• Lun. Mag 25th, 2026

Voce del NordEst

online 24/7

Ordine Architetti Padova: Generazioni di Architettura in città – premiati i 50 anni di professione, presentato il nuovo logo

DiRedazione

Mag 25, 2026

Generazioni di Architettura in città
L’Ordine degli Architetti di Padova celebra i professionisti con cinquant’anni di iscrizione, accoglie i nuovi colleghi e presenta il nuovo logo

Si è tenuta sabato 23 maggio, presso l’Agorà del Centro Culturale Altinate / San Gaetano di Padova, la cerimonia “Generazioni di Architettura in città”, promossa dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Padova.

L’appuntamento ha riunito architetti senior, nuovi iscritti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico in una mattinata dedicata al dialogo tra memoria professionale, identità dell’Ordine e futuro della disciplina. Al centro dell’incontro, la consegna del Timbro d’Oro ai professionisti iscritti da oltre cinquant’anni, l’accoglienza dei nuovi colleghi entrati nell’Ordine negli anni 2025 e 2026 e la presentazione del nuovo logo dell’Ordine.

Hanno preso parte alla cerimonia Vincenzo Gottardo, Vicepresidente della Provincia di Padova, e Luigi Alessandro Bisato, Assessore del Comune di Padova con deleghe ai Lavori Pubblici e alle Infrastrutture. Sono intervenuti inoltre l’architetto Paolo Faccio, professore ordinario presso l’Università IUAV di Venezia, Dipartimento di Culture del Progetto, e direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio, e l’architetto Edoardo Narne, professore associato presso l’Università degli Studi di Padova, Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale.

Hanno fatto pervenire un messaggio di saluto Alberto Stefani, Presidente della Regione Veneto, e Luca Zaia, Presidente del Consiglio regionale del Veneto.

Il ruolo civile della professione

Al centro della giornata, una riflessione condivisa sul valore civile e sociale dell’architettura. Nel suo intervento, la presidente dell’Ordine degli Architetti Gloria Negri ha richiamato il senso profondo della professione, fondata sulla capacità di ascoltare i bisogni delle persone, interpretarli e trasformarli in progetti capaci di produrre qualità, benessere e riconoscimento collettivo.

«Siamo per formazione inclini ad ascoltare i bisogni delle persone, a interpretarli e a concretizzarli mediante i nostri progetti», ha affermato la presidente Negri. «Ogni intervento produce un cambiamento e dovrebbe generare benessere, oltre a creare un ciclo virtuoso di miglioramento dell’intorno ambientale, sia dal punto di vista della qualità della vita, sia dal punto di vista della valorizzazione economica».

Un buon progetto, ha proseguito, «crea bellezza», che non si limita alla qualità estetica, ma migliora la percezione dei luoghi da parte della comunità, che in essi si riconosce. In questa prospettiva, la cerimonia ha voluto sottolineare anche il ruolo dell’architetto come cittadino attivo, capace di contribuire alla crescita culturale, sociale e civile del territorio.

Su questo aspetto si è soffermato anche Vincenzo Gottardo, Vicepresidente della Provincia di Padova, che ha riconosciuto negli architetti una particolare capacità di ascolto, interpretazione e dialogo con la società e con le istituzioni. Rivolgendosi ai professionisti con cinquant’anni di iscrizione, Gottardo ha ringraziato chi ha lasciato «un solco, prima di tutto umano, e poi professionale», sottolineando insieme il valore delle nuove generazioni e il rapporto di collaborazione costruito nel tempo tra Provincia e Ordine professionale.

Il legame tra architettura e trasformazione della città è stato richiamato anche da Luigi Alessandro Bisato, Assessore ai Lavori Pubblici e alle Infrastrutture del Comune di Padova. «L’architettura cambia la città perché la attraversa, la ridisegna, la plasma nuovamente», ha osservato, sottolineando come il suo compito sia soprattutto quello di far vivere meglio le persone. In una città come Padova, attraversata da importanti interventi e da nuove esigenze legate agli spazi pubblici, al verde, alla prossimità dei servizi e alla qualità delle relazioni, gli architetti rappresentano per l’amministrazione un interlocutore essenziale, capace di tenere al centro le donne e gli uomini che abitano la città.

La giornata è stata anche l’occasione per ricordare Antonio Draghi, ex presidente dell’Ordine e progettista della stessa Agorà del Centro Culturale Altinate / San Gaetano, scomparso nel 2022.

Il riconoscimento del ruolo degli architetti è arrivato anche dalle istituzioni venete. Nel proprio messaggio, il Presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ha sottolineato come gli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori rappresentino «un pilastro fondamentale per la nostra comunità», capaci di farsi interpreti delle esigenze sociali e culturali del territorio attraverso visione progettuale, talento, curiosità e costante ricerca dell’eccellenza.

Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia ha definito l’iniziativa «di grande valore istituzionale e culturale», evidenziando come essa celebri il futuro della professione attraverso l’accoglienza dei nuovi iscritti e renda insieme omaggio ai professionisti che, con cinquant’anni di attività, hanno segnato la storia urbanistica e architettonica del territorio.

Il Consiglio dell’Ordine degli Arvhitetti PD

Nuove generazioni e nuovi strumenti

Uno dei focus della mattinata è stato il rapporto tra generazioni di fronte alla trasformazione della professione e all’evoluzione degli strumenti progettuali.

La presidente Negri ha richiamato la distanza tra la formazione fondata sul disegno manuale, sugli schizzi, sulla matita e sui disegni di cantiere, e le competenze delle nuove generazioni, oggi in grado di utilizzare render, video, fotoinserimenti e intelligenza artificiale per comunicare in modo sempre più efficace il pensiero progettuale.

«La tecnologia è uno strumento che ci consente di progettare meglio», ha sottolineato Negri, ricordando però che nessuno strumento può sostituire il pensiero, la visione e la responsabilità del progettista.

Sul rapporto tra memoria, formazione e innovazione si è soffermato l’architetto Paolo Faccio, professore ordinario presso l’Università IUAV di Venezia e direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio. Nel centenario dello IUAV, Faccio ha richiamato il valore della tradizione culturale dell’architettura e la necessità di trasmetterla alle nuove generazioni. I professionisti che celebrano i cinquant’anni di iscrizione, ha ricordato, fanno parte della memoria degli architetti, una memoria da conservare e da non confondere con i nuovi strumenti tecnologici. Da qui l’invito a rafforzare il dialogo tra università e Ordine professionale e, rivolgendosi ai giovani, a «non fidarsi solo dell’intelligenza artificiale», ma a usare prima di tutto la propria.

L’architetto Edoardo Narne, professore associato presso l’Università degli Studi di Padova, ha portato il punto di vista della formazione progettuale come esperienza concreta, capace di tenere insieme pensiero, manualità e rapporto con la società. Guardando al Bauhaus come riferimento per il dialogo tra architettura, arte e comunità, Narne ha sottolineato l’importanza di una didattica fondata su «mani, corpo e testa», nella quale gli strumenti digitali restano strumenti e non sostituiscono la capacità critica del progettista. «Dalla matita all’avvitatore», ha ricordato, è la formula che sintetizza un metodo basato su prototipi, lavoro con gli studenti e confronto con le comunità, anche attraverso esperienze dedicate alle periferie, allo spazio pubblico e alla trasformazione urbana.

In questa direzione si inserisce anche il percorso MEET ARCH, promosso dall’Ordine con il contributo dei consiglieri più giovani, per favorire occasioni di confronto, concorsi, workshop e dibattiti, valorizzando il dialogo tra esperienza e nuove energie professionali.Inizio moduloFine modulo

Il nuovo logo dell’Ordine

Nel corso della mattinata è stato presentato il nuovo logo dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Padova, frutto di un concorso aperto agli iscritti e pensato per accompagnare una nuova fase dell’identità visiva dell’Ordine.

Il progetto vincitore è dell’architetto Michele Sante Gambato. Al secondo posto si è classificato l’architetto Gabriele Brunettini, al terzo l’architetto Giacomo Malvestio.

Nel presentare il progetto, Gambato ha spiegato di essere partito dalla prima lettera dell’Ordine, lavorando per sottrazione fino a ottenere un segno capace di richiamare insieme l’identità dell’istituzione e un elemento fortemente riconoscibile della città, il Prato della Valle. «Non era più soltanto un logo, ma un sistema visivo e identificativo», ha osservato, sottolineando la volontà di creare un’immagine elastica e dinamica, adatta a essere declinata su supporti diversi, dai materiali istituzionali ai banner, fino alla comunicazione pubblica. La forza del progetto, ha aggiunto, sta nella semplicità di un unico segno capace di contenere più livelli di lettura.

Il Timbro d’Oro

Momento centrale della cerimonia è stata la consegna del Timbro d’Oro, il riconoscimento che l’Ordine assegna agli architetti iscritti da oltre cinquant’anni. Un omaggio a professionisti che hanno dedicato mezzo secolo alla professione, contribuendo con il loro lavoro, i loro progetti e il loro impegno civile alla crescita architettonica e urbanistica del territorio padovano.

Quest’anno il riconoscimento è stato conferito a:

Adami Giovanni, Baratelli Giulio, Barbato Angelo, Barnes Severino, Bedorin Danilo, Bettinardi Giovanni, Boniolo Sante Roberto, Canova Paolo, Celeghin Lamberto, Cellini Luigi, Ferigo Giampaolo, Forlin Novalberto, Furlan Gianpaolo, Lazzaro Francesco, Lionello Maurizia, Peressa Aldo, Petranzan Margherita, Rizzo Ferdinando, Schvarcz Giuseppe, Spigai Vittorio, Tombolan Piergiorgio, Zago Umbertino, Zanta Paolo.

