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Ecosistema Urbano F.V.G. 2026

DiRedazione

Ott 27, 2026

33 EDIZIONE DI ECOSISTEMA URBANO

Il punto “in chiaro scuro” sulle performance ambientali delle 4 città del FVG 

Migliora leggermente la qualità dell’aria, ad eccezione dell’ozono,

Non cala la produzione dei rifiuti e il consumo d’acqua, si riducono le dispersioni della rete ad eccezione di Udine che però regista le migliori  performance nella depurazione   

Crescono a Gorizia le superfici ZTL e isole pedonali. Mobilità ciclabile in leggera crescita

Tasso di motorizzazione tra  più alti in Europa (ad eccezione di TS), in ulteriore crescita

Performance nazionali: GO per superficie di verde urbano accessibile, TS per i servizi di trasporto pubblico locale e per n. di piante ogni 100 abitanti, PN per impianti di energia rinnovabile su strutture pubbliche

Non si arresta il consumo di suolo ad eccezione di PN

Criticità: RD a TS, qualità dell’aria a PN, uso efficiente del suolo a UD

Quali misure di accompagnamento per una città a prova di futuro?

È quanto emerge in sintesi come media dei dati dei 4 capoluoghi di provincia dal rapporto di Ecosistema Urbano 2026, il Report realizzato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ORE, sulle performance ambientali di 106 Comuni capoluogo. Quest’anno Ecosistema Urbano è alla sua trentatreesima edizione e per l’occasione fa il punto su questi anni di studi e monitoraggi sulle città, iniziati nel 1994, presentando anche la classifica 2026.

In FVG, Pordenone è al 8° posto, Gorizia al ventunesimo, Trieste al ventiduesimo, e Udine al 28 posto. I temi dei 20 indicatori riguardano la qualità dell’aria, l’acqua, i rifiuti, la mobilità, l’ambiente urbano, l’energia e l’uso del suolo.

“Gli indicatori non sono semplici numeri, ma strumenti utili al governo della città – dichiara Sandro Cargnelutti, Presidente di Legambiente FVG – La loro analisi offre ad amministratori, associazioni e cittadini l’opportunità di approfondire le cause dei problemi e i punti di forza delle comunità, definire obiettivi misurabili, per poi effettuare verifiche utili e generative e costruire politiche integrate, capaci di generare miglioramenti concreti con un occhio di riguardo  alle politiche  decarbonizzazione e adattamento ai cambiamenti climatici”. 

Commenta Mauro D’Odorico, referente regionale per Ecosistema Urbano FVG “Le tante sfide che i cambiamenti climatici e le disuguaglianze sociali impongono alle nostre città hanno bisogno di iniziative strutturali accompagnate da adeguate politiche e azioni concrete di adattamento e allo stesso di tempo di mitigazione. I dati e le analisi rappresentati dal nuovo rapporto, pur in presenza di miglioramenti nei punteggi e nella classifica che collocano le nostre città entro le prime 30 tra 106 capoluoghi monitorati, evidenziano il permanere delle stesse criticità urbane. Qualità dell’aria che migliora ma con concentrazioni che -rispettano i limiti attuali e in alcuni casi anche i nuovi limiti previsti al 2030 – sono lontane dai valori obiettivo previsti dall’O.M.S. a tutela della salute umana in particolare per quanto riguarda le polveri PM2.5. Auto circolanti che aumentano di anno in anno mentre cresce lentamente la dotazione delle infrastrutture per la ciclabilità. Ancora troppa acqua che non raggiunge il rubinetto e una produzione dei rifiuti urbani pro capite che resta ancora alta.

Troppo lenta la transizione energetica con una potenza installata complessivamente sugli edifici pubblici, che è sostanzialmente invariata. Sono presenti anche alcuni elementi positivi come il miglioramento degli indici sul trasporto pubblico a Trieste, Udine e Gorizia, l’ottimo risultato della raccolta differenziata a Pordenone e la crescita a Gorizia, perdite di rete che stanno al di sotto del 15% a Pordenone (e in altre otto città), il primato di Gorizia sul verde, elementi che non riescono ad invertire sostanzialmente la traiettoria delle politiche ambientali cittadine. Per questo sono necessarie azioni strutturali che siano in grado di costruire risposte concrete in termini di adattamento ai cambiamenti climatici che hanno bisogno di un sostegno di carattere economico da parte dei livelli istituzionali superiori per accelerare la transizione ecologica delle nostre città. Il rapporto Ecosistema Urbano è indubbiamente una mappa, un’agenda che individua i settori su cui intervenire e le azioni da attivare concretamente da parte delle amministrazioni locali. “ 

Sintesi degli indicatori

Conferma al di sotto dei limiti normativi degli indici sulla qualità dell’aria, preoccupano i nuovi limiti al 2030 soprattutto per le stazioni in aree urbane.

