• Dom. Giu 14th, 2026

Voce del NordEst

online 24/7

Formula 1: il pagellONE di BARCELLONA 2026

DiF1 addicted

Giu 14, 2026

Top 5

  • L.Hamilton: Che giornata per il campione inglese. In una gara in cui la strategia e la gestione pneumatica hanno dettato legge, Lewis ha dimostrato di avere ancora quella marcia in più che fa la differenza nei momenti topici. Con una condotta di gara impeccabile, ha saputo farsi trovare pronto al momento del bisogno, portando la Ferrari sul gradino più alto del podio in una cornice storica. Una vittoria che è una dichiarazione d’intenti per il resto della stagione: il re è tornato, voto 9
  • G.Russell: Scattato da una grande pole conquistata al sabato, ha guidato con una tranquillità che non sempre gli abbiamo visto usare in questa stagione. Nonostante la prova sia stata buona, considerando le difficoltà recenti, va sottolineato che è stato ancora una volta sportivamente battuto dal compagno Antonelli, che, senza il problema alla batteria, avrebbe chiuso davanti. La gerarchia in casa Mercedes è palesemente cambiata tuttavia in un weekend dove la Mercedes ha mostrato crepe strutturali, lui è stato l’ancora di salvataggio. Non ha potuto nulla contro la strategia di Hamilton, ma il suo secondo posto tiene in vita la scuderia di Brackley, voto 8
  • L.Norris: Si conferma l’ombra costante dei primi. In un fine settimana caratterizzato da defezioni tecniche, la costanza è diventata la moneta più preziosa. Norris ha corso da vero veterano, evitando i pericoli e gestendo la McLaren con una pulizia di guida che gli ha permesso di strappare un podio insperato. Fondamentale per il morale del team papaya che dall’altra parte del box continua invece a riscontrare enormi difficoltà, voto 7.5
  • F.Colapinto: Continua a mostrare una maturità che non gli era stata mai riconosciuta nell’anno passato. Gara dopo gara, sta scalando posizioni in termini di costanza, risultando essenziale per il suo team Alpine. A Barcellona ha confermato che il feeling con la monoposto è cresciuto in modo esponenziale. Gestire i duelli con piloti più esperti e finire davanti a diverse vetture di alto rango dimostra che il ragazzo ha la stoffa. Non solo prestazioni, ma punti pesanti che ne confermano il valore come valore aggiunto della scuderia, con la speranza che le voci che lo vedrebbero fuori per lasciar spazio ad Alonso possano essere presto smentite, voto 7
  • L.Lawson & A.Lindblad: Accoppio i due alfieri Racing Bulls poiché, nonostante siano tra i più giovani in griglia, formano una coppia solidissima. Continuano a macinare risultati ben più maturi della loro carta d’identità. In particolare, Lindblad, unico rookie di questa stagione, si sta distinguendo per una solidità e un’affidabilità rara, dimostrando di aver archiviato in fretta le paure dell’esordio e contribuendo in modo significativo, insieme al compagno di squadra, alla scalata del team di Faenza, voto 6.5

Flop 5

  • O.Piastri: Il suo weekend è stato un vero e proprio fantasma in pista. Mentre Norris riusciva a cavalcare l’onda del podio, Piastri è rimasto impantanato in una prestazione incolore, priva di ritmo e costellata da errori che hanno minato ogni velleità di rimonta sin dai primi giri. La sua incapacità di leggere la gara lo rende il principale responsabile della sua débâcle, finendo per essere un comprimario anonimo quando la McLaren avrebbe avuto bisogno del massimo apporto da entrambi i piloti, voto 4.5
  • C.Leclerc: Il momento di stallo che sta vivendo il monegasco ha raggiunto a Barcellona il suo apice di nervosismo. L’incidente in qualifica è la conseguenza diretta di un approccio al weekend troppo frenetico, dettato dalla voglia di rimediare forzatamente agli errori commessi a Monaco. Invece di trovare quella calma necessaria per gestire le delicate fasi di gara, ha cercato un atteggiamento di guida troppo estremo. Sfortunato nel DNF finale , causato da un errore meccanico alla sua monoposto perché la gara invece era stata solida e fruttuosa seppur non esaltante. Charles deve ritrovare serenità e pragmatismo: la pista catalana, e il suo errore in qualifica, hanno confermato che per ora il pilota non sta riuscendo a gestire il peso delle aspettative, finendo per compiere scelte controproducenti, voto 5
  • Aston Martin : È il fallimento di un intero progetto tecnico, più che di un singolo pilota. Quella che doveva essere una stagione di crescita si è trasformata in un naufragio lento e costante. La monoposto soffre di difetti strutturali e di una fragilità elettrica cronica che vanificano ogni sforzo di Alonso e Stroll. L’incapacità del team di Silverstone di produrre aggiornamenti che portino un reale beneficio in termini di passo gara è avvilente: si è passati dal sognare le posizioni nobili della classifica al lottare nelle retrovie con l’affidabilità di un mezzo di fortuna. Senza un reset radicale, la stagione rischia di diventare una lunghissima passerella verso l’oblio, voto 4
  • E.Ocon : Il francese sembra smarrito. A Barcellona non c’è stata traccia di quella aggressività agonistica che solitamente lo contraddistingue, sostituita da una condotta di gara impalpabile e soggetta a errori banali. La sensazione è che il rapporto tra Ocon e la scuderia sia arrivato a un punto di rottura, con una mancanza di sintonia che si riflette direttamente sulla qualità delle prestazioni in pista, voto 4.5
  • Williams: tra le delusioni più evidenti del campionato. Dopo l’ottimo exploit della scorsa stagione e dopo le grandi dichiarazioni d’intenti fatte dalle parti di Grove, ci si aspettava risultati ben diversi dal team inglese che invece è incappata in un deficit di risultati e di prestazioni assolutamente grave. L’ennesimo ritiro di Albon, unito al posizionamento esterno alla top 10 di Sainz, evidenziano in modo chiaro le difficoltà del team capitanato da Vowles, voto 4.5

Sintesi

Il weekend di Barcellona si è rivelato un banco di prova quanto mai complesso, catalizzando l’attenzione del mondo della Formula 1 fin dalle prime prove libere. Il Gran Premio non è stato solo una gara, ma il vero spartiacque della stagione. Questo weekend ha rappresentato un banco di prova cruciale per il Circus, essendo il primo appuntamento in cui ha debuttato il nuovo regolamento tecnico relativo ai motori, un cambiamento che ha rimescolato le gerarchie e le aspettative per il prosieguo dell’anno. Molta era la curiosità attorno al pacchetto di aggiornamenti portato dalla Ferrari: se inizialmente le attese si sono rivelate tiepide, la pista ha ben presto smentito ogni scetticismo. Le Mercedes, pur presentandosi come le favorite d’obbligo, hanno dovuto fare i conti con un contesto tecnico profondamente mutato. Tra le note positive di questo weekend di libere, ha destato grande impressione l’esordio di Fornaroli in casa McLaren: il giovane talento italiano ha stupito gli addetti ai lavori, dimostrando una velocità e una confidenza con la monoposto di Formula 1 che solo i predestinati possiedono al primo impatto. Il venerdì ha vissuto anche di momenti di alta tensione: Lewis Hamilton, in rotta con il bilanciamento della sua Ferrari, ha vissuto attimi di frustrazione tali da spingerlo ad abbandonare momentaneamente il paddock per rifugiarsi nel suo motorhome, alla ricerca febbrile di una soluzione tecnica insieme ai suoi ingegneri.

Una mossa che ha pagato dividendi enormi: già dal Q1, la musica è cambiata radicalmente. Il sette volte campione del mondo ha ribaltato le gerarchie, diventando tra i principali candidati alla pole position, tallonato dai due piloti Mercedes, Antonelli e Russell, con Norris e una Red Bull tutto sommato positiva pronti ad approfittare di ogni sbavatura. Il momento di svolta delle qualifiche è arrivato nel Q3, quando Charles Leclerc, nel tentativo di spingere al limite estremo la sua vettura, è finito clamorosamente contro le barriere in curva 4. Il monegasco ha cercato di forzare l’ingresso in curva con una velocità di circa 4-5 km/h superiore alla norma, nel tentativo disperato di conquistare la pole, ma ha finito per compromettere il proprio weekend. La pole position è andata così a George Russell, che ha preceduto Hamilton per appena 63 millesimi: un distacco minimo, dettato da una gestione della batteria diversa del campione inglese che però ha pagato sul finire del giro. Kimi Antonelli, terzo, si è confermato l’altro grande favorito per il successo domenicale.

La gara, nei primi giri, ha mantenuto le posizioni di testa stabili, con Russell al comando seguito da Hamilton e Antonelli. Se Hadjar ha patito una partenza difficile, Leclerc è stato protagonista di una rimonta furiosa, recuperando quattro posizioni e portandosi in sesta piazza nel giro di poche tornate. Il vero spartiacque, tuttavia, è stato il degrado degli pneumatici: è qui che Hamilton ha costruito il suo capolavoro, inanellando, subito dopo il secondo pit stop tempi da qualifica che gli hanno permesso di costruire un vantaggio strategico decisivo. L’episodio che ha definitivamente stravolto le gerarchie è stato il ritiro di Alonso, che ha causato l’ingresso della Virtual Safety Car. Hamilton ha saputo sfruttare la situazione con una lucidità rara, effettuando un pit-stop “gratuito” che lo ha proiettato al comando della corsa. Da quel momento, il pilota della Ferrari non ha più ceduto il passo. Il finale ha regalato un epilogo al cardiopalma, con il duello serrato tra Antonelli e Russell per la seconda piazza, interrotto però bruscamente dai problemi tecnici che hanno falcidiato il finale di gara dell’italiano, il quale da un provvidenziale +3 sul compagno di squadra si è ritrovato un -18. Ad approfittare è però soprattutto Lewis Hamilton che con una vittoria storica rilancia prepotentemente le ambizioni iridate della Ferrari. Ora la classifica piloti si accorcia: Antonelli resta il riferimento, ma la pressione di Hamilton e la ritrovata fiducia Ferrari cambiano le dinamiche del Mondiale che ora entra decisamente nel vivo.

Di F1 addicted

Thomas SERAFINI