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UN ANGOLO DI PARADISO A SICILE: IL BOSCO DELLE ROSE ANTICHE

DiRedazione

Mag 17, 2026

DOVE LA BOTANICA INCONTRA LA POESIA

Dalla passione profonda di Loris Dal Cin, del figlio Alex e la moglie Gabriella, non è nato semplicemente un giardino, ma un ecosistema dell’anima, un angolo di paradiso dove la precisione scientifica e il romanticismo si fondono, trasformando il tempo in un parco che sa di autentica magia. Il cuore pulsante di questo luogo è “Il bosco delle rose antiche”, un vero e proprio santuario botanico che ospita oltre 900 rosai, dove la storia della floricoltura si racconta attraverso profumi dimenticati e petali vellutati. Qui, tra i filari, spiccano ben 130 varietà di Rosa gallica, la rosa dei poeti e dei farmacisti antichi, e altrettante 130 rose botaniche, custodi del DNA originario della specie; lo sguardo viene poi rapito dalle maestose Rosa banksiae e dalla vigorosa Rosa gigantea, che si arrampicano verso il cielo accanto a delicate rose spontanee, nate da semi portati dal vento come piccoli miracoli imprevedibili. Ai piedi di questi regali rosai, la biodiversità crea una sinfonia d’amore in cui prosperano innumerevoli erbacee perenni, bulbose, felci e graminacee che fluttuano come un mare verde, mentre il paesaggio verticale è dominato dal contrasto romantico tra i ciliegi da fiore, alti circa 2-3 metri e pronti a tingersi di nuvole rosa, e la maestosità dei ciliegi selvatici che svettano fieri con la loro notevole altezza. Come un pittore che non smette mai di sfumare la sua tela, i proprietari continuano ad incrementare le collezioni introducendo un centinaio di ortensie a colorare le zone d’ombra, 30 eleganti Hosta, 15 magnolie, insieme a viburni, filadelfi dal profumo d’angelo e antiche varietà di alberi da frutto e viti. In questa oasi la vera poesia risiede nel rispetto per la terra, poiché queste piante antiche crescono forti e resistenti senza richiedere alcun trattamento fitosanitario, lasciando che la natura si difenda da sé, mentre l’uomo si limita a proteggerla ed a catalogarla: ogni albero e ogni rosa custodisce infatti un cartellino identificativo che ne riporta il nome scientifico, la classificazione, il paese d’origine, l’anno di creazione e il nome dell’ibridatore, un ultimo, rigoroso atto d’amore che dà un nome e una storia a tanta struggente bellezza. Il parco è visitabile su appuntamento o nelle giornate dei giardini aperti, per buona parte, anche le persone con disabilità possono godere del Bosco delle rose che condito dai racconti dei disponibilissimi proprietari diventa un angolo di paradiso.

Di Redazione

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