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Formula 1 : il.pagellONE di Austin 2026

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Ott 26, 2026

Top 5

  • C.Leclerc: Guida col coltello tra i denti ed estrae l’impossibile dalla SF26 sui saliscendi del COTA. Scatta dalla quarta casella, indovina la partenza ed infila una sequenza di sorpassi mozzafiato nel primo giro che già da soli valgono il prezzo del biglietto. Trova un passo micidiale con le hard a metà gara che lo portano persino ad ambire alla testa della corsa prima della risposta secca di Antonelli. Resiste nel finale al ritorno furente di Verstappen, artigliando un secondo posto da gigante che tiene alta la bandiera di Maranello e che consolida un legame con una pista che il monegasco sente particolarmente affine, voto 9
  • M.Verstappen: Si conferma l’unico baluardo capace di rovinare i piani dei primi della classe quando la vettura risponde presente. Ottimo secondo in qualifica, prova l’affondo al via ed ingaggia un duello di nervi e strategie con le due Ferrari. Paga un leggero calo di trazione nel settore centrale a serbatoio scarico, ma il terzo posto finale è un ennesimo podio di grandissima sostanza. Per la prima volta dal 2021 esce anzitempo dalla lotta per il titolo, dato significativo se consideriamo che non ha sempre avuto la macchina migliore, voto 8
  • L.Norris: Chiude con ben tre posizioni di vantaggio rispetto a quella di partenza, dopo una gara in cui si è reso protagonista con una strategia ed una guida che per lunghi tratti hanno minato le certezze di chi, come Ferrari e Red Bull, guardava più alla Mercedes numero 12 che alla monoposto papaya n.1. Buon ritmo da parte del campione del mondo uscente che riscatta le prove chiaroscure avute in Asia, 7
  • L.Hamilton: Un weekend di riscossa e d’orgoglio dopo le sofferenze e il calvario tattico di Singapore. Partito quinto, imposta una gara aggressiva sulla strategia ed esalta la sua capacità di gestione sulle mescole dure. Si sbarazza prima di Sainz (in fase di doppiaggio), poi devasta il ritmo di Hadjar e Norris nel finale per prendersi il quarto posto. La Virtual Safety Car gli impedisce di provare ad andare a dar fastidio a Verstappen e conquistare il podio, ma con questo risultato Lewis si porta comunque a -1 dal secondo posto in classifica piloti, non male per un quarantenne che solo l’anno scorso sembrava aver tirati i remi in barca, voto 7
  • K.Antonelli: Una prova di maturità devastante in un weekend caricato di una pressione mediatica enorme per il primo match point iridato. Conquista la pole position al sabato con un giro chirurgico e totalmente inaspettato, completando poi l’opera con una gara alla domenica impeccabile. Sussurra alle gomme con una gestione del degrado da veterano assoluto, ristabilendo le gerarchie nel momento cruciale. Il Mondiale non è arrivato oggi solo per gli incastri matematici dei rivali, ma il suo campionato che rasenta la perfezione, è pronto a tingersi di oro in Messico, voto 9.5