Per il Biossido di azoto – NO2 nel 2025 tutte le città hanno rispettato il limite normativo di 40 µg/mc e la situazione peggiore rimane quella di Pordenone con 25 µg/mc. Udine (18 µg/mc) e Gorizia (16 µg/mc) rispettano il limite previsto per il 1° gennaio 2030 dalla Direttiva Europea 2024/2881 sulla qualità dell’aria. Pordenone dovrà ridurre del 20% le proprie concentrazioni. Resta comunque lontano il valore obiettivo posto a tutela della salute umana dall’O.M.S. pari a 10 µg/m3. Considerando il nuovo valore limite annuale, al 1° gennaio 2030 alcune stazioni, posizionate nell’area urbana di Pordenone, Trieste e Udine in via San Daniele, verrebbero a superare tale limite.

Le concentrazioni medie di PM10, tutte inferiori al limite di legge, registrano un miglioramento determinato dalle condizioni meteo favorevoli (frequenti precipitazioni nel primo trimestre) e risultano inferiori al limite normativo (al 2030) posto dalla nuova Direttiva ma ancora superiori al valore obiettivo O.M.S. 

Riguardo alle concentrazioni medie giornaliere di PM10 nel 2025 si registra un minor numero di superamenti dei limiti di legge determinato dalle condizioni meteorologiche favorevoli che non hanno favorito l’accumulo degli inquinanti.

Anche le concentrazioni di PM2.5 si confermano al di sotto della soglia di legge (fissato sulla sola concentrazione media annuale pari a 25 µg/mc) e pur evidenziando un andamento in diminuzione rappresentano una criticità. 

A parte Trieste, le altre città registrano concentrazioni con valori superiori al limite di 10 µg/m3 stabilito per il 2030 dalla nuova Direttiva sulla qualità dell’aria per raggiungere il quale sarà necessaria una sostanziale riduzione delle attuali concentrazioni. Inoltre, anche il nuovo valore limite giornaliero di 25 µg/m3 – da non superare per più di 18 volte all’anno – con i valori 2025 non sarà rispettato a Pordenone, viale Marconi e a Udine nella stazione di Sant’Osvaldo. Infine, per raggiungere il valore obiettivo di 5 µg/m3 indicato dall’O.M.S. sarà necessario un notevole impegno per abbattere i valori del 2025. 

Per quanto riguarda l’Ozono, nel 2025, diminuiscono i giorni di superamento della soglia di protezione della salute umana, fatta eccezione per Gorizia dove la stazione di via Duca d’Aosta registra 42 giorni di superamento contro i 38 del 2024.

Secondo la Direttiva 2024/2881, a partire dal 1° gennaio 2030, i giorni di superamento diventeranno 18 (non più 25) rappresentando una criticità per tutte le stazioni di pianura che, come media del triennio, non hanno rispettato tale valore obiettivo. (fonte ARPA F-VG, Relazione sulla qualità dell’aria)

Rete idrica colabrodo, oltre il 31% dell’acqua potabile non arriva ai rubinetti.

Il valore medio della dispersione della rete, tra le città regionali, diminuisce dal 33,1 del 2024 al 31,65% del 2025 e rimane al di sotto del valore medio di tutti i capoluoghi pari al 34,7%. 

Pordenone si conferma la città più virtuosa, migliora il dato del 2014, e con una dispersione pari al 14,70% rientra tra le 8 città che riescono a contenere le perdite al di sotto del 15%. 

Gorizia migliora il valore precedente di 5 punti percentuale, le perdite scendono al di sotto dal 30% (29,5%). Trieste inverte la tendenza degli ultimi quattro anni e migliora il dato delle perdite di 4 punti percentuale (38% nel 2025). Ancora un dato in negativo per Udine che conferma il peggioramento degli ultimi anni: la dispersione supera il 41% (41,4%). 

