabato 3 ottobre, dalle 18 alle 19, alla Terrazza degli Archi, Francesca Masini porterà a Libri in Cantina Le sfortunate avventure di Pierrot, spettacolo da lei scritto e diretto e presentato da The Travelling Players, compagnia internazionale under 35 nata e sviluppatasi a Londra. La pièce riprende la tradizione della Commedia dell’Arte in chiave contemporanea: Pierrot, stanco di non essere mai amato e di essere costretto dentro un copione già scritto, si ribella, scende tra il pubblico e tenta di cambiare il proprio destino. Tra gag, malinconia e inquietudini esistenziali, lo spettacolo mette in dialogo la tradizione teatrale con le domande e le fragilità del presente. Francesca Masini, attrice originaria di Conegliano e legata al territorio di Susegana, porta così al Festival un’esperienza artistica che unisce teatro, formazione e ricerca contemporanea. La sua presenza si inserisce inoltre nella riflessione sulle “Intelligenze Naturali” attraverso una domanda profondamente umana: quanto possiamo cambiare il copione che ci è stato assegnato e quanto siamo disposti a farlo?

Domenica 4 ottobre, dalle 17 alle 18, sempre alla Terrazza degli Archi, sarà invece la volta di Giulia Vazzoler con Per Elisa. Storie di musica e di frontiera. Il progetto unisce un album per pianoforte solo e un libro ibrido, a metà tra memoir autobiografico e saggio di divulgazione musicale. Ogni capitolo del libro nasce dall’incontro con una pagina del grande repertorio pianistico e trova nel disco una sorta di controparte sonora che illumina e accompagna il racconto. Beethoven, Chopin, Debussy, Schumann, Satie e Bach diventano così punti di partenza per parlare di identità, formazione, pratica musicale, divulgazione, responsabilità sociale e rapporto tra alta cultura e pubblico contemporaneo. La musica non viene proposta soltanto come repertorio da ascoltare, ma come strumento per interrogare la memoria, la formazione di una persona e il modo in cui un’esperienza artistica può continuare a trasformarsi nel tempo.

Per Vazzoler, già protagonista di una carriera internazionale, il ritorno a Susegana assume anche un significato personale attraverso la memoria del padre Adriano. Scomparso quando Giulia era poco più che una bambina, Adriano ha lasciato nella figlia un legame con Susegana rimasto nel tempo come quello con un vero e proprio “luogo del cuore”. Attraverso il libro e l’evento, la pianista torna quindi idealmente sui passi della propria memoria, trasformando il rapporto con un luogo dell’infanzia in racconto, musica e ricerca di identità. Una memoria che, pur nascendo da una vicenda personale e familiare, assume un significato più ampio nel contesto del Festival: la capacità di un luogo di rimanere dentro le persone anche quando la vita le porta lontano è una delle forme più profonde e autentiche di relazione con il territorio.

Il filo rosso del territorio attraversa dunque l’intera edizione 2026: dalla nuova guida dedicata a Susegana al Premio Carlo Scarpa, dal cammino raccontato da Domenico Basso alla fotografia di Santina Pompeo, fino alle storie personali di chi a Susegana è nato, vissuto o conserva un legame affettivo.

“IN – Intelligenze Naturali” diventa così una riflessione sul futuro, ma anche un invito a tornare alle relazioni, alle persone, ai luoghi e alle esperienze che costruiscono una comunità. In un tempo nel quale gli algoritmi possono produrre testi, immagini e informazioni sempre più rapidamente, il Festival sceglie di riportare l’attenzione su ciò che non può essere ridotto alla sola capacità di calcolo: la creatività, l’empatia, la curiosità, l’intuizione, la capacità di meravigliarsi, di dubitare, di ascoltare e di riconoscere l’altro. Dopo avere attraversato negli anni temi e visioni sempre più ampi, Libri in Cantina 2026 torna idealmente a casa: per raccontare ciò che nasce dal territorio, incontrare ciò che arriva da fuori e mettere in dialogo intelligenze diverse. Perché essere “IN”, oggi, significa scegliere l’incontro invece dell’isolamento, il dialogo invece del rumore, la cultura invece della superficialità. Significa mantenere vigile l’attenzione davanti a ciò che vediamo e ascoltiamo, senza rinunciare alla capacità di verificare, comprendere e mettere in discussione. E significa soprattutto coltivare quelle intelligenze naturali che ci permettono di leggere il presente con spirito critico, riconoscere ciò che è autentico, custodire la memoria dei luoghi, comprendere la complessità della natura e delle relazioni e immaginare il futuro con maggiore consapevolezza.

Info: https://www.libriincantina.it/

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