Si avvia al termine la ventesima edizione del Festival Internazionale TriesteLovesJazz, promosso dal Comune di Trieste nell’ambito di “TriesteEstate” e organizzato dalla Casa della Musica/Scuola di Musica55.
Ha attratto un folto e ordinato pubblicoil consueto suggestivo concerto all’alba sul Molo Audace per TriesteLovesJazz, alle 4.50 di domenica mattina con la musica del pianista triestino Riccardo Morpurgo (diplomato al Conservatorio Tomadini di Udine in pianoforte classico, ha frequentato i corsi triennali a Siena Jazz): «Per 40 minuti, ho suonato qualcosa di distensivo, c’era il mare, l’alba, ho seguito quel flusso, improvvisando su un canovaccio». Per il direttore artistico del festival Gabriele Centis, il concerto sul molo è anche un momento di bilancio per questa ventesima edizione che si avvia alla chiusura: «Siamo soddisfatti sia per la proposta artistica che è stata varia, dal jazz alle influenze etniche e al funk, che per l’affluenza di pubblico anche internazionale, con quasi tutti gli appuntamenti sold out al Sartorio e la Piazza Verdi sempre piena. Per il concerto all’alba siamo stati particolarmente fortunati, anche dal punto di vista climatico, perché non c’era troppo caldo, né vento, era una notte molto limpida».
Anche quest’anno la città ha risposto con entusiasmo: «Hanno partecipato tante persone – prosegue Centis – alcune che rivediamo ogni anno, dei frequentatori fissi e tantissime altre persone nuove, anche molti turisti. Abituati alla musica spinta in termini di volume, colpisce sempre il silenzio quasi religioso, l’attenzione, con la gente che partecipa proprio per il potere della musica. Si ringrazia sempre anche la polizia, che per noi blocca il traffico nei 40 minuti del concerto e quindi non ci sono i rumori del traffico. Per la durata dell’evento emerge una città silenziosa, a misura delle persone. Morpurgo come sempre è stato molto personale nella sua interpretazione. Per tutti i pianisti che si alternano in questi anni è ogni volta una grande sfida, in una situazione ambientale molto particolare per un musicista, che richiede concentrazione. Li ripaga il grande calore del pubblico, che è assolutamente trasversale. Abbiamo visto anche molti giovani, persone di tutte le età, dai più anziani che si portano una seggiolina per avere maggiore comodità, agli aficionados del festival, ai gruppi di ragazzi attratti da questo rituale dell’alba. Si respira una situazione di libertà, di vacanza, di serenità. Succede tutto a un’ora particolare, anche biologicamente, la chimica del cervello è in una sorta di situazione quasi onirica, di rilassamento».
Ricordiamo gli ultimi due appuntamenti:
MERCOLEDI 12 AGOSTO, ORE 19.26, BASTIONE ROTONDO DEL CASTELLO DI SAN GIUSTO
Concerto dell’eclissi con Marco Castelli, in collaborazione con Bastione San Giusto.
SONORA LUX (ECLISSI SOLARE 2026)
Il suono di un momento unico ed irripetibile.
Marco Castelli: sax, elettronica.
Il 12 agosto Trieste sarà protagonista di un’eclissi solare parziale di straordinaria intensità: al tramonto, il disco solare verrà oscurato per il 90,1%. Il fenomeno raggiungerà il suo culmine alle 20.13, quando il Sole, ormai a meno di un grado dall’orizzonte, tramonterà quasi completamente eclissato, regalando una suggestiva e insolita luce crepuscolare a partire dalle 19.26.
In questo scenario si inserisce l’arte di Marco Castelli, sassofonista, compositore e produttore di grande eclettismo. La sua carriera, che spazia dal jazz al teatro, dalla danza alle performance intermediali, lo ha portato a distinguersi come una figura di spicco non solo in Italia, ma anche a livello internazionale, grazie a un’intensa attività concertistica che lo ha visto protagonista di festival e tournée in tutto il mondo, confermando il suo ruolo di interprete versatile e innovativo.
VENERDì 11 SETTEMBRE 2026, ORE 20.30, CASA DELLA MUSICA
PREMIO FRANCO RUSSO
L’appuntamento annuale dedicato a Franco Russo.
Yannis (sax) e Gabriel Maizan (clarinetto, clarinetto basso).
Appuntamento annuale del premio Franco Russo indetto dalla moglie Silviain ricordo del pianista jazz, compositore e direttore d’orchestra triestino, che ha dominato la scena musicale della città dal 1945 al 1969, anno in cui si trasferì a Roma (collaborando con la Rai ed artisti quali Massimo Ranieri, Ornella Vanoni, Raffaella Carrà, Loretta Goggi…) ha lo scopo di sostenere alcuni giovani artisti scelti per il loro talento e impegno, che si stanno distinguendo nell’ambito del jazz regionale e nazionale. Dopo la morte di Silvia Fabian Russo, Stefano Giannotti (ex allievo del maestro Russo) porta avanti l’iniziativa.
I vincitori dell’edizione 2026 del premio sono i fratelli Yannis (sax) e Gabriel Maizan (clarinetto, clarinetto basso).