I nuovi iscritti

La cerimonia è stata anche l’occasione per accogliere ufficialmente i nuovi iscritti all’Ordine negli anni 2025 e 2026, ai quali è stato consegnato il codice deontologico della professione. La presidente Negri ha voluto dedicare questo passaggio alla trasmissione dei principi etici e del senso di responsabilità nei confronti della società che devono guidare ogni architetto.

I nuovi iscritti sono:

Adam Eduard Razvan, Alecci Sofia, Ambrosi Mauro, Antonello Riccardo, Baldelli Elisa, Balili Hendrju, Barragato Chiara, Battisti Riccardo Giovanni, Boni Nadia, Bortolami Tommaso, Brazzale Alessandro, Capuzzo Caterina, Cavinato Alessia, Cavraro Riccardo, Celmanti Giada, Comunian Marco, Contarin Anna, Coppo Massimiliano, Cucato Nicolò, Cudin Giovanni Matteo, Di Leonardo Nicolò, Ferretti Lapo Lucio, Filipi Davide, Flaminio Alberto, Gobbi Enrico, Guzzo Francesco, Libralon Federica, Longato Elisa, Losi Eleonora, Lotto Anna, Marafin Nicolò, Marchiori Martina, Marcuccio Barbara, Masato Andrea, Maso Lorenzo, Mattia Carolina Bettina, Mazzucato Mariachiara, Mercuri Davide, Montalvo Gonzales Maria Luisa, Montevecchi Matilde, Moro Fabio, Noventa Elena Beatrice, Paccagnella Anna, Pavan Sebastiano, Petracchin Alberto, Piovan Carlo, Piva Matteo, Pracchi Gaia Costanza Anna Maria, Puato Laura, Rinaldo Anastasia, Satalino Simone, Satta Alessandro, Schiavon Giacomo, Scudiero Michele, Simioni Nicoletta, Stocco Francesco, Tasca Alice, Todesco Anna, Tresoldi Vera, Trivellin Giorgio, Valentini Alice, Vegro Costanza, Verzaro Garolla Luca, Zaja Giulia, Zamprogna Alessandro, Zecchin Carlo, Zocca Gabriele.

Le prossime iniziative dell’Ordine

La cerimonia ha offerto anche l’occasione per richiamare alcune delle attività che accompagneranno nei prossimi mesi il lavoro dell’Ordine. Dopo la recente presentazione del nuovo sito, pensato per rendere più semplice e immediato l’accesso alle informazioni e ai servizi, prosegue l’invito rivolto ai giovani iscritti a partecipare ai gruppi di lavoro, alla formazione e alla vita culturale dell’Ordine, anche attraverso il contributo alla rivista Architetti Notizie.

Tra i prossimi appuntamenti è prevista l’uscita della pubblicazione Opere e riflessioni. Architetti padovani al Premio Internazionale di Architettura Barbara Cappochin, dedicata ai progetti premiati o menzionati dalla prima all’undicesima edizione del Premio. L’Ordine sarà inoltre coinvolto nella dodicesima edizione del Premio Internazionale di Architettura Barbara Cappochin, che entrerà nel vivo a giugno con una serie di appuntamenti pubblici.

Dopo l’inaugurazione, lo scorso 17 maggio, della mostra dedicata agli architetti padovani Francesco Mansutti e Gino Miozzo presso la sede del Monte di Pietà, il programma proseguirà il 5 giugno con la conferenza internazionale “Housing sociale e città sostenibili. Esperienze internazionali a confronto”, seguita dall’inaugurazione della mostra diffusa “Foglie”, da una visita guidata alla mostra su Mansutti e Miozzo e dalla presentazione del volume a cura dei professori Elena Svalduz e Stefano Zaggia dell’Università di Padova  “Francesco Mansutti e Gino Miozzo. Padova, la città che cresce” . Nella stessa cornice sarà presentata anche la mostra temporanea presso Ca’ Lando dedicata alla “Casa Mediterranea sperimentale” curata da Guillermo Vazquez Consuegra ed Edoardo Narne con Yuuichi Iketani.

Sabato 6 giugno, infine, è previsto l’appuntamento con i vincitori del Premio Internazionale di Architettura Barbara Cappochin e l’inaugurazione del tavolo dell’architettura progettato dall’architetto Renzo Piano.

Per informazioni
info@ordinearchitetti.pd.it

In copertina: I premiati con il Timbro d’Oro

Di Redazione

Direttore : SERAFINI Stefano Per ogni necessità potete scrivere a : redazione@vocedelnordest.it