Cristiano De André inizia dal sold out di Trieste un tour che propone il meglio del repertorio del Faber, riarrangiando classici come Mégu megún, Don Raffaè e Ho visto Nina volare. Proprio le prime tre canzoni con cui apre uno spettacolo nel vero senso della parola.
Live di oltre 2 ore e mezza che include brani storici estratti dai tre volumi del progetto “De André canta De André”.
Si presenta al pubblico del Rossetti con voce pacata e profonda. Ricorda che trent’anni fa suonò col padre nello stesso teatro, e tanti fra il pubblico di martedì erano presenti durante l’unico tour che Cristiano fece col padre.
Tour in cui il Faber gli diede una difficile responsabilità, chiamandolo al posto dell’amico Pagani, con l’onere e il piacere di riarrangiare alcuni dei sui successi.
Tour 2026, che riparte dai teatri per poi proseguire all’aperto la prossima estate, con date in tutta Italia.
Oltre 25 i brani che uniscono tradizione folk-rock a sonorità moderne, celebrando
l’arte e il pensiero di Faber.
Emozioni, luci che avvolgono il palco del Rossetti unite ad un ottimo suono regalato da ottimi tecnici e da musicisti di alto pregio.
Osvaldo di Dio alle chitarre, chitarrista di grande talento che ha collaborato con Eros Ramazzotti, Franco Battiato e produttori del calibro di Chris Kimsey (The Rolling Stones, Pink Floyd) e Craig Bauer (Ed Sheeran, Kanye West), tra Londra e Los Angeles.
Davide Pezzin al basso, già con Elisa e Piero Pelù, e dal 2013 in pianta stabile della band di Ligabue.
Il ritorno di Luciano Luisi alle tastiere (arrangiatore dei primi due volumi) e Ivano Zanotti, già noto batterista di Ligabue e Loredana Bertè.
Cristiano, oltre a cantare, si conferma polistrumentista, arricchendo lo spettacolo con chitarra acustica/classica, bouzouki, pianoforte e violino.

Tante le canzoni che hanno ormai eletto Cristiano a erede musicale del padre, che rilegge le poesie di Fabrizio con un approccio che guarda alle nuove generazioni, confermando l’atemporalità della sua arte.
Don Raffaè (drammaticamente ironica sul personaggio del boss Cutolo),
Se ti tagliassero a pezzetti,
Smisurata preghiera,
Verranno a chiederti del nostro amore,
Canzone del padre (preceduta proprio da Cristiano che ricordava il rapporto col padre),
Nella Mia Ora Di Libertà,
Bocca Di Rosa, sempre originale,
Amico Fragile, bellissima,
La Canzone Di Marinella,
Disamistade.
Momento acustico con la Band in piedi con
Andrea, La Cattiva Strada, Un Giudice.
Ed ancora:
Il Testamento Di Tito,
Dormono Sulla Collina,
Volta La Carta, a ricordare il mitico ultimo tour con Fabrizio de André,
Quello Che Non Ho,
Fiume Sand Creek.

E a chiudere il bis:
Crêuza De Mä,
Il Pescatore,
La Canzone Dell’amore Perduto.
Durante il concerto Cristiano ha raccontato le Sue emozioni di una carriera sotto l’ombra di un cognome pesante. I paragoni che spesso hanno portato dolore ad un artista vero. Si perché Cristiano è un musicista perfetto. Una voce incredibile è un profondo conoscitore della musica. La passione di raccontare e rileggere il padre tanto amato e portare degnamente ad oggi uno di più grandi poeti del novecento.
Racconta momenti intimi, come la frustrazione di Fabrizio di aver tanto scritto di amore, di essersi rivolto più volte agli “ultimi” in un mondo sempre più in guerra.
E proprio sulla guerra Cristiano si è soffermato più volte durante il concerto tuonando apertamente contro un potere mondiale che toglie anche la parola a chi vuole solo la pace e la dignità.
Un concerto che ha paragonato ad un messa laica, dove l’argomento principale è stato ritrovare l’umanità perduta.
Bellissima serata. Perfetta. Coinvolgente.
La redazione di “Voce del Nordest” ringrazia come sempre gli organizzatori per l’ospitalità e la collaborazione.
Alla prossima recensione!!!
MUSIKANDO
Da ascoltare…da vedere.
” Faber…Never Die!!! “
Sebastiano “Seba” Accolla