Flop 5

  • G.Russell: Un altro weekend negativo per l’inglese della Mercedes. Mentre dall’altra parte del garage Antonelli vola verso la gloria iridata, George naviga ingolfato nell’anonimato di centro griglia. Sesto al sabato, in gara rimane a lungo piantato negli scarichi della McLaren di Piastri senza mai trovare lo spunto per affondare il colpo, chiudendo 8° ad oltre 54 secondi dalla vetta. L’ombra del compagno di squadra, tanto sottovalutata all’inizio, ormai è diventata un macigno gigantesco ed infermabile,  voto 4.5
  • Williams: Non raccolgono punti dall’ormai lontano Gp di Monaco, relegando i propri piloti a gare meste da fondo classifica che sicuramente non sono all’altezza di quanto mostrato nella stagione precedente. La frustrazione per i piloti è elevata, tanto che Carlos Sainz e Alex Albon vagano nell’anonimato delle retrovie senza mai mostrare il passo per affacciarsi alla zona punti, chiudendo rispettivamente 18° e 17° ad un giro di distacco dal vincitore, con lo spagnolo ancora una volta protagonista di “sdoppiamenti” non così semplici , voto 5
  • Aston Martin: Il dramma della scuderia di Silverstone non conosce fine. Il weekend texano è la fotografia di una squadra che non riesce a uscire dal tunnel: Stroll parte dalla corsia box dopo le modifiche alla vettura effettuate in regime di parco chiuso e i nuovi elementi di power unit montati, Alonso rovina il fondo già al primo giro nel contatto con Albon e racconta di aver perso mezzo secondo al giro con la monoposto a metà. Il risultato è un quindicesimo e un sedicesimo posto, entrambi doppiati, per un bottino stagionale fermo a quota sette punti in classifica Costruttori: davanti solo alla Cadillac, che non ha ancora segnato nulla. Fa un certo effetto sentire proprio Alonso liquidare come di bassissimo livello la parte bassa dello schieramento, quando la sua squadra ne è ormai un’inquilina fissa. Una situazione che, nonostante l’arrivo di Adrian Newey, richiede un’inversione di rotta totale per l’anno prossimo, voto 4
  • F.Colapinto: Semplicemente un weekend da cancellare. Parte dal fondo dello schieramento dopo la penalità di dieci posizioni per i componenti della power unit e, invece di approfittare dei primi giri per rimontare, finisce coinvolto in un contatto con Lindblad alla Curva 1 che gli danneggia fondo e fiancata. Una monoposto azzoppata che non gli permette più di fare nulla e che lo porta al ritiro al giro 35, in una giornata in cui il compagno Gasly, nonostante il fondo danneggiato dal contatto con Bearman, riesce comunque a strappare il decimo posto e un punto. Per l’Alpine, battuta ancora una volta dalla Racing Bulls, il bottino resta magrissimo, voto 5
  • Cadillac: Una gara che racconta tutto il momento difficile del nuovo team americano. Entrambe le vetture restano fuori già nel Q1, con Pérez diciannovesimo e Bottas ventesimo in griglia, e la domenica non cambia il copione: il messicano chiude diciannovesimo, doppiato e lontano dal gruppo di centro classifica, mentre il finlandese si ferma al giro 48 per un problema alla power unit, dopo aver segnalato strani rumori in frenata. A diciotto round dall’inizio la squadra non ha ancora segnato un solo punto e con un progetto ancora lontano dalla maturità, voto 4.5

Sintesi

La Formula 1  fa tappa sul Circuit of the Americas di Austin per il diciottesimo round della stagione con un copione chiarissimo: Kimi Antonelli, leader del Mondiale con 102 punti di margine su Russell e 111 su Hamilton, può già laurearsi campione in Texas, a patto di vincere e di vedere Russell almeno nono e Hamilton quinto o peggio. Un’eventualità remota ma non impossibile, che dava al weekend un sapore da resa dei conti. Su un tracciato asciutto e soleggiato, con circa 30 gradi di aria, la Ferrari ha iniziato il weekend facendo la voce grossa in tutte e tre le sessioni di libere, mentre Red Bull e McLaren si erano mostrate subito al seguito delle due Rosse. Sullo sfondo, diverse squadre costrette a fare i conti con le penalità per le componenti della power unit ed una Mercedes ancora in “litigio” con il pacchetto di aggiornamenti.

