SICCITA’, STAGIONE IRRIGUA SALVA
Il Pordenonese al riparo grazie ai bacini montani
Il Cellina Meduna continua nella lotta agli sprechi
Ad un mese esatto dalla chiusura della stagione irrigua il consorzio di bonifica Cellina Meduna fa il punto sulla siccità che ha caratterizzato l’intero periodo: il quadro presenta una situazione idrica complessa ma gestita con efficacia. Le portate dei torrenti Cellina e Meduna sono state in progressivo calo per tutta l’estate. Sul Cellina i valori registrati si sono rivelati addirittura inferiori a quelli del 2022, segnato da una carenza di precipitazioni ritenuta tra le più severe mai registrate nella storia. Sul Meduna si sono mantenuti simili a 4 anni fa. A fare la differenza, anche questa volta, gli invasi alpini e la pioggia caduta nelle prime due settimane di giugno. “Siamo salvi solo per merito dei laghi montani senza i quali avremmo sofferto quanto i nostri colleghi della pianura friulana e dell’intero Nord Italia”, hanno affermato al proposito il presidente del Cbcm Valter Colussi e il direttore generale Massimiliano Zanet. Gli invasi di Ponte Racli, Cà Selva e Cà Zul, in Val Tramontina, hanno garantito continuità al servizio così come in zona Cellina, dove da inizio agosto si è attinto pure dal serbatoio di Barcis. In ogni caso la richiesta di irrigazione sta gradualmente diminuendo e calerà ancora con l’avanzare della vendemmia e delle trebbiature. Residua un’incognita che negli ultimi anni, complici i cambiamenti climatici, si sta sempre più rafforzando: le bagnature tardive. Capita infatti che vi sia domanda di acqua anche in momenti tradizionalmente di scarsa richiesta. Se settembre e ottobre dovessero rivelarsi eccezionalmente soleggiati e caldi, potrebbero quindi esservi ancora frutteti e colture da supportare.Il confronto con l’annus horribilis del 2022 resta comunque eloquente. Allora la stagione era partita con 15 milioni di metri cubi invasati in Val Tramontina. Quest’anno invece il consorzio ha potuto contare su 26 milioni di metri cubi, diventati 37 milioni a metà giugno grazie a ricorrenti fasi di maltempo. “Una riserva che ha scongiurato limitazioni all’irrigazione, a differenza di quanto accaduto in altri comprensori del territorio regionale”, hanno concluso i vertici dell’ente. Che rimarcano ancora una volta la necessità di creare scorte durante i mesi con maggiori precipitazioni. “Abbiamo già segnalato, anche a livello nazionale, l’urgenza di individuare nuovi volumi per accumulare acqua“, hanno spiegato Colussi e Zanet al termine di tre mesi particolarmente impegnativi sul fronte della lotta agli sprechi.
