Oggi un bel post biografico!
Quando si pronuncia il nome Kool & the Gang, nella testa di molti partono immediatamente “Celebration”, “Ladies’ Night” o “Get Down on It”. Ma prima di diventare una delle band più riconoscibili della musica pop degli anni Ottanta, i Kool & the Gang avevano già alle spalle una storia lunga e musicalmente ricchissima.
Tutto comincia a Jersey City nel 1964, quando i fratelli Robert “Kool” Bell e Ronald Bell formano con alcuni amici di quartiere un gruppo chiamato inizialmente Jazziacs. Jazz e soul sono le basi di partenza, ma il gruppo comincia presto a contaminare quella formazione con il rhythm & blues e con un groove sempre più funky. Dopo alcuni cambi di nome arriva quello definitivo, Kool & the Gang, e nel 1969 esce il primo album. È una band quasi interamente strumentale, costruita attorno a fiati, basso, batteria, chitarra e tastiere.
Negli anni successivi costruiscono soprattutto negli Stati Uniti una reputazione formidabile come band dal vivo. Live at the Sex Machine, Music Is the Message, Good Times e poi Wild and Peaceful mostrano una formazione capace di muoversi tra jazz, soul e funk con una naturalezza impressionante. Nel 1973 arrivano “Funky Stuff”, “Jungle Boogie” e “Hollywood Swinging”, ma il meglio deve ancora arrivare.
Tra il 1974 e il 1977 il catalogo si arricchisce di brani come “Higher Plane”, “Rhyme Tyme People”, “Summer Madness”, “Spirit of the Boogie”, “Jungle Jazz”, “Caribbean Festival”, “Love & Understanding”, “Open Sesame” e “Super Band”. Sono anni in cui i Kool & the Gang non sembrano avere particolare interesse a semplificare la propria musica. Light of Worlds, Spirit of the Boogie, Love & Understanding e Open Sesame sono album pieni di groove, arrangiamenti, improvvisazioni e momenti strumentali.
“Summer Madness” merita una parentesi sua. La versione in studio di Light of Worlds è già diventata un classico del jazz-funk, ma la versione dal vivo registrata al Rainbow Theatre di Londra e pubblicata su Love & Understanding nel 1976 porta il brano oltre gli otto minuti con l’assolo di ARP2600 che ha fatto scuola. È uno di quei pezzi che è impossibile dimenticare.
E poi arriva il cambiamento. Nel 1978 entra nella formazione James “J.T.” Taylor, che l’anno successivo diventa il nuovo cantante principale. Nello stesso periodo la band comincia a lavorare con il produttore e musicista brasiliano Eumir Deodato. L’equilibrio cambia. La grande macchina funk rimane, ma adesso ci sono una voce riconoscibile, melodie più immediate e una nuova attenzione alla pista da ballo.
Da lì arriveranno “Ladies’ Night”, “Celebration” e tutto quello che conosciamo, ma prima di quella svolta, per quasi un decennio, c’era stata una band che aveva costruito album splendidi e una quantità impressionante di musica destinata a essere riscoperta, campionata e ripresa negli anni successivi. Era già lì, molto prima che il mondo imparasse a cantare “Celebration”.
