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Impianti di cogenerazione SIOT – Le valutazioni di Legambiente

DiRedazione

Dic 1, 2022

Continua a destare interesse e crescente preoccupazione quello che oramai può ben definirsi il “Caso SIOT”

A proposito di Cogenerazione ad Alto rendimento

La domanda di approvazione presentata alla regione per i 4 nuovi impianti di generazione di
elettricità per alimentare le pompe dell’oleodotto transalpino non finisce di destare clamore. Infatti
si dimostra sempre più improponibile mano a mano che il tempo passa e si approfondiscono i vari
aspetti del progetto stesso. Come noto il progetto nel suo insieme riguarda le 4 stazioni di pompaggio
di San Dorligo, Reana, Somplago e Paluzza-Cercivento ed è dichiarato nelle relazioni tecniche come
“efficientamento energetico basato sulla Cogenerazione ad Alto rendimento”.
Però prende sempre più corpo la convinzione che non c’è efficientamento energetico, per lo meno
se guardato dal lato delle emissioni. Infatti anche se, come afferma SIOT, ci fosse una riduzione
dell’energia complessiva, che non risulta affatto né dai calcoli dell’Agenzia per l’Energia dell’FVG né
da altri calcoli indipendenti, questa dovrebbe essere paragonata alla componente di fonti rinnovabili
della rete elettrica nazionale (38% nel 2020, in aumento), a fronte del 100% di metano con i nuovi
progetti. SIOT, per contro, non spiega in nessun modo come otterrebbe questo efficientamento. E
non c’è neppure Cogenerazione ad Alto Rendimento, sempre secondo APE, che darebbe diritto a
ricevere contributi pubblici sotto forma di Certificati Bianchi. Milioni di Euro all’anno a carico,
ovviamente, dei cittadini.
Di nuovo c’è che ora anche l’Università di Udine ha fornito una sua relazione al Movimento per la
Difesa del Cittadino che conferma in linea di massima i risultati della relazione di APE e i timori di
Legambiente.
Ulteriore conferma proviene dal Prof. Mario Grassi di UNITS che ha fornito una dettagliatissima ed
autorevole relazione a Legambiente. Da notare che queste 4 relazioni più quella di APE sono state
redatte in modo completamente autonomo, indipendente e separato. Le motivazioni che
dimostrano che questo progetto è semplicemente improponibile sono solide, documentate,
provenienti dalla stessa Agenzia regionale preposta, oltre che validate da altri calcoli indipendenti,
che, come detto, ne confermano la validità.


Gli aspetti ambientali e l’impatto sulla transizione energetica

Sicuramente nelle norma (CO, NOx,…), ma non vengono considerati gli effetti cumulativi in situazioni
meteo particolari quali giornate invernali con forte inversione termica o nel caso del rumore, la
vicinanza alle abitazioni.
Una idea pur grossolana dell’impatto ambientale, dato il consumo aggiuntivo di gas naturale
stimabile dai dati dei progetti delle 4 stazioni e dalla relazione dell’APE, secondo le statistiche di
ARERA, corrisponde al consumo domestico ed alle emissioni inquinanti e di gas climalteranti di circa
40.000 famiglie di 4 persone o più. Trattasi di 56 Mmc/anno aggiuntivi di gas metano che verrebbero
consumati esclusivamente in Friuli-VG quantità corrispondente al 6,36% dei consumi regionali del
settore civile (famiglie, servizi e PMI)
In altri termini ancora, se consideriamo l’obiettivo che la Regione Aut. F-VG si è impegnata a rag-
giungere di decarbonizzare tutta l’energia fossile che oggi si consuma in F-VG entro il 2045 (v. ad
es. DdL RAF-VG n. 163 “FVGreen” art. 1, c.2), l’apporto aggiuntivo di 56Mmc/anno di energia fos-
sile da metano da sostituire con energie rinnovabili, comporterebbe la necessità concreta di instal-
lare in Regione tra 180 e 220 MWp fotovoltaici su una superficie compresa tra 140 e 177 ha; tale
impegno di superfici e potenze aggiuntive annullerebbe, in pratica, lo sforzo fatto dai cittadini re-
gionali, installatori di impianti fotovoltaici sui tetti, per un periodo stimabile tra 5,6 e 7,2 anni!
Come dire che la completa decarbonizzazione della Regione F-VG verrebbe ritardata di analoga
durata per colpa di SIOT. Chi paga per tale grave ritardo?

Il procedimento di autorizzazione

A fronte di tutto ciò, appare quanto meno singolare che:
– siano stati già autorizzati dalla Regione i progetti di 3 stazioni a fronte di Relazioni Tecniche
incomplete e prive di qualunque dato o calcolo che dimostrino o per lo meno permettano di
verificare che si tratta realmente di “efficientamento energetico basato sulla Cogenerazione
ad Alto Rendimento” come dichiarato da SIOT TAL
– la Regione non abbia coinvolto la sua stessa agenzia durante il procedimento di valutazione
dei progetti o quanto meno non abbia, dopo le prime contestazioni, chiesto i dati a SIOT e
fatto fare una verifica ad un ente terzo

Conclusione
Legambiente chiede che la Regione richieda a SIOT dati e calcoli solidi, completi e chiari che
dimostrino il miglioramento energetico del lavoro di trasmissione del greggio
all’interno
dell’oleodotto e la natura veramente “cogenerativa ad alto rendimento” del processo che si vuole
instaurare, in modo da poterli visionare, unitamente agli aspetti ambientali e strategici (transizione
energetica) e poter presentare le deduzioni finali a valle di questa analisi.

Redazione

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