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ROVIGO : “Miles espressionista: una nuova rivoluzione, la svolta elettrica” – al Teatro Sociale

DiRedazione

Mar 14, 2019

“IL JAZZ IN… COMUNE!”

Teatro Sociale di Rovigo in collaborazione con

Conservatorio Statale di Musica “F. Venezze” e Rovigo Jazz Club

Omaggio a Miles Davis: 1959–1969, il decennio rivoluzionario
SABATO 16 MARZO ore 21

RIDOTTO DEL TEATRO SOCIALE DI ROVIGO
“Miles espressionista: una nuova rivoluzione, la svolta elettrica”


STEFANO PAOLINI & PIER MINGOTTI QUINTET
Antonio Macchia (tromba)

Thomas Lasca (chitarra)
Gabriele Carbone (tastiere),
Pier Mingotti (basso elettrico)

Stefano Paolini (batteria, elettronica)

Dopo l’apertura del 28 febbraio con il quintetto guidato da Fabio Petretti, il ciclo concertistico dedicato a Miles Davis proposto dal Dipartimento Jazz del Conservatorio Venezze all’interno del cartellone di “Il Jazz in… Comune 2019”, proseguirà sabato 16 marzo con il concerto di un gruppo guidato da altri due docenti del Conservatorio, il batterista Stefano Paolini ed il bassista Pier Mingotti. La serata è dedicata al Miles elettrico, che parte dalla svolta epocale effettuata nel 1969 con gli album “In a Silent Way” e “Bitches Brew”, e prosegue sino al 1991, anno della sua scomparsa. Si ascolteranno sia brani tratti da quei due storici dischi che brani più recenti, legati all’ultimo periodo, che ha visto il suo ritorno sulla scena jazzistica nel 1982, dopo un silenzio durato quasi sette anni. Va ricordata al proposito la proficua collaborazione con Marcus Miller, bassista e produttore, artefice del celebre “Tutu” (1986), che fruttò a Davis un Grammy nel 1987.

Paolini e Mingotti saranno accompagnati nell’occasione da Antonio Macchia, tromba, Gabriele Carbone, tastiere e Thomas Lasca, chitarra elettrica.

Sono in qualche modo simili i percorsi artistici dei due docenti del Dipartimento Jazz del Venezze che guidano il quintetto. Entrambi provenienti da regolari studi classici, con diplomi conseguiti in strumenti diversi da quelli attuali, ovvero il clarinetto (Paolini) e l’oboe (Mingotti), prima di decidere di passare al jazz. Stefano Paolini, romagnolo, classe 1970, sin dalla fine degli anni ’90 si è distinto per le sue qualità nel panorama jazzistico italiano, collezionando collaborazioni prestigiose con musicisti del calibro di Massimo Moragnti, Ray Mantilla, Dee Dee Bridgewater, ed entrando quindi a far parte dei gruppi di Marco Tamburini (prima nel quintetto con Roberto Rossi, Marcello Tonolo e Paolo Ghetti, poi nei Three Lower Colours con Stefano Onorati). Attivo anche in ambito non jazzistico, ha suonato fra gli altri con Lucio Dalla e Grazia Di Michele. E’ titolare della cattedra di batteria al Conservatorio F.Venezze.
Pier Mingotti, bolognese, classe 1964, ha alternato collaborazioni con jazzisti come Fabrizio Bosso, Marco Tamburini, Gegè Telesforo, Eumir Deodato e Mike Stern, a frequenti e fruttuose frequentazioni con il pop di qualità, trovandosi ad accompagnare, fra gli altri, Brian Auger, Mario Biondi, Eugenio Finardi e Paolo Conte. Dal 2001 è il bassista ufficiale di Francesco Guccini. E’ titolare della cattedra di basso elettrico al Conservatorio di Rovigo. Biglietto unico: intero €10, ridotto € 6; tel. 0425.25614

Prossimo appuntamento: Venerdì 29 marzo, ore 21
“Miles cubista: il caos controllato del quintetto anni ‘60”
STEFANO ONORATI & FULVIO SIGURTA’ DUO
Fulvio Sigurtà (tromba, flicorno), Stefano Onorati (pianoforte, tastiere)  

Redazione

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