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Voce del NordEst

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Musica, solitudini urbane e tutto l’attivismo del subcontinente,
al Festival del Cinema Ibero-Latino Americano di Trieste

DiRedazione

Nov 6, 2023

Al Teatro Miela, i ritratti di chi non rinuncia a sognare e gli incontri con i registi.
Continuano le proiezioni a Duino e nel Dipartimento di Studi Umanistici

Storie di donne e ritratti di adolescenti, tormenti dell’anima, incontri inquietanti e tanta musica, domani, martedì 7 novembre, al XXXVIII Festival del Cinema Ibero-Latino Americano di Trieste.

Nella Sala Grande del Teatro Miela (piazza Duca degli Abruzzi), la giornata inizierà alle ore 9.00 con il Concorso Ufficiale e il film messicano Estoy todo lo iguana que se puede di Julián Robles, che narra l’inquietante arrivo di uno sconosciuto in un villaggio costiero messicano e un’eclisse di sole, che risveglia la solitudine e il timore del futuro. Sempre nel Concorso Ufficiale, alle ore 11.00, un altro incontro misterioso, questa volta nel Cile, sarà al centro di Cazadora di Martín Duplaquet, storia di Emilia e di suo figlio Mateo, scampati a una pandemia e la cui vita prende una piega inaspettata a causa dell’arrivo di Rena. I due film seguenti, il colombiano Robinson di Mauricio Caro Valderrama (Contemporanea Malvinasore 15.00) e l’argentino-italiano Rinoceronte di Arturo Castro Godoy (Concorso Ufficialeore 16.10), racconteranno la solitudine di due bambini. A Bogotà, Robinson ha 10 anni e, oppresso da famiglia e scuola, diventa amico dell’emarginato José, che ricicla i cartoni e gli dà saggezza e affetto. Al termine della proiezione, il regista Mauricio Caro Valderrama e la produttrice Erika Pulido Fajardo incontreranno il pubblico. In Rinoceronte, l’undicenne Damián viene separato dalla sua famiglia violenta e trasferito in un orfanotrofio, dove dovrà accettare la sua nuova realtà, nella speranza di non sentirsi più solo. Dopo la proiezione, il produttore Francesco Lattarulo sarà in sala per conversare con gli spettatori.

Alle ore 18.00, ancora in Sala GrandeContemporanea Malvinas presenterà Tormenta de fuego, incendios en la Patagonia di Luciano Nacci e Axel Emilien: le vittime del più grande incendio periurbano mai scoppiato in America Latina, il 9 marzo 2021 nella zona di Chubut, in Argentina, raccontano come hanno perso tutto e come sia latente il dubbio che il fuoco sia stato appiccato per motivi politici ed economici. Al termine, l’incontro con il regista Luciano Nacci. Alle ore 19.45, dal Cile, El arte de perder di Sebastian Saam, in Contemporanea Concorso, presenterà il ritratto di Andrés Godoy, chitarrista che non ha mai mollato: a soli 14 anni ha perso un braccio per un incidente, ma non si è fatto fermare e, inventandosi una tecnica unica al mondo, ha continuato a suonare; una storia di resistenza e resilienza tutta da scoprire. Il regista Sebastian Saam incontrerà il pubblico al termine della proiezione. La sezione Allende: 50 anni dopo chiuderà la serata della Sala Grande alle ore 21.45 con il film Morir un poco, nell’ambito della Retrospettiva di Alvaro Covacevich; è uno dei film più significativi della carriera del regista cileno e ritrae la vita comune di un uomo comune, destinato a uscire in strada “a morire un po’, invece di uscire a vivere“.

In Sala Birri, il programma prevede alle ore 9.30 il film argentino Expuesta di Eduardo Raspo, presentato in Contemporanea Concorso, che rivela lo straordinario archivio fotografico di Andy Cherniavsky, una delle più apprezzate fotografe latinoamericane; tra le personalità passate davanti al suo obiettivo, numerose stelle del rock, così inizia un viaggio nella storia del rock argentino. Ancora musica, alle ore 11.30, ma questa volta dall’Amazzonia peruviana, con La danza de los mirlos di Alvaro Duque, che, in Contemporanea Fuori Concorso, renderà omaggio a Los Mirlos, la più famosa band di cumbia amazzonica, la cui storia sintetizza il possibile incontro tra ritmi ancestrali e più moderni, come il rock psichedelico degli anni Sessanta; un inaspettato viaggio musicale nel cuore del subcontinente.

Si cambierà completamente di tema alle ore 15.00, con il documentario colombiano-belga ¡Sí se puede! – sindicalismo en Colombia di Pieter De Vos, che in Contemporanea Concorso testimonierà quanto l’attivismo politico sia pericoloso, dati i numerosi omicidi politici. Ancora Contemporanea Concorso nel pomeriggio di Sala Birri, con altri due film, il messicano Un mundo raro di Eugenia Llaguno, una storia di violenza, prostitute, mariachi e solitudine intorno a un motel (ore 15.50), e il colombiano-belga Que no me roben los sueños di Zoé Bricha, documentario sulle proteste cilene del 2019 e sulle disuguaglianze di cui sono vittime coloro che manifestano per superarle (ore 16.30). Per Contemporanea Mundo Latino, alle ore 17.15, un documentario argentino sull’importanza del ricordo: La otra memoria del mundo segue Rafael Corral che nella Cinemateca Argentina cerca instancabilmente un film, del cui balletto faceva parte. Alle ore 19.00, per la sezione Allende: 50 anni dopoLa ciudad de los fotógrafos di Sebastián Moreno riporterà al Cile di Augusto Pinochet e alla presa di consapevolezza dei fotografi, che, documentando le proteste, si resero conto di quanto fosse importante il loro lavoro. “Vissero nel pericolo e vissero per raccontarlo” commenta la sinossi. La serata inizierà con il film argentino Cuentos de la tierra di Pablo Leonidas Nisenson, presentato in Contemporanea Mundo Latino: tante storie diverse che si intrecciano nella visione del mondo dei Mapuche. Al termine, due corti per la sezione Cinema e LetteraturaVals del diccionario di María Victoria Menis e Cuarto oscuro di Marina Rubino, entrambi provenienti dall’Argentina.

Nel pomeriggio, nella sede della Proloco Duino-Aurisina – Palazzina Infopoint di Promoturismo FVG, sarà presentato alle ore 18.00 il film colombiano Diòba di Adriana Rojas Espitia, già visto ieri al Teatro Miela di Trieste e seguito da un incontro con la regista e con il produttore Andrés Gómez Sánchez. Nell’Aula Cinema del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Trieste (via principe di Montfort 3), alle ore 15.30 sarà proiettato per Cinema e Letteratura La uruguaya di Ana García Blaya: Lucas Pereyra, scrittore di Buenos Aires, si reca a Montevideo per lavoro e per incontrare una giovane ammiratrice; attraversare il Rio de la Plata è come un cambio di vita. Alle ore 17.30, l’argentino Barrefondo di Jorge Leandro Colás, storia di un addetto alle pulizie delle piscine di una zona residenziale di Buenos Aires, che un giorno riceve un’offerta di denaro da una banda in cambio di informazioni sulle case in cui lavora, il dilemma morale è conseguente.

Tutti i film in programma sono in versione originale, con i sottotitoli in italiano.

Le informazioni aggiornate sul Festival e sul suo programma giornaliero su
www.cinelatinotrieste.org.

Di Redazione

Direttore : SERAFINI Stefano Per ogni necessità potete scrivere a : redazione@vocedelnordest.it

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