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A TRIESTE IL CONCERTO DEL GRANDE VIOLINISTA NING FENG, IL PIU’ GRANDE INTERPRETE PAGANINIANO, IL 3 MAGGIO

DiRedazione

Apr 28, 2023

Si preannuncia come una serata decisamente speciale, quella che vedrà protagonista, al Teatro Miela di Trieste, il grande violinista cinese Ning Feng nei 24 Capricci di Niccolò Paganini, prospettando un’alchimia di emozioni, note e virtuosismi, e una gamma di colori accessibili a pochissimi artisti: i “Capricci” sono infatti l’apice del virtuosismo romantico, un’opera iconica nella storia della musica perché nessun altro compositore, prima o dopo Paganini, è riuscito a sviluppare all’inverosimile le potenzialità espressive e tecniche del violino. Ning Feng, da due decenni residente in Europa, è celebrato dalla critica per il suo virtuosismo, e mercoledì 3 maggio farà tappa a Trieste nell’ambito di Cromatismi 2.0. La Chamber Music al Miela, Stagione Cameristica firmata dall’Associazione Chamber Music e curata dal direttore artistico Fedra Florit. Appuntamento alle 20.30 al Teatro Miela per ascoltare il grande artista in un attesissimo recital solistico affidato al suo Stradivari “Vieuxtemps Hauser” del 1710. Il repertorio dei 24 Capricci era stato inciso da Ning Feng recentemente per Channel Classics, in un disco  elogiato dal BBC Music Magazine per «la purezza argentina del suono, l’intonazione immacolata e la musicalità delicatamente seducente», lodato da Gramophone «per la capacità di rendere la musica appetibile per gli ascoltatori… Più ascolti, più vorresti ascoltare». Biglietti presso TicketPoint Trieste, dettagli sul sito acmtrioditrieste.it.  La Stagione 2022 dell’Associazione Chamber Music è sostenuta dal MIC – Ministero della Cultura con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Banca Mediolanum, Suono Vivo – Padova, Fondazione Casali, Civibank e Zoogami.

I 24 Capricci di Paganini sono tuttora considerati “la Bibbia della tecnica violinistica”. Ning Feng, nato a Chengdu (in Cina) nel 1982, ha iniziato a studiare musica grazie a un fortunato incontro. «A 4 anni, infatti – ricorda l’artista – i miei genitori mi portarono in una scuola di musica, purtroppo venni considerato “non idoneo fisicamente” a studiare il violino per il mio mignolo, più corto della media. Per fortuna il mio primo maestro, Wen Youxin, mi ha accolto lo stesso nella sua classe, assicurandomi che un mignolo più corto non mi avrebbe impedito di suonare». Giovanissimo, Ning Feng si è poi trasferito in Europa per studiare alla Hochschule Hanns Eisler di Berlino e alla Royal Academy of Music di Londra, conquistando – a dispetto del suo mignolo – premi e riconoscimenti nei più ambiti concorsi internazionali: dal Queen Elizabeth di Bruxelles al Concorso Internazionale di Hannover, dal Yeudi Menuhin al Michael Hill in Nuova Zelanda e il primo al Paganini di Genova nel 2006. «Partecipare ai concorsi –spiega – mi è servito per sfidare me stesso e acquisire esperienza, mi ha dato grande visibilità e un importante sostegno nel periodo degli studi, quando lo stipendio dei miei genitori era pari a un mese di affitto a Londra. Ad ogni concorso, la mia priorità principale è sempre stata di giocare al meglio quelle performance come nuove opportunità di prestazione, riecheggiando il motto di “Kung Fu Panda”: ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi è un regalo. D’altra parte – commenta ancora Ning Feng- la cosa più importante è credere in te stesso e suonare con il cuore».

I 24 Capricci, scritti da Paganini intorno al 1800 a Genova, vennero pubblicati come op. 1 da Ricordi nel 1818 e sin dalla loro pubblicazione richiamarono l’attenzione di musicisti di fama, come Schumann, che ne curò per primo la trascrizione per pianoforte, e Liszt, che li definì «di rara freschezza e leggerezza». Molti compositori, come Brahms, Rachmaninov e Lutoslawski, si sono dedicati a una serie di variazioni della partitura, che si rivolge agli “artisti”, cioè ai violinisti di livello superiore e non ai semplici “amatori” per le straordinarie trovate e gli effetti finalizzati ad ampliare al massimo l’arco espressivo del violino, sia timbrico sia ritmico. Ning Feng è artista apprezzato in tutto il mondo. La critica musicale ne sottolinea il grande lirismo espressivo, l’innata musicalità e il fascino del suo virtuosismo, in grado di produrre un’amplissima gamma di colori. I più recenti successi hanno segnato il suo ritorno con la Budapest Festival Orchestra e Iván Fischer, una tournée in Cina con L’arbre des songes di Dutilleux e un tour con la Hong Kong Philharmonic Orchestra e van Zweden a Singapore, Seul, Osaka, Sydney e Melbourne, cui è seguita un’acclamata serie di concerti in Europa nel 2015 e il debutto con la Los Angeles Philharmonic, la Frankfurt Radio Symphony e la Royal Philharmonic Orchestra. Nella musica da camera e nei recital Ning Feng si avvale regolarmente della collaborazione del pianista Igor Levit, assieme ospiti dei maggiori festival in Germania: Kissinger Sommer, Heidelberg, Moritzburg, Mecklenburg-Vorpommern, Schubertiade e La Jolla Music Society (California). Gli appuntamenti artistici di maggior rilievo della stagione 2018/2019 vedranno l’interprete impegnato nei debutti con la BBC Philharmonic Orchestra e Simone Young, un tour in Brasile con l’Orchestra di San Paolo e Marin Alsop, concerti con l’Orchestra polacca di Wroclaw e Giancarlo Guerrero, la Hallé Orchestra, la Bournemouth Symphony e la Konzerthaus di Berlino. Si esibirà inoltre in Australia con la direttrice Karina Canellakis. Nell’ambito cameristico ha debuttato al Concertgebouw con un programma schubertiano assieme al pianista Nicholas Angelich e al violoncellista Edgar Moreau. Nel 2018 è stato ospite al Festival Mecklenburg-Vorpