I PRR sono una storia abbastanza particolare. Nati nel 2003, esplodono con The Dark Third nel 2006, un disco che li fa entrare nell’orbita del progressive ma con una sensibilità molto più alternativa e moderna. Poi Amor Vincit Omnia del 2009 e Hammer and Anvil del 2010 spostano parecchio il baricentro verso elettronica, dance e rock alternativo. Il pubblico prog non sempre li segue e nel 2011 il gruppo si scioglie.
La reunion arriva nel 2018, con Jon Courtney e Chloë Alper al centro del progetto. Da lì parte una seconda vita decisamente convincente con Eupnea nel 2020, Above Cirrus nel 2022 e Coming Up to Consciousness nel 2024.
E arriviamo a Terrifying Angels, uscito il 25 settembre di quest’anno.
La prima impressione è che i PRR abbiano deciso di incattivirsi. Dopo il lato più riflessivo e malinconico di Coming Up to Consciousness, qui aumentano parecchio peso, distorsioni e tensione. Jon Courtney ha spiegato che il disco è nato anche da una sorta di reazione alla ricezione del precedente album e da una fase personale caratterizzata da rabbia e difficoltà legate al disturbo ossessivo-compulsivo.
Ma la cosa che secondo me funziona meglio è che non hanno semplicemente fatto un album più pesante. Hanno preso il loro linguaggio e lo hanno deformato.
Nei due brani giganti del disco, “Terrifying Angels” da oltre 12 minuti e “Hold Your Wrath” da quasi 15, il gruppo ritrova pienamente quella capacità di costruire brani che sembrano attraversare più canzoni senza perdere una propria identità. Hold Your Wrath soprattutto è un piccolo viaggio dentro il loro passato e presente, passando dall’ambient al prog, dal jazz-rock alle esplosioni metal.
C’è anche una bella squadra di personaggini conosciuti e per niente male, in questo disco. Mariusz Duda, quindi Lunatic Soul e Riverside, e Kristoffer Gildenlöw contribuiscono al basso, mentre al mix c’è Bruce Soord dei Pineapple Thief. E questo è un dettaglio che mi piace parecchio perché rende evidente quanto il mondo PRR sia ormai inserito in una rete di musicisti prog contemporanei.
Il mio giudizio, dopo i primi ascolti, è molto positivo. Terrifying Angels mi sembra un album che dimostra una cosa importante sui Pure Reason Revolution. Dopo essersi sciolti, essere tornati e aver attraversato tre album molto diversi tra loro, non stanno vivendo di rendita sulla propria storia ma continuano a cercare una forma nuova. E per una band come questa è probabilmente la cosa migliore che potessero fare.
