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Ultimi giorni per visitare l’esposizione “100×100 Achille e oltre” | domenica 7 aprile, alle 18, l’evento di finissage

DiRedazione

Apr 5, 2019

Ultimi giorni per visitare l’esposizione “100×100 Achille e oltre” dedicata ad Achille Castiglioni. Domenica, alle 18.00, l’evento di finissage dell’esposizione che ha dato il via alla programmazione di oltreDesign.

Giovedì 4 aprile – Ultimo weekend utile per visitare la mostra “100×100 Achille e oltre” presso gli spazi del Museo Bailo di Treviso. La mostra, la prima delle tre organizzate e promosse da oltreDesign, è il frutto dell’esposizione degli oggetti accompagnati dai biglietti di auguri che 100 noti designer hanno rivolto al loro “amico” Achille Castiglioni. A esso dovevano dedicare un “oggetto di design anonimo”: Castiglioni, infatti, era noto per la sua vasta e originale collezione di oggetti, dai quali lui stesso ha imparato e preso spesso spunto per crearne di nuovi.

Alcuni dei regali, accompagnati dai relativi biglietti di auguri, hanno risposto al 100% all’istanza di essere “alla Castiglioni”. Proprio Giovanna Castiglioni, figlia di Achille, racconta di come alcuni oggetti anonimi, nell’immediata visione, possano sembrare fuorvianti ma invece hanno un preciso messaggio nascosto. Un esempio? Il proiettile: apparentemente provocatorio come messaggio rivolto ad Achille, persona allegra e pacifista. Il biglietto che lo accompagna, però, dona tutt’altra resa all’oggetto: “Akiller Castiglioni: non hai mai sbagliato un colpo.” scrive Joe Velluto, giocando con le parole, come dedica al destinatario del messaggio.

“È bello – spiega Giovanna – vedere come ogni designer abbia messo del proprio anche in un oggetto anonimo che di per sé non è diventato famoso”. È capitato, nella raccolta dei doni ad Achille, di ricevere oggetti di uguale natura. Simpatico scoprire che il primato lo abbia avuto l’uovo da rammendo della calza, oramai inutilizzato ai giorni nostri: ben cinque diversi designer hanno avuto la stessa idea. L’uovo, infatti, oltre alla forma geometricamente perfetta era anche uno dei cibi preferiti del noto Achille.

“È stata un’esperienza stimolante, perchè il pubblico di Treviso ha perfettamente inteso il messaggio della mostra: apparentemente semplice ma non così scontata. Abbiamo percepito interesse, curiosità e voglia di scoprire la natura degli oggetti a prescindere da chi li ha mandati o dal designer che li ha pensati e progettati. È come tornare a quanto siamo normali tutti noi: ci si innamora degli oggetti indipendentemente da chi li ha creati” .

La mostra ha delle chiavi di lettura a volte estremamente facili, conclude Giovanna Castiglioni, sta nel visitatore approfondire o meno: andando in profondità si scorge l’origine dell’oggetto, il significato del messaggio. Restando in superficie, invece, si percepisce la bellezza del colore, l’intelligenza degli oggetti, il ricordo dell’infanzia.

È stato un vero onore – continua la Castiglioni – aver potuto vivere a pieno questa esperienza, soprattutto per il fatto di aver reso “vivo” il ricordo di Castiglioni anche attraverso le persone (la scorsa settimana, infatti, sempre presso il Museo Bailo, il talk “Caro Achille” ha visto protagonisti Giorgia Zanellato, Daniele Bortotto e Matteo Zorzenon – studenti di Achille Castiglioni ora affermati designer riconosciuti a livello internazionale).

Al finissage di domenica 7 aprile interverranno Chiara Alessi (curatrice dell’esposizione assieme a Domitilla Dardi) e Giovanna Castiglioni. Esistono oggetti appartenenti alla nostra cultura materiale e simbolica che per anni sono stati dichiarati sul punto di morire, perché divenuti obsoleti nella forma o nella funzione o perché superati da nuovi oggetti, specialmente digitali, che ne avrebbero sancito la scomparsa. Nonostante tutto, alcuni di questi hanno continuato a sopravvivere alle mode e ai tempi: o perché sono stati in grado di riconvertire la propria funzione, mantenendo acceso un valore simbolico e poetico o perché, esaurito il valore d’uso, hanno detonato un nuovo valore iconico (si pensi alla macchina da scrivere stessa) oppure perché sono oggetti “duri a morire”, per i quali avevamo pensato che il passaggio dall’analogico/manuale al digitale avrebbe esaurito il senso e invece rimangono irrinunciabili (per esempio il taccuino). Per quali oggetti, oggi, possiamo pensare questa fine, nuovo inizio o immortalità? Ne discuteranno assieme domenica, alle 18, presso il Museo Bailo di Treviso (ingresso libero e gratuito).

Redazione

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