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Quando i cittadini incalzano il comune nella promozione dell’identità civica: ritorna la Udine dei quintieri, memoria e mito di un orgoglio civico

DiRedazione

Lug 26, 2026

Su stimolo del presidente dell’Arengo cittadino, prof. Travain, rievocatori e promotori storici volontari costituiscono cinque “intergruppi” in costume d’epoca a formare comparsa della grande storia comunale e rionale della Capitale del Friuli Storico: “Rinnoveremo lo spirito di una città irriducibile!”.

Sotto l’egida della Cameraria dell’Arengo udinese contemporaneo, Assemblea popolare della Capitale del Friuli Storico retta pro tempore dal prof. Alberto Travain, i sodalizi denominati “Fogolâr Civic di Udin”, Gruppo Storico Borgo Pracchiuso, Gruppo Storico Borgo Sette Stelle unitamente al Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl”, al Club per l’Unesco di Udine e al Coordinamento Civico Udinese “Borgo Stazione” hanno costituito, tra il 23 e il 24 luglio 2026, ben cinque “intergruppi” di volontari in abito medievale, la cui funzione sarà rappresentare, nelle occasioni pubbliche, la memoria storica dei Quintieri, le circoscrizioni militari e politiche della cittadinanza, oggi rivisitare dall’Arengo civico e rimontanti all’epoca del Patriarca Bertrando. L’inaugurazione avverrà nel quadro delle celebrazioni del prossimo Compleanno della Città, domenica 13 settembre 2026, come ogni anno fendendo la folla di Friuli Doc. A siglare l’inedito e meritorio patto con il “camerarius” prof. Travain, quindi il presidente Raimondo Donato del Gruppo Storico Borgo Pracchiuso, insieme alla vicaria prof.ssa Patrizia Patrone e alla referente della sezione Danza Storica Tiziana Patrone; la presidente del Gruppo Storico Borgo Sette Stelle maestra Laura Cattarinussi, oltre alla consigliera prof.ssa Maria Luisa Ranzato del Fogolâr Civic di Udin e del Coordinamento Civico Udinese “Borgo Stazione” nonché alla prof.ssa Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine e vicaria del Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl”.

Un’iniziativa eccezionale davvero per modalità e prospettiva. Il fatto che una cordata di volontari rievocatori e promotori storici, mobilitata dalla massima carica del civismo locale, oggi si proponga di ovviare alla carenza di una città in cui non c’è un gruppo storico complessivamente rappresentativo delle tradizioni comunali e rionali già costituisce di per sé rarità se non anche un unicum. “In una città – ha commentato Travain – in cui le Amministrazioni non promuovono piani di recupero complessivo delle identità civiche che costituiscono od in cui si articola il Comune amministrativo, che spontaneamente siano i cittadini amanti della Storia a muoversi in tal senso non è solo il colmo ma punto d’onore di civismo culturale veramente irriducibile ed esemplare per tutto il Friuli Venezia Giulia e non solamente. Un esempio davvero virtuoso di autodeterminazione culturale e identitaria “dal basso” di cui senza dubbio menare vanto!”.

I Quintieri udinesi furono rispolverati per la prima volta in Età contemporanea dalla Quintana del 1962, rivisitati nel 1993 dall’“Union Furlans di Udin”, poi dall’“Academie dal Friûl” (1998), dal “Fogolâr Civic” (2012) e infine dal ricostituito Arengo (2015).

“Divisi in Quintieri – ha concluso Travain – affrontammo i tiranni di questa regione e di mezza Europa. Nel 1381 sfidammo addirittura il Mondo opponendoci al Papa, che voleva fare di noi grazioso dono ad amici cardinali. Tenemmo il campo per sette anni, sino alla vittoria… In quella grande Udine alberga il nostro orgoglio, il nostro carattere, il nostro coraggio di un tempo. Mercatovecchio, Mercatonuovo, Aquileia, Gemona, Grazzano: una storia da conoscere e da far conoscere affinché ritempri il nostro presente dandogli radici di dignità!”.

In copertina: Il cameraro prof. Travain dell’Arengo udinese con delegazioni sociali cittadine

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