Uno studio di Confartigianato analizza la capacità di condividere e creare sinergie di mercato, le comunità energetiche, la protezione e cura dei territori, la filiera dell’auto e l’economia circolare
Fattori decisivi anche la formazione del personale e l’apprendistato. Treviso è leader in Veneto negli investimenti in ricerca e sviluppo con il 75,5% delle MPI coinvolte, con +7,9% in un anno
Armando Sartori, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana: «Le micro e piccole imprese mostrano una forte dinamicità innovativa, con una crescita della spesa in ricerca e sviluppo che a livello nazionale è pari al +39%, superiore al +33% delle medio-grandi»
La Marca Trevigiana leader in Veneto per imprese che condividono e creano sinergie di mercato. In provincia sono il 52,5% contro una media regionale del 46,1%. «Questo modello collaborativo si sta estendendo con successo anche alla sostenibilità», fa notare Armando Sartori, presidente Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, «merito anche delle 95 comunità energetiche rinnovabili in Veneto, settore nel quale Treviso è al primo posto in regione con 23 comunità che producono 3.051 kw di potenza».
Oltre alle comunità energetiche rinnovabili, secondo uno studio di Confartigianato ad accompagnare famiglie, imprese e territori nella transizione nella provincia di Treviso ci sono 12.810 imprese, (71,6% artigiane) maggiormente coinvolte nella protezione e cura dei territori, 2.308 imprese (1.103 artigiane) della filiera auto, delle quali il 53,4% (47,8% artigiane) si occupano di riparazione e manutenzione di autoveicoli e motocicli, e 1.306 imprese (68.8% artigiane) sono coinvolte nella filiera delle energie rinnovabili e dell’economia circolare.
«Un aspetto particolare riguarda la formazione del personale», sottolinea il presidente Armando Sartori, «percepita sempre più come fattore attrattivo per la manodopera di qualità, accanto ai contratti stabili a tempo indeterminato e di apprendistato, che nell’artigianato rappresentano un quinto delle assunzioni, e i sistemi di welfare aziendale, grazie alla bilateralità artigiana veneta».
Nella Marca Trevigiana nel 2024 le imprese che hanno fatto formazione sono il 40,4% del totale, dato che pone la provincia al secondo posto in Veneto. La fetta più consistente, il 74,7%, ha riguardato corsi per aggiornare il personale sulle mansioni già svolte, il 15,3% per la formazione dei nuovi assunti e il 10 % per fornire ai dipendenti nuove competenze. Il 19,4% delle imprese ha ospitato persone in tirocinio, miglior dato in regione, dove la media si ferma al 16,3%, mentre a livello nazionale i tirocini interessano il 12% delle aziende.
«Nell’era dell’incertezza, segnata da crisi ricorrenti», ragiona il presidente Armando Sartori, «il sistema delle imprese sta cambiando profondamente, superando modelli rigidi e aprendosi a persone, welfare, formazione, scuola, competenze, relazioni, mercati esteri, innovazione, digitale e sostenibilità. L’innovazione non è solo tecnologica, ma anche organizzativa e sociale, e passa anche dalla capacità, in un mercato del lavoro in trasformazione, di includere e valorizzare giovani, stranieri e lavoratori senior. Le micro e piccole imprese spesso sperimentano e creano in modo non formalizzato. Infatti, mostrano una forte dinamicità innovativa, con una crescita della spesa in ricerca e sviluppo che a livello nazionale è pari al +39%, superiore al +33% delle medio-grandi».
Secondo i dati elaborati da Confartigianato, nel 2025 Treviso è leader regionale con il 75,4% delle MPI che hanno investito nei vari ambiti della trasformazione digitale, con balzo in avanti del 7,9% rispetto al 2024.
