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MORIAGO, FESTIVAL DELLA CULTURA: IL 2 MARZO INAUGURA LA MOSTRA DI MASSIMILANA SONEGO

DiRedazione

Feb 29, 2024

Dai mondi sottosopra della pittrice Massimiliana Sonego ai tormentati intrecci familiari di Mariapia Veladiano: il Festival della Cultura di Moriago – promosso dall’Associazione “Moriago Racconta” presieduta da Giuseppe Tonello con la direzione artistica di Lorena Gava – inaugura sabato 2 marzo un mese ricco di appuntamenti e riflessioni.

A partire dai dipinti della pittrice coneglianese con le sue sedie, poltrone, vasi e tavoli che appaiono sventrati, sezionati e catapultati in una sorta di vortice percettivo al centro della mostra “Lo specchio rotto”, che si inaugura sabato 2 marzo alle 17.30 nella sala espositiva Carlo Conte della Casa del Musichiere di Moriago.

«Siamo di fronte a visioni frontali o a mondi parcellizzati a volo d’uccello?» si chiede la direttrice artistica del festival Lorena Gava. Il mondo di Massimiliana Sonego è un gioco di rimandi infinito, suggestivo e ipnotico: ed è proprio questa “visione franta, spezzata, prismatica” al centro della mostra, visitabile con ingresso libero fino al 17 marzo.

La pittrice dallo stile inconfondibile è governata da un segno preciso e rigoroso, «da una geometria che alle forme regolari preferisce l’andamento accidentato di una linea che si avvita su sé stessa per poi cedere al fascino dell’andamento sghembo, dinamico, di eco futurista – aggiunge Gava. Sta di fatto che lo spettatore, davanti a ad ogni tela, è travolto, quasi risucchiato, dall’onda instancabile e continua di forme che di volta in volta attendono di essere decifrate, captate, per essere “unite” in una sintassi leggibile». La personale di Massimiliana Sonego alla Casa del Musichiere propone una serie di tele che raccontano il suo percorso, «un mosaico le cui tessere impazzite (“Il comodino matto” è il titolo di un lavoro del 2022) schiudono ad universi in perenne trasformazione ed evoluzione, lontani da qualsivoglia ordine temporale. Non c’è un prima o un dopo, non c’è un passato e neppure un presente: è il flusso ininterrotto di un’opera “aperta”», chiude Gava, come se la pittrice mettesse lo spettatore alla prova, interrogandolo, offrendogli mille possibilità di lettura e di interpretazioni davanti ad ogni tela.

LE PAROLE DELL’ANIMA: MARIAPIA VELADIANO

Mariapia Veladiano foto Andrea Lomazzi

Il festival accoglie poi, giovedì 7 marzo alle 20.30 nella Casa del Musichiere, la scrittrice Mariapia Veladiano col suo nuovo romanzo “Quel che ci tiene vivi” (Guanda): in dialogo con Lorena Gava, Veladiano racconterà una storia di guarigione che lega un avvocato, deciso a trovare nella giustizia il modo di superare un dolore lontano, e una psicoanalista raffinata. Prima erano paziente e medico, poi divengono compagni di vita. Li unisce un trauma da cui sono sopravvissuti e un presente in cui aiutano, ognuno a proprio modo, le persone che sono state ferite.

Mariapia Veladiano ama tornare ai temi cari: la famiglia, le motivazioni che stanno all’origine dei comportamenti umani, la possibilità di operare una sorta di riparazione della realtà. Premio Calvino nel 2010 con “La vita accanto”, da cui il regista Marco Tullio Giordana ha tratto il soggetto per il suo ultimo film attualmente in lavorazione, Veladiano racconterà al pubblico del festival il suo rapporto con la scrittura, i temi che al centro della sua narrativa, il suo lavoro di insegnante e il territorio nel quale le sue storie prendono vita. «Sentimento e ragione si intrecciano sullo sfondo di una città, Vicenza, con la sua provincia, che diventa il palcoscenico di tante vicende universali – spiega Lorena Gava – in un intreccio di esistenze comuni e fuori dal comune, capaci di coinvolgere il lettore in onde di empatie straordinarie, a cominciare da Bianca, la psicoanalista che non cucina mai eppure prepara deliziose tavole di gourmet. Perché la vita, pare volerci dire Veladiano, quando è autentica è fragile, è delicata e ha bisogno di persone disposte a servirla, a custodirla, a medicarne le ferite più profonde con un surplus di amore e attenzione».

GLI ALTRI EVENTI

Dopo l’incontro dedicato all’autrice Mariapia Veladiano, sarà possibile visitare la mostra di Massimiliana Sonego, al piano superiore della Casa del Musichiere, nella sala espositiva “Carlo Conte”.

Giovedì 14 marzo alle 20.30 Lorena Gava parlerà di arte contemporanea e ambiente: la Collezione Gori (Pistoia) e il Memoriale Brion, capolavoro di Carlo Scarpa, a San Vito d’Altivole: un luogo particolare e suggestivo che ha attirato anche la produzione di un film hollywoodiano come “Dune”, di Denis Villeneuve, che la scorsa estate è arrivato con una piccola troupe nella Marca per girare alcune scene del secondo capitolo della saga, ora approdata anche al cinema. E sabato 23 marzo, nel pomeriggio, in occasione delle Giornate Fai, è in programma la visita al Memoriale: info: 380 4610710 – info@moriagoracconta.it 

In copertina : Sonego, Ingranaggi 2, 2023

Di Redazione

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