Settimana Nazionale della Dislessia, 5-11 ottobre 2026
DISLESSIA: COSA FARE (E NON)
Dalla lettura allo studio: un vademecum in cinque punti per aiutare ragazze e ragazzi a scuola, dal nuovo libro Erickson di Gianluca Lo Presti
La dislessia non si manifesta soltanto nella difficoltà nella lettura. Per ragazze e ragazzi, soprattutto nel passaggio alla scuola secondaria di primo grado, la fatica nella decodifica può ripercuotersi sulla comprensione dei testi, sullo studio, sull’organizzazione del lavoro e sulla capacità di mostrare ciò che si sa.
Nel nuovo libro Erickson Dislessia. Scuola secondaria di primo grado. Cosa fare e non, lo psicologo Gianluca Lo Presti affronta 14 situazioni concrete che insegnanti e studenti possono incontrare nella quotidianità scolastica, offrendo per ciascuna di queste indicazioni operative su cosa fare e cosa evitare.
Il volume invita a guardare oltre il comportamento immediatamente visibile: un ragazzo che non prende appunti può essere attentissimo ma non riuscire a scrivere mentre ascolta; chi sembra non aver studiato può avere studiato molto, ma senza un metodo efficace. La diagnosi è un punto di partenza, non di arrivo: conoscere il funzionamento del singolo studente o studentessa permette di trasformare le difficoltà in scelte didattiche più precise.
Di seguito, un piccolo vademecum con 5 situazioni e relativi consigli tratti dal libro:
- Ha difficoltà nel prendere appunti: ascoltare, selezionare le informazioni e scrivere contemporaneamente può essere un doppio carico cognitivo. Possono aiutare schemi da completare, parole chiave e appunti già strutturati.
- Studia tanto, ma rende poco: il tempo passato sui libri non garantisce un apprendimento efficace. Meglio chiedersi “Come hai studiato?” e lavorare su metodo, comprensione e selezione delle informazioni.
- Ha una bassa autostima: non basta rassicurarlo a parole, servono esperienze concrete in cui possa sentirsi competente. Meglio valorizzare i progressi e usare feedback precisi, evitando etichette e generalizzazioni.
- Perde facilmente la calma: prima di intervenire, è importante capire quale carico di richieste ha preceduto la reazione. Nel momento della crisi meglio abbassare la pressione, mantenere un tono fermo e accogliente e rielaborare poi l’episodio.
- Rifiuta l’aiuto anche quando ne ha bisogno: a volte il rifiuto nasce dal timore di sembrare diverso o incapace. Rendere l’aiuto meno esposto, offrirlo come possibilità di scelta e integrarlo nella quotidianità può favorire autonomia e senso di competenza.
Pagine: 120
Prezzo: 16,50 €
In libreria da: settembre 2026
*Gianluca Lo Presti, psicologo, dal 2010 svolge attività clinica per la diagnosi e il trattamento dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento. È socio AIRIPA – Associazione Italiana per la Ricerca e l’Intervento nella Psicopatologia dell’Apprendimento, relatore e formatore in corsi di formazione e docente sui DSA presso scuole di specializzazione e master universitari. Fa parte del Comitato scientifico della Fondazione Irene ed è stato componente del Gruppo di Lavoro sui DSA dell’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana. Con Erickson ha pubblicato Nostro figlio è dislessico, Diagnosi dei disturbi evolutivi e, con C. Vio e P.E. Tressoldi, Diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento.