Le qualifiche hanno rimescolato le carte emerse dalle libere, a partire da un Q1 che ha visto Norris firmare il miglior tempo e Williams e Cadillac restare a piedi con entrambe le vetture. Nel Q2 è stato Charles Leclerc a prendersi la vetta per appena 80 millesimi su Antonelli, mentre Hülkenberg, Bortoleto, Colapinto, Alonso e Bearman (con il giro cancellato per track limits alla Curva 11) sono stati eliminati. Il Q3 ha poi consegnato il verdetto: Kimi Antonelli ha fatto segnare una fantastica pole position al primo tentativo, con un secondo giro, più veloce nei primi due settori ma lento nel terzo, che non è servito a nulla. Pole stagionale numero sette, con 179 millesimi su un ottimo Verstappen. Terzo Hadjar, quarto Leclerc (fortemente deluso viste le alte aspettative iniziali così come per Hamilton, che chiude quinto il suo Q3. Più indietro un disastroso Russell, sesto, e Piastri settimo, con Norris ottavo dopo il tempo cancellato alla Curva 19. Le penalità hanno poi rimescolato lo schieramento: Lindblad, nono in Q3, è scivolato in quattordicesima posizione, Colapinto e Bortoleto sono finiti in fondo e Stroll ha dovuto partire dalla corsia box.

Allo spegnersi dei semafori Antonelli è scattato bene e ha mantenuto il comando, mentre Verstappen ha accusato un avvio disastroso dovuto a un problema di erogazione, finendo dietro la coppia Ferrari: Leclerc lo ha infilato agli Esses, per poi vedersi restituire la posizione in Curva 13 prima della fine del primo giro. Hadjar, dal canto suo, ha perso posizioni su entrambe le Rosse. In quei primi chilometri Russell ha toccato Piastri alla Curva 12, finendo fuori pista e guadagnandosi cinque secondi di penalità. Un breve Virtual Safety Car al secondo giro per rimuovere dei detriti ha congelato la situazione, e al restart Antonelli ha potuto costruirsi un margine arrivato fino a quattro secondi. Alle sue spalle Bearman ha toccato Gasly (dieci secondi di penalità per l’inglese, poi costretto al ritiro al giro 24 per i danni), mentre Alonso e Albon si sono scontrati con conseguenze pesanti al fondo della monoposto del pilota spagnolo.

La partita vera si è giocata però ai box. La Red Bull ha anticipato la sosta di Verstappen al giro 13 con le gomme soft, imitata subito dalla Ferrari con strategie a due soste, mentre la Mercedes ha scelto la scommessa più coraggiosa: Antonelli è rimasto in pista con la gomma media fino al giro 24 per poi montare la dura e arrivare alla bandiera a scacchi senza più fermarsi. Rientrato in quarta posizione, ha ripreso il comando al giro 32 con una staccata all’interno su Leclerc e da quel momento il suo Gran Premio è diventato una passerella. Russell, nel frattempo, si è ritrovato intrappolato dietro le McLaren dopo il pit-stop del giro 22, Norris con la strategia a una sosta è brevemente salito in seconda posizione, mentre Colapinto, danneggiato dal contatto con Lindblad, ha alzato bandiera bianca al giro 35.

Il finale ha regalato spettacolo, ma non sul fronte della vittoria. Verstappen ha superato Norris al giro 47 e Leclerc, con un passo superiore, lo ha infilato alla Curva 12 due giri dopo, prendendosi la seconda posizione. Dietro, Hamilton ha rimontato su Hadjar (sorpasso al giro 42) e su Norris (giro 51), fermandosi a poco più di un secondo da Verstappen. Il ritiro di Bottas al giro 48 per un problema alla power unit ha portato in pista un Virtual Safety Car al giro 51, senza alcuna conseguenza sul vantaggio di Antonelli, ma limitando le diverse lotte in pista, tra cui quella di Hamilton. Sul podio, dunque, la nona vittoria stagionale per Kimi Antonelli, scortato dalla Ferrari di Charles Leclerc (autore anche del giro veloce) e dalla Red Bull di Max Verstappen. Completano la zona punti Hamilton (quarto), Norris, Hadjar, Piastri, Russell, Lawson e Gasly. Il Mondiale Piloti recita ora Antonelli ad un punto dal sogno. Il Circus fa ora le valigie per il Gran Premio del Messico: all’Autodromo Hermanos Rodríguez Antonelli potrà laurearsi campione del mondo con un nono posto o meglio, davanti al pubblico di casa di un Sergio Pérez che celebra il suo 300º Gran Premio.

Di F1 addicted

Thomas SERAFINI