Invariato il valore medio dei consumi idrici pari a 150,5 litri al giorno pro capite e risulta superiore al valore medio italiano (143 lt/giorno/ab). Pordenone si conferma al primo posto per consumi (in aumento) con 164 litri/abitante al giorno mentre a Trieste si consumano 137 lt/ab/gg.  

A Udine si registra una evidente diminuzione nel consumo idrico domestico con meno 7,4 litri al giorno/abitante. Lieve aumento del consumo a Gorizia.

Efficienza della depurazione. A partire dall’edizione 2026, Ecosistema Urbano include il valore di COD misurato allo scarico tra gli indicatori utilizzati, assumendolo come parametro rappresentativo dell’efficacia dei sistemi di depurazione per le frazioni ossidabili.  Udine registra un valore di COD pari a 14,00 con un’efficienza di depurazione pari al 94% (ottenuto confrontando i valori medi COD in ingresso e in uscita). Gorizia, un COD pari a 13,40 e un’efficienza del 82%. Pordenone segna un valore di COD pari a 20,70 mg/L per un’efficienza pari al 78%. Trieste con COD pari a 32,10, superiore al valore medio di 23,68 mg/L registrato tra tutti i capoluoghi che hanno risposto, evidenzia un’efficienza di depurazione pari al 77%

Rifiuti: stabile la produzione di rifiuti urbani e raccolta differenziata oltre il 65% (68%) 

Rimane stabile la  produzione (496,5 kg/ab) pro capite di rifiuti urbani. Il dato nazionale si attesta a 526 kg/ab. A Udine la produzione di rifiuti cala leggermente, con 540 kg pro capite (nel 2024 erano 545 kg/ab) mantiene stabilmente il primato tra le città regionali. Stabile Pordenone con 461 kg pro capite si conferma la città regionale con la produzione più bassa. Gorizia raggiunge i 509 chilogrammi per abitante (+9 kg/ab), in leggero calo Trieste produce 476 kg per abitante (- 3 kg/ab).

Tutte le città producono oltre 1 kg di rifiuti al giorno per abitante, con Udine che si avvicina a 1,5 kg pro capite.

Cresce la percentuale della raccolta differenziata sul totale dei rifiuti urbani con un valore medio, tra le città regionali, che si attesta al 68%. Con l’86% Pordenone supera il target europeo Zero Waste. Gorizia registra l’incremento maggiore rispetto al 2024 (+2,99%)  e si attesta al 69% Udine resta intorno al 70% (70,3%, calo di 1,26 punti dal 2023). Trieste resta bloccata sotto il 50%, lontana dall’obbligo di legge del 65%. 

Trasporto pubblico: Trieste primeggia tra le città medie

Trieste continua a registrare un forte aumento nel numero di passeggeri per abitante con 367 nel 2025 rispetto ai 319 nel 2024 e i 308 nel 2023 ed è l’unica tra le città di medie dimensioni che supera i 300 viaggi per abitante per anno (Brescia si ferma a 203 passeggeri per abitante). Udine si attesta a 134 passeggeri per abitante, rientrando tra i 13 capoluoghi di medie dimensioni che superano i 100 passeggeri per abitante. Gorizia registra un buon aumento con 20 passeggeri per abitante nel 2025 rispetto ai 14 nel 2024. Pordenone segna un calo, da 23 passeggeri per abitante nel 2024 a 20 nel 2025.

Migliora l’offerta di trasporto pubblico calcolata in km percorsi annualmente dalle vetture per abitante e suddividendo le città in base alla popolazione analogamente all’indicatore dei passeggeri trasportati. Trieste, tra le città medie, conferma il primo posto con 70 vetture-km per abitante (erano 67 nel 2024. Udine segna un miglioramento rispetto alla precedente edizione passando da 26 a 28 vetture-km per abitante superando la media nazionale per le città di dimensioni medie che si attesta a 27 vetture-km per abitante. Pordenone (città piccola) conferma il dato dell’anno scorso, con 21 vetture-km per abitante evidenzia un’offerta in linea con la media delle piccole città pari a 20 vetture-km/ab ma notevolmente distante dalle prime posizioni (le confermate Siena con 60 e L’Aquila con 54. Gorizia segna un miglioramento passando da 16 a 22 vetture-km per abitante risultato che si colloca al di sopra della media nazionale – relativa alle città piccole – di 20 vetture-km per abitante.

Il tasso di motorizzazione sale ancora, il valore medio di 68 auto/100 abitanti (era 66 nel 2023 e 67 nel 2024) si conferma a livelli tra i più alti d’Europa. Le quattro città registrano un incremento del numero delle auto circolanti. Pordenone da 72 a 74; Udine da 69 a 71; Gorizia da 69 a 70 e Trieste sale da 56 a 57 auto ogni 100 abitanti. Fatta eccezione per Trieste, le altre tre città regionali superano il tasso medio di motorizzazione dei capoluoghi italiani pari a 69,85 auto ogni 100 abitanti e rientrano tra le 58 città che registrano un tasso uguale o superiore alle 70 auto/100 abitanti.

Il valore medio dell’indicatore dedicato alle infrastrutture a supporto della ciclabilità segna una leggera crescita e si attesta a 11,38 metri equivalenti ogni 100 ab (10,87 nel 2024) con Pordenone che si conferma al vertice regionale con 18,60 m eq/100 abitanti di rete ciclabile in lieve crescita rispetto alla scorsa edizione (18^ a pari merito con Rovigo, su 106 città). Udine con 15 metri equivalenti ogni 100 abitanti, Gorizia e Trieste che confermano sostanzialmente i valori del 2024 evidenziano il permanere del divario con le migliori città: Reggio Emilia (44,8), Cremona (35,54), Mantova (33,4).

L’estensione media delle aree pedonali in leggero incremento in forza dell’incremento dell’indice fatto registrare a Gorizia che passa da 28 a 39,8 m2 ogni 100 abitanti. Rimangono sostanzialmente invariati i dati relativi alle altre città.

In questa edizione, l’estensione delle zone a traffico limitato (ZTL) rimane sostanzialmente invariata. La novità di questi ultimi anni è stata la decisione del Comune di Udine di ampliare la zona di limitazione del traffico che ha portato, nell’edizione 2025, ad un notevole incremento del valore dell’indicatore (più 112,1 metri quadri ogni 100 abitanti). Pordenone segna il valore più elevato con 564,9 m2 ogni 100 abitanti. Gorizia in leggera crescita sul 2024, con un valore pari a 306,54 m2/100 abitanti, mentre Udine conferma il dato della precedente edizione (178,7 m2/100 ab). Il dato di Trieste non è disponibile.

Il tema delle energie rinnovabili è rappresentato dall’indicatore che (da EU 2025) prende in considerazione, oltre alla diffusione di impianti solari termici e fotovoltaici su strutture pubbliche, anche altre tipologie di impianti pubblici alimentati da fonti rinnovabili e valuta l’incidenza della potenza complessivamente installata (espressa in kW) per ogni 1.000 abitanti. 

Nel 2025 cresce leggermente il valore medio a 14,71 kW/1.000 abitanti (13,68 kW/1.000 ab. nel 2024). Pordenone mantiene il primato a livello nazionale e regionale staccandosi nettamente dagli altri tre capoluoghi potendo contare su oltre 32 kW di potenza installata ogni 1.000 abitanti ovvero 32,97 kW/1.000 abitanti. Gorizia registra un buon incremento e passa da 12,62 a 17,28 kW ogni 1.000 abitanti. Udine in leggero calo la potenza installata scende dai 7,37 kW/1.000 abitanti del 2024 ai 6,13 kW/1.000 abitanti del 2025. Trieste in lieve crescita dai 2,17 kW/1.000 abitanti del 2024 ai 2,45 kW/1.000 abitanti (molto distante dalla media a livello nazionale).

Non si arresta la crescita del consumo di suolo a fronte di un calo di abitanti, lo confermano i dati relativi all’indicatore che misura la variazione del consumo di suolo pro capite (mq/abitante) in un arco temporale quinquennale (2019-2024) elaborato da Legambiente su dati ISPRA 2024. A livello regionale solo Pordenone registra una variazione in negativo (-0.8 mq/ab, era -1,6 nel periodo 2018-2023) mentre Udine segna il dato più alto con un consumo pari a 6,9 mq per abitante. Segue Trieste con 2,7 mq per abitante in riduzione, così come a Gorizia dove il valore da 3,6, del periodo 2013-2018, scende a 0,4 metri quadrati per abitante.

L’obiettivo europeo ‘zero consumo di suolo netto’, previsto dalla strategia europea sul suolo entro il 2050, resta tuttora molto distante. 

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