La rappresentazione nell’ambito di Cinemazero curatori Giuliani e Calabretto, è stata presentata da Alessandro Serra che ha firmato e realizzato la nuova scrittura
I 50 anni dal terremoto sono una circostanza storica che riveste un valore persino simbolico, perché anche l’invasione turchesca della fine 400, cui il dramma si riferisce e quella tedesca del secondo conflitto mondiale, indiretto riferimento, costituiscono una sorta di terremoto per il Friuli.
Serra ha raccontato di aver letto il testo di Pasolini e di aver voluto cogliere il suono corale della tragedia con le sue vibrazioni e tutte le tensioni emozionali.
Alla domanda, chi sono i turchi oggi, Serra ha risposto che potrebbero rappresentare ogni situazione egemonia, ogni volontà violenta.
Una delle riflessioni più interessanti potrebbe riguardare la percezione del dramma del fratello e la trasposizione sul testo di tale drammatico evento,che comunque rimane profondamente umano e privato.
Dopo ogni sisma, di qualsiasi genere possa essere, la comunità deve ricominciare a costruire.
E probabilmente sono proprio l’arte e soprattutto la musica la base di tale ricostruzione che deve essere corale, polifonica.
Vito Sutto
