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MORIAGO, FESTIVAL DELLA CULTURA: domani INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA “FLOREALE”. LA SEDUZIONE ETERNA DELLE ORCHIDEE NEI DIPINTI DI CLAUDIO MISSAGIA

DiRedazione

Apr 22, 2022

L’esplorazione della natura, delle piante, dei fiori, in particolare le orchidee, autentiche principesse del regno vegetale, protagoniste assolute dell’Isola dei Morti di Moriago: è questo il filo rosso della mostra “Floreale” di Claudio Missagia, che si inaugura sabato 23 aprile alla Casa del Musichiere di Moriago della Battaglia nell’ambito del festival della Cultura. Vernissagealle 18: l’artista, in dialogo con curatrice della rassegna Lorena Gava, svelerà al pubblico le sue opere. La mostra rimarrà aperta fino all’8 maggio i sabati dalle 16 alle 19, le domeniche e festivi dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19. Visite guidate su prenotazione nei giorni feriali, per informazioni: 0438.890834, info@moriagoracconta.it

IL TEMA

“Floreale” indaga l’affascinante mondo delle piante attraverso note di colore e di luce. Sono soprattutto le orchidee, il fiore per eccellenza dell’Isola dei Morti di Moriago, a dominare la scena. Belle, altere e variopinte emergono con tutto il loro splendore e con tutta la magia dei petali carnosi, dalle fogge singolari e preziose. “Abilissimo nelle gradazioni timbriche, Missagia regala immagini seducenti per l’immediatezza e la freschezza della rappresentazione  – spiega la critica Lorena Gava – che inevitabilmente attrae lo sguardo di qualsivoglia osservatore. Ingigantiti e sovradimensionati, i fiori di Missagia rivelano aspetti nascosti, fragranze inaspettate e si appellano alla tradizione colta degli “erbari”, gli antichi codici miniati medievali che documentavano le proprietà e le qualità di piante officinali, cosmetiche e non solo. La descrizione di corolle, steli e foglie è stata per secoli la fonte iconografica più diffusa per decorazioni e ornati pittorici e scultorei: basti pensare al celeberrimo capitello corinzio, il terzo degli ordini architettonici classici che nasce giusto dall’osservazione delle foglie stilizzate e frastagliate d’acanto, pianta molto diffusa nelle regioni mediterranee”.

L’ESPOSIZIONE

Insieme ai rami di fiori “solisti”, il pittore vicentino, con atelier a Conegliano, regala anche raffigurazioni con più esemplari riuniti in una sorta di danza, di inno celebrato alla bellezza e alla serenità. “Che si tratti del piccolo o del grande formato, non muta l’intento dell’artista di condurci per mano sulle note di un’ebbrezza cromatica intensa e prodigiosa – osserva ancora la curatrice  Gava – , l’ebbrezza polifonica e magnetica che appartiene al regno dei fiori, sorgente di vita e di profonde emozioni. Così scriveva il grande poeta americano del diciannovesimo secolo Walt Whitman (1819-1892): «Io credo che un filo d’erba non sia niente di meno che la struttura portante delle stelle». E sembra che la pienezza del mondo naturale di Claudio Missagia contenga davvero un principio di incantevole e amabile eternità”.

L’ARTISTA

Nato a Valdagno nel 1959, Missagia da tempo vive in Italia (con atelier a Conegliano) e in Francia e si dedica completamente alla pittura. Dopo gli studi universitari legati a discipline economiche, la passione innata per il disegno e il colore lo ha portato a prediligere lo studio della storia dell’arte e delle tecniche pittoriche. Espone dagli anni Novanta con significativi consensi di critica e di pubblico.  Inizialmente attratto da una figurazione classica, precisa e dettagliata, rivolta essenzialmente alla natura morta e alla descrizione di stanze abitate da oggetti suggestivi, ha progressivamente elaborato una grammatica visiva più sciolta, libera e densa di richiami poetici. Sensibile alle modulazioni cromatiche e alle rispondenze tonali, la sua pittura è andata sempre più calandosi negli infiniti aspetti della natura, facendo emergere una pulsione viva e sincera verso l’ universo dei fiori, declinato in molteplici forme ed essenze.

Redazione

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