FESTIVAL DELL’ACQUA DI STARANZANO
IV edizione (18-24 maggio 2026) Under / Percorsi invisibili
Giornata di chiusura del Festival dell’Acqua di Staranzano tra eventi open air, l’arrivo di Marco Paolini, Barbara Schiavulli e Giobbe Covatta.
Ultima intensa giornata per il Festival dell’Acqua di Staranzano, che comincia con una mattina all’aria aperta: alle 10.00 il ritrovo è alla Rosta di Sagrado, dove le persone saranno guidate tra l’impianto e il vicino Punto Multimediale, grazie al supporto del Consorzio di Bonifica della Venezia Giulia. Al termine della visita sarà l’Associazione Corale Audite Nova a intrattenere il pubblico, con il coro delle voci bianche.
Attesissimo, alle 11, l’incontro al Lido di Staranzano con La Fabbrica del Mondo e Marco Paolini. Incontri sulle rive – L’acqua e le storiesarà un modo di parlare d’acqua e di bacini idrici raccontando storie, trasformando le informazioni in tracce indelebili sulla comunità. Al Lido di Staranzano l’incontro vede Paolini dialogare con Sara Segantin, attivista ambientale ed esperta di giustizia climatica, e Francesco Visentin, geografo e studioso del paesaggio.
Grazie alle loro storie, provenienti dall’Italia e dal mondo, si ragionerà sul rapporto tra comunità antropiche e morfologie idriche. Non mancherà un approfondimento sul Contratto di Fiume dell’Isonzo, raccontato dal consulente ambientale Marco Abordi e introdotto da Roberta Russi, Assessora all’Ambiente del Comune di Staranzano. Il Contratto di Fiume Isonzo è un importante processo partecipato promosso dal Comune di Staranzano e supportato da 27 realtà, pubbliche e private, del territorio. L’incontro – organizzato da La Fabbrica del mondo con il Festival è promosso dall’Autorità di bacino delle Alpi Orientali.
Alle 15.30 sono protagonisti in Sala Delbianco l’OGS e l’Università di Trieste: il prof. Angelo Camerlenghi racconterà RESCUE – Un progetto europeo per esplorare le falde acquifere profonde a bassa salinità, curato dalle due Istituzioni e dedicato allo studio delle riserve di acqua dolce nei fondali marini dell’Alto Adriatico: una mappatura delle falde acquifere profonde a bassa salinità, sia terrestri che marine, che mira a migliorare la sicurezza idrica e l’approvvigionamento per usi potabili, agricoli e industriali.
A seguire, alle 17, Reviviscence. Le foreste marine bruciano: l’importanza della riforestazione con Elena Toti e Tommaso De Lorenzi (Shoreline Soc. Coop.) e Miha Godec (artista): si tratta della prima restituzione della residenza artistica di Miha Godec presso Shoreline Soc. Coop., residenza co-prodotta dal Festival dell’Acqua e da Artevida (SLO).Godec illustrerà i primi mesi di residenza presso Shoreline, analizzando l’incontro tra arte e scienza nella sperimentazione biomimetica e nella realizzazione di dispositivi tridimensionali per la crescita algale. Un dialogo aperto per attivare nuove forme di immaginazione ecologica.
Attesissimi gli ultimi due appuntamenti: alle 18.30 in Sala Delbianco, Il viaggio di Radio Bullets in Groenlandia, con Barbara Schiavulli, giornalista di guerra e direttrice di Radio Bullets. Una terra che rispecchia il veloce mutamento dell’ordine internazionale.
Qui il climate change non è uno slogan. Il ghiaccio si ritira, ogni anno di più, scoprendo terre e fondali, lasciando spazio a interessi e strategie. E mentre il ghiaccio si scioglie, il mondo arriva, armato di contratti, uniformi e investimenti.
Entrata nel lessico delle potenze, la Groenlandia viene oggi rivendicata come una casella su una scacchiera. Raccontare questa terra, fragile e contesa, significa raccontare il mondo che verrà e guardare negli occhi una trasformazione che riguarda tutti.
A narrarla è Barbara Schiavulli, giornalista che da trent’anni attraversa guerre, confini e crisi. Fondatrice della testata indipendente Radio Bullets, viaggia con un trolley rosa e una penna stilografica, convinta che raccontare sia, ancora, una forma di resistenza.
Chiusura in grande, alle ore 21.00, al Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo con Polimero, un burattino di plastica con Giobbe Covatta (testi e voce narrante), l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta, la viola solista di Niccolò Corsaro e Stefano Nanni (musiche originali e direttore d’orchestra).
Polimero è un bambolotto di plastica. Nato in una fabbrica di giocattoli di plastica e cresciuto in mezzo alla plastica, racconta un mondo di plastica. A differenza di Pinocchio, il burattino di legno che chiedeva alla fatina di diventare un bambino vero per stare vicino a Geppetto, il nostro Polimero chiede alla fatina di diventare un bambolotto biodegradabile, nella speranza di non contribuire all’inquinamento e alla distruzione del Pianeta.
Giobbe Covatta, da sempre attento all’ambiente e alla sostenibilità, già ospite della prima edizione del Festival dell’Acqua, firma i testi di questa originale rivisitazione in chiave ecologista della storia di Pinocchio.
Continuano, fino a domenica sera, gli eventi espositivi di grande suggestione nelle sedi del Comune. In Municipio è installata l’avvolgente Scapes_Under. Echoes from more than human worlds che – tra installazioni, arte e tecnica – restituisce artisticamente un mondo di ricerche nel sottosuolo. Haunted Waters – Acque contaminate. The Chemical Cocktail Barraccoglie – in un suggestivo scaffale con ampolle elaborate da tanti artisti – acque contaminate dal mondo e tutte le loro storie; e la Collezione di acque. Piccolo atlante dei corsi d’acqua fra Trieste, Monfalcone e Gorizia di Elena Clagnan, in Sala Delbianco.
