Amministrazioni e associazionismo pronti ad aderire all’idea lanciata dal Fogolâr Civic di Udin a Terzo d’Aquileia in occasione della decima edizione di “Lidrîs d’Artuì”, iniziativa spontanea del civismo udinese commemorativa del locale epilogo della storia di Magno Massimo, precursore storico del mitico Re Artù, matrice d’Europa cavalleresca passata e futura. Testimonial: il giovane studente primo nella Storia ad usare il friulano, lingua di Aquileia, all’esame di Stato di Terza Media.
UNA TRADIZIONE FOGOLARISTA DAL 2017
Un “Tricolore Civico Europeo”, ventennale richiamo fogolarista udinese all’utopia di un’“Europa dei Cittadini”; lungo dieci metri; opera dell’ultima delle sarte “pasquottine” del capoluogo friulano, Mirella Valzacchi; accostante blu e giallo eurocomunitari (ma anche aquileiesi e friulani!) al bianco della “toga virilis” romana, simbolo universale di cittadinanza orgogliosa, si è levato fiero sulla banchina del porto fluviale di Terzo d’Aquileia / Tierç di Aquilee mentre dal ponte una corona laurea riccamente ornata veniva lanciata nel fiume in omaggio “a ducj i Artuìs dal mont ricuardant il prin” ossia a tutti i piccoli e grandi “Artù”, quotidiani ed epici, di ogni epoca e nazione. Campioni noti o sovente anonimi di positività ed umanità vere. Il tutto, però, nel ricordo di archetipo personaggio storico, molto controverso ma eroe nazionale dalla Bretagna al Galles: certo Magno Massimo, imperatore usurpatore crudelmente giustiziato dal rivale Teodosio il 28 agosto 388 proprio al terzo miliare fuori Aquileia/Aquilee. Una ricorrenza, nel 2017, divenuta occasione di rimembranza e di riflessione per il civismo culturale udinese e in particolare per il movimento euroregionalista del Fogolâr Civic, che nelle anche complesse interconnessioni tra le figure di Massimo e Artù hanno visto senz’altro un’occasione buona per un richiamo non anacronistico a certi valori dell’epica europea, soprattutto quella cavalleresca, da recuperare in termini laici e interculturali, per ridare linfa nella quotidianità a cultura radicata e diffusa d’altruistica difesa del prossimo oppresso da tirannidi di ogni sorta oltreché di sé stessi. Una potentissima e mobilitante cultura anti-bullismo nel senso più lato, un solidarismo “cavalleresco” militante, atto ad affrancare – per quanto possibile – la società da ignavia ed egoismo. Da qui il gesto annuale, altamente pregnante, dell’affidamento alle acque del Terzo di simbolica dedica ad antichi e moderni probi Cavalieri della Tavola Rotonda, rito a cura dei fogolaristi udinesi, cordialmente accolti sin dall’inizio dalle locali Amministrazioni Tibald e Quaini avvicendatesi nell’ultima decade alla guida del Comune di Terzo d’Aquileia. Un auspicio di rinascita per un’Europa degna, migliore, più umana e più nobile, forte di un’identità culturale-morale propria e diffusa. Quel gesto si è ripetuto, così, anche venerdì 28 agosto 2026, preceduto da incontro pubblico presso la sede municipale storica di Terzo in Via 2 Giugno n. 65. L’iniziativa, intitolata “Lidrîs d’Artuì”, del Fogolâr Civic di Udin, sotto l’egida ARLeF e dell’Arengo udinese, aderenti in primis il Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic”, il Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl”, il Club per l’Unesco di Udine/Udin e il Coordinamento Civico Udinese “Borgo Stazione”, ha ricevuto cordiali onori di casa dal locale sindaco Giosualdo Quaini, che l’anno precedente, nel 2025, si era personalmente recato a Udine, su gradito invito dei fogolaristi, proprio per ricevere – presso la leggendaria Maschera del Diavolo, l’armatura Savorgnan conservata nel santuario della Beata Vergine delle Grazie, gran simbolo friulano delle tradizioni cavalleresche – la dedica annuale da lanciare dal ponte “ad tertium lapidem”.
L’ALLOCUZIONE COMMEMORATIVA
“O sin fûr di Aquilee trê miis a ricuardâ la fin dolorose un storic precursôr di Artuì lezendari, riclam di une civiltât di cavalarie no mai sorpassade a pro dai cjalcjâts cuintri i prepotents, che e pues benon sei fondament di gnûf di une rinassince morâl de Europe!”. Toni volutamente visionari e ad un tempo concreti quelli che il prof. Alberto Travain, presidente dei fogolaristi udinesi e anche “camerarius” moderatore dell’Arengo popolare partecipativo della Capitale del Friuli Storico, ha voluto impiegare nella sua allocuzione nella ricorrenza dell’esecuzione in loco, nel 388, dell’imperatore romano Magno Massimo, archetipo dei condottieri latino-britanni sulla cui vicenda si sarebbe innestato in seguito il mito universale di Artù. Un’occasione – ha detto, parlando in lingua friulana, eredità terroriale di Madre Aquileia – non solamente per ricordare antiche connessioni tra storia locale ed internazionale ma anche per riflettere sull’esigenza di un rinnovato codice “cavalleresco” o di civiltà, che restituisca dignità e spessore all’essere europei. Anche citando studiosi ed appassionati quali Carlo Puppo e Alfredo Barbagallo, figure distintesi pur sommessamente, negli ultimi decenni, nella promozione e nell’approfondimento delle correlazioni tra Magno Massimo e le culture friulana e gallese, Travain ha ripercorso agilmente le tappe di una storia incredibilmente intrecciata con quelle di vari protagonisti del tracollo del mondo classico, tra cui, campeggiante, quella del “gigante” Massimino il Trace, assassinato anch’egli alle porte di Aquileia.
LA RETE CIVICA “AQUILEIA EXTRA MOENIA”
L’eccezionalità di un immediato fuoriporta aquileiese intersecato singolarmente da riferimenti leggendari rimandanti agli eroi dei Cicli Bretone e Carolingio, da Artù ad Orlando, veri capisaldi della civiltà non solamente letteraria d’Europa e dell’Occidente, ha portato il professore a concepire l’idea di una necessaria promozione ad hoc dell’eredità di un agro aquileiese culturalmente inteso e superante di molto anche gli odierni confini regionali e statali. Da qui la lettera – bilingue: in italiano e friulano – indirizzata alle Autorità e Rappresentanze convenute, di cui a seguire si dà il testo integrale. “Signor Sindaco, Rappresentanze ospiti ed aderenti, in questa cornice dell’evento spontaneo ‘Lidrîs d’Artuì’, rito annuale imperniato sulla valorizzazione di una storia universale connessa localmente in un suburbio aquileiese, siamo a rilevare la necessità pressante di una peculiare realtà di stimolo e di raccordo, in ambito regionale ed euroregionale, di un impegno sociale ed istituzionale teso capillarmente alla riscoperta, alla valorizzazione e soprattutto alla rivitalizzazione dei filoni originali nonché dei retaggi dell’identità storica ed ideale della città di Aquileia nei territori di sua antica influenza. Si propone, quindi, immantinente, la costituzione di una rete civica ‘Aquileia extra moenia’, specificamente finalizzata alla promozione nell’attualità del patrimonio culturale, materiale e immateriale, direttamente od indirettamente correlato, in ambito extraurbano, alla vicenda e al mito dell’antica metropoli alpino-adriatica. A coordinare il tutto si proporrebbe l’odierno Sindaco di Terzo d’Aquileia, immediato fuoriporta ricco di memorie e suggestioni epiche di levatura internazionale e testimonianze significative persino precedenti alla fondazione di Aquileia latina. Coadiutore auspicato, l’attuale Presidente ARLeF, probo responsabile istituzionale della promozione della ‘marilenghe’ ossia della maggiore eredità linguistica territoriale derivata da Aquileia. Un ruolo, inoltre, di moderatore in seno ad una rete ampiamente inclusiva ma qualificata, formata da soggetti individuali e collettivi, pubblici e privati, certo si gradirebbe fosse riservato, a titolo onorario, al ‘Camerarius’ in carica dell’Arengo udinese, esempio di civica rivitalizzazione contemporanea di un istituto democratico-partecipativo rimontante al governo dei Patriarchi aquileiesi. Contestualmente si propone il primo evento da programmare: un simposio pubblico, telematico e in presenza, per il prossimo 28 agosto, affidato, ad esempio, al Comune per quanto concerne l’organizzazione in piazza ed all’ARLeF per i servizi segreteria, info e comunicazione: una prima rassegna della memoria e della cultura aquileiesi ‘extra moenia’, basata segnatamente sulla testimonianza di amministratori e operatori culturali. L’occasione di oggi sia, dunque, propizia anche per coinvolgere sin da subito Comuni ospiti e Sodalizi aderenti all’evento presente, in una prospettiva d’interconnessione e di collaborazione sincera nel comune interesse di territori e genti che ebbero Aquileia per madre e regina… o anche di matrigna! Con chiari auspici di coerente prosieguo / Siôr Sindic, Rapresentants ospits e aderents, in chest contest di avigniment spontani ‘Lidrîs d’Artuì’, rituâl ogni an par meti in valôr a une storie universâl peade cul locâl tune Aquilee fûr puarte, si è a constatâ che al coventarès tant alc propit specific che al fos di stombli e ancje di cusidure, in regjon e euroregjon, de passion sociâl e istituzionâl pardut sul tornâ a tirâ fûr, dâ valôr e in particolâr rinfrescjâ chês lidrîs e chês ereditâts de identitât storiche e ideâl de citât di Aquilee tes tieris di sô antighe influence. Si propon, inalore, dibot, che si crei une rêt civiche ‘Aquileia extra moenia’, cul intent a pueste di une promozion in zornade di vuê dal patrimoni culturâl, materiâl e imateriâl, par dret o ledrôs relazionât, fûr citât, cun vicende e liende de metropul antighe adriatiche-alpine. A coordenâ dut si proponarès l’atuâl Sindic di Tierç di Aquilee, subit borc fûr puarte plen di memoriis e rivocs epics di jevadure internazionâl e testemoneancis significativis adiriture di prin di Aquilee latine. Coadiutôr bramât, il President ARLeF di vuê, valit responsabil istituzionâl de promozion de ‘marilenghe’ vâl a dî la plui grande ereditât linguistiche teritoriâl derivazion di Aquilee. Une funzion, po, di moderadôr dentri di une rêt vierte ma competent, fate di subiets ugnui e comunancis, publics e privâts, si varès in bon che i fos risiervade, par titul di onôr, al ‘Camerarius’ chel di corvete dal Renc di Udin, spieli di civic rafresc moderni di istitût democratic di partecipazion rimandant al guvier dai Patriarcjis di Aquilee. Di chê strade si propon il prin avigniment di metilu in program: un simposi public, telematic e in persone, pai 28 di Avost dal an che al ven, par un esempli in mans al Comun la organizazion in place e ae ARLeF i servizis di segretarie, info e comunicazion: une prime rassegne di memorie e culture aquileiesis ‘extra moenia’, prin di dut basade su testemoneancis di sorestants e operadôrs culturâi. Ve che la ocasion di vuê si fâs buine ancje par tirâ dentri dal moment Comuns ospits e Fradaiis aderentis al avigniment presint, tune prospetive di colegament e colaborazion sclete tal interès comun di tieris e int che a àn vude Aquilee di mari e regjine… o ancje di marilastre! Cun claris sperancis di svilup consecuent”. Se son rose fioriranno, come si usa dire, ma sin da subito l’idea è stata accolta con entusiasmo e già si lavora per il 2027.
QUALIFICATA PARTECIPAZIONE
Terzo d’Aquileia, dunque, quadrivio friulano dell’epica cavalleresca europea. Da qui l’invito cordiale alla sindaca Elena Maiolla di Morsano al Tagliamento / Morsan da lis Ocjis, intervenuta con la dott.ssa Barbara Giovannelli, consigliera comunale delegata alla Cultura, a ricordare l’ultima vittoriosa carica della cavalleria friulana nell’odierna frazione di Bando/Bant il 9 maggio 1418. Da qui l’invito caloroso al sindaco Claudio Maestra del Comune di Ragogna / Ruvigne, chiamato a commemorare il 650° della disfida cavalleresca di Mainburg del 1376, mobilitante il campione Ettore di Ragogna detto il “Rubayner” per la difesa dell’onore del Friuli. Intervenuto anche il presidente Eros Cisilino dell’ARLeF, ancora una volta manifestatosi convinto e sincero sostenitore dell’iniziativa fogolarista udinese, capitanata dal prof. Travain, che rivitalizza i filoni originali della storia e della cultura friulane in una prospettiva sempre aperta e mai suddita oltreché capace di mobilitare anche le giovani generazioni attraverso le scuole: prova ne sia – ha detto Cisilino – l’eccezionale esempio dell’Istituto Comprensivo di Codroipo/Codroip. Ed ormai ex alunno di quell’Istituto, ha preso la parola, per le conclusioni, il giovane studente Pietro Mangiacapra, da Glaunicco/Glaunic (Camino al Tagliamento / Cjamin), già apprezzato Sindaco dei Ragazzi di Codroipo al quadrivio del Friuli e primo nella Storia ad esordire in friulano ad un colloquio d’esame di Terza Media. L’ex “Sindicut” ha detto – in “marilenghe” – che il Friuli ha senz’altro una grande storia ma troppo spesso misconosciuta o sottovalutata. Da qui l’importanza d’iniziative che restituiscano all’attualità coscienza del vissuto di questa regione. In rappresentanza dell’Arengo udinese, presente in Sala Civica il “procurator” garante prof.ssa Maria Luisa Ranzato ed il “consiliarius” del quintiere di Aquileia Marisa Celotti. Per il direttivo del Fogolâr Civic di Udin è intervenuto il consigliere dott. Mario Cozzi. Presenti, inoltre, qualificate rappresentanze di AUSER ed AVIS di Terzo d’Aquileia, quest’ultima guidata dal presidente Gianni Mariuzzi; il presidente emerito della Sociedad Friulana Buenos Aires, prof. Eduardo Dino Baschera, e la coordinatrice del Gruppo di studio di lingua, cultura e letteratura friulane “Furlans difûr – Furlans di cûr”, prof.ssa Noemi Salva. Pervenuto altresì indirizzo di saluto da parte dalla presidente del Club per l’Unesco di Udine, prof.ssa Renata Capria D’Aronco. Dopo la cerimonia sul fiume Terzo, una corona laurea commemorativa è stata collocata anche presso il ponte, attraversato dalla rinomata e frequentatissima Ciclovia Alpe-Adria.
