Una piazza gremita, un pubblico trascinato dalla musica e oltre due ore di spettacolo tra rock, comicità e puro talento. Elio e le Storie Tese hanno trasformato Azzano X in una grande festa con il loro tour “A la carte”, uno show che cambia ogni sera grazie ai fan, chiamati a scegliere online le “portate” del menu musicale.

La band, capitanata dal “sinergico” Elio (Stefano Belisari), voce e flauto traverso, ha sfoderato tutta la propria classe, affiancata dall’inossidabile Faso (Nicola Fasani) al basso, dal funambolico Cesareo (Davide Civaschi) alla chitarra, da Vittorio Cosma e Jantoman (Antonello Aguzzi) alle tastiere, con Paola Folli a impreziosire lo spettacolo con voce e cori. Alla batteria e alle percussioni, per l’occasione, Paolo Rubboli e Riccardo Marchese, “inviati” dal fantomatico SBURRE (Sindacato Batteristi Uniti per il Rock and Roll Elvetico) in sostituzione di Christina Meyer, in perfetto stile Elii.
A rendere ancora più coinvolgente il concept dello spettacolo è stato anche l’impatto visivo. Gli Elii si sono infatti presentati sul palco nei panni di una brigata di grandi chef, perfettamente in tema con il tour “A la carte”. Ognuno sfoggiava una propria specializzazione culinaria, trasformando il concerto in un improbabile quanto esilarante ristorante d’autore: tra maestri dei primi, esperti di griglia, pasticceri e altre improbabili eccellenze gastronomiche, ogni musicista interpretava il proprio personaggio con la consueta ironia. Un’idea scenica semplice ma efficace, che ha fatto da filo conduttore all’intera serata e ha accompagnato il susseguirsi delle “portate” musicali scelte direttamente dai fan.
Tra i momenti più divertenti della serata non è mancata la surreale cerimonia del cambio dei batteristi, trasformata in un piccolo sketch teatrale: un avvicendamento celebrato con tutti i crismi, tra annunci, gag e applausi, capace di strappare risate al pubblico prima di riprendere la cavalcata musicale.
Impossibile non citare il magistrale Mangoni (Luca Mangoni): architetto nella vita di tutti i giorni, performer irresistibile sul palco, autentica colonna portante dello show grazie alle sue continue incursioni sceniche, ai cambi di costume e alla capacità di trasformare ogni apparizione in un momento di spettacolo.

L’apertura è stata affidata a John Holmes, un autentico “squotibudella” che ha subito messo in evidenza il talento smisurato di Faso – “Deo gratias”, verrebbe da dire – prima di servire come antipasto Fantasma Formaggino e Servi della gleba, con il pubblico già pienamente coinvolto.
Da lì il concerto ha seguito il suo ideale menu musicale: dai “primi” ai “secondi”, fino alla frutta e al dolce, si sono susseguiti alcuni dei brani più amati del repertorio della band, tra cui Vitelli, Mio cuggino, Fossi figo, Parco Sempione, Borsello, Pippero, La terra dei cachi, Supergiovane e Shpalman, accolti da cori, applausi e una piazza che non ha mai smesso di cantare.
Uno dei passaggi più esilaranti è stato quello dedicato alla ricerca del nuovo “Inno del cazzo”. Elio ha coinvolto tutta la piazza invitando il pubblico a cantare in coro il ritornello “Mi piace il cazzo” sopra alcune delle basi musicali più celebri della storia della musica pop e rock, in una sorta di surreale concorso canoro. Tra risate incontenibili e migliaia di voci che hanno accettato il gioco senza esitazioni, a trionfare è stata la melodia di “Can’t Take My Eyes Off You”, immortalata dal celebre ritornello “I Love You Baby”, decretata vincitrice come nuovo inno.
Mangoni è stato il perfetto sparring partner di Elio e compagni, entrando in scena con una serie di costumi improbabili e irresistibili. Memorabile la sua esilarante interpretazione di Yesterday, una versione talmente surreale da far pensare che, da oggi, persino i Beatles superstiti potrebbero rinnegarla.

Il momento di massima partecipazione è arrivato però sulle note di Discomusic. Vestito da drag queen, Mangoni è sceso dal palco per guidare un interminabile trenino tra il pubblico, trasformando la piazza in una gigantesca festa di Capodanno. Lo stesso entusiasmo ha accompagnato anche Born to be Abramo, con gli spettatori protagonisti insieme alla band.
Tra le sorprese della serata anche l’ingresso sul palco di Dante, figlio di Elio, accolto con grande simpatia dal pubblico. Senza il minimo indugio si è preso la scena a modo suo, partecipando allo spettacolo con naturalezza e regalando un momento tanto spontaneo quanto divertente. La piazza ha risposto con applausi e sorrisi, dimostrando di apprezzare questa inattesa incursione che si è inserita perfettamente nello spirito goliardico e imprevedibile che da sempre contraddistingue gli spettacoli degli Elii.
Il concerto si è chiuso con Essere donna oggi, prima di un’apparente pausa. Ma il riposo è durato pochissimo: gli accaniti fan, al grido di “Forza panino!”, hanno richiamato sul palco i loro beniamini, che hanno regalato l’immancabile bis con Tapparella, salutando Azzano X nel modo migliore.
Una serata all’insegna dell’ironia, della musica suonata ai massimi livelli e di uno spettacolo unico nel panorama italiano. Ancora una volta Elio e le Storie Tese hanno dimostrato come tecnica, intelligenza e divertimento possano convivere sullo stesso palco, lasciando al pubblico il ricordo di un concerto destinato a rimanere tra i più belli dell’estate azzanese.
Un plauso va agli organizzatori di Azalea, che hanno saputo portare ad Azzano X uno degli appuntamenti più attesi della stagione, curando un evento capace di richiamare un pubblico numeroso e di tutte le età. Apprezzata anche l’organizzazione logistica, con la possibilità per gli spettatori di usufruire, a pochi passi dal palco, di un efficiente servizio food & beverage, permettendo così di vivere l’intera serata tra buona musica, convivialità e ottimo cibo senza allontanarsi dal cuore dello spettacolo.
“FORZA PANINO!” now… and FOREVER
