«È una notizia nella quale abbiamo fortemente sperato, sin dal momento della proclamazione del vincitore della XXII edizione: poter contare sulla presenza di Alaa Faraj a Udine, nella serata di sabato 9 maggio. Siamo grati alle autorità competenti per la decisione ufficializzata in queste ore, e siamo felici che il pubblico possa ascoltare la storia esemplare di dignità e coraggio a cui abbiamo assegnato il Premio dalla voce stessa del suo autore». Angela Terzani, Presidente di Giuria del Premio Terzani, e Paola Colombo, presidente dell’Associazione vicino/lontano che organizza il festival e il Premio Terzani, annunciano nella mattinata di oggi – giovedì 7 maggio – che Alaa Faraj, autore del romanzo epistolare Perché ero ragazzo pubblicato da Sellerio, potrà partecipare alla Serata della XXII edizione del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani, sabato 9 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine (ore 21). Sarà come sempre Angela Terzani a leggere la motivazione del conferimento, e sarà lei a consegnare nelle mani di Alaa Faraj il Premio, grazie all’autorizzazione concessa in queste ore dai magistrati del Tribunale di Sorveglianza di Palermo.

Perché ero ragazzo, scrive la Giuria nella motivazione del Premio Terzani, “è un racconto doloroso ma necessario”: si è voluto premiare la storia di un ragazzo libico nato a Bengasi nel 1995, un ventenne studente di ingegneria e promessa del calcio che nel 2015 ha deciso di lasciare la Libia sconvolta dalla guerra civile, partendo a bordo di un barcone insieme agli amici di pallone, senza avvisare la famiglia. Durante quella traversata 49 persone morirono soffocate dentro la stiva. Sbarcato drammaticamente in Italia, Alaa Faraj è stato accusato, dopo una frettolosa indagine, di “concorso in omicidio plurimo e violazione delle norme sull’immigrazione”, e condannato a 30 anni di carcere. Eppure – si legge nella motivazione “Alaa non si fa sconfiggere dalla disperazione. Studiare, imparare diventa il suo modo di sopravvivere”. Continua ad affermare la sua innocenza, accettando, sempre fiducioso nella giustizia, il ruolo del detenuto, ma mai quello del criminale. È grazie all’incontro in carcere con Alessandra Sciurba, docente di Filosofia del diritto, che si trasforma in uno scrittore. Racconta la sua storia in un italiano appreso dentro le celle, scrivendo a mano, in stampatello, su fogli rimediati in prigione e poi inviati – lettera dopo lettera – alla sua “carissima amica Ale”. Nasce così un romanzo epistolare e di formazione: “un resoconto in presa diretta, che si fa stile letterario a pieno titolo”, e diventa il 22esimo vincitore del Premio Terzani 2026.
Condotta dal giornalista e critico letterario Marino Sinibaldi, membro della giuria del Premio, la serata di sabato 9 maggio ospiterà l’intervento della destinataria delle lettere di Alaa Faraj, Alessandra Sciurba, docente di Filosofia del diritto all’Università di Palermo, della giornalista Luciana Castellina, che per prima ha scritto del libro, di don Francesco Saccavini, prete di periferia impegnato nel sociale, e, in collegamento, del giurista Gustavo Zagrebelsky. La parte musicale sarà affidata all’Orchestrad’archi e percussioni del Conservatorio “J. Tomadini” di Udine, diretta dal Maestro Fabio Serafini, con Lucio Degani violino solista; alcuni brani del libro saranno letti dall’attore e regista Massimo Somaglino. La Giuria che ha assegnato il Premio Terzani 2026 è composta da Angela Terzani (presidente), Saskia Terzani, Enza Campino, Toni Capuozzo, Marco Del Corona, Andrea Filippi, Milena Gabanelli, Nicola Gasbarro, Carla Nicolini, Marco Pacini, Paolo Pecile, Remo Andrea Politeo, Marino Sinibaldi, Mario Soldaini.
Era ragazzo Alaa Faraj quando la guerra civile in Libia ha sospeso il gioco del calcio: la sua passione, il suo talento. Non aveva ancora vent’anni quando fu chiusa l’Università di ingegneria: il suo progetto di ragazzo di famiglia benestante. Aveva la testa piena di sogni quando è salito su quel barcone maledetto per cercare in Europa un futuro possibile. È l’inizio di un “incubo chiamato giustizia”. È condannato a 30 anni di carcere con l’accusa di essere lo scafista responsabile della morte di 49 migranti nascosti nella stiva. Alaa non si fa sconfiggere dalla disperazione. Studiare, imparare diventa il suo modo di sopravvivere. Ma è l’incontro in carcere con Alessandra Sciurba, docente di Filosofia del diritto, che lo trasforma in uno scrittore. È così che ci fa entrare nei ricordi della sua bella famiglia, nella spensieratezza della vita di quartiere a Bengasi, nella sacralità delle sue amicizie. E ci precipita nel suo inferno giudiziario. Alaa non vuole la nostra pietà: cerca giustizia.
Un romanzo di formazione e un romanzo epistolare. Un resoconto in presa diretta che si fa stile letterario a pieno titolo. L’italiano è quello imparato in carcere, per capire e farsi capire, scolpito in una neo-lingua dal lessico originale, talvolta approssimativa nelle desinenze e nelle concordanze, ma mai nella chiarezza dei ragionamenti e nella potenza espressiva di emozioni e sentimenti. È la lingua speciale della testimonianza diretta, che ci concede il diritto di commuoverci fino alle lacrime. La destinataria delle sue lettere dal carcere sa ascoltare la sua voce, il suo respiro narrativo, ne incoraggia la funzione terapeutica. Ma il padrone della pagina è lui: è lui a imporre il metodo nel procedere della scrittura. E lei lo rispetta, regalandogli l’accesso a quel surrogato di libertà che la letteratura concede perfino ai carcerati. Per questo racconto doloroso ma necessario, per questa storia esemplare di dignità e coraggio, la giuria del Premio letterario Internazionale Tiziano Terzani conferisce il Premio Terzani 2026 a Alaa Faraj per la sua opera prima Perché ero ragazzo, Sellerio 2025.
I VINCITORI DELLE PRECEDENTI EDIZIONI DEL PREMIO TERZANI
Giornaliste e giornalisti di Gaza, alla memoria (2025); Sally Hayden e menzione speciale per Ai Weiwei (2024); Zerocalcare (2023), Colum McCann (2022), Andri Snær Magnason (2021), Amin Maalouf (2020), Franklin Foer (2019), Domenico Quirico (2018), Sorj Chalandon (2017), Martin Caparrós (2016), David Van Reybrouck (2015), Mohsin Hamid e Pierluigi Cappello (2014), George Soros (2013), Ala al-Aswani (2012), Leslie T. Chang (2011), Umberto Ambrosoli (2010), Ahmed Rashid (2009), Fabrizio Gatti (2008), Anna Politkovskaja, alla memoria (2007), Jonathan Randal (2006), François Bizot (2005).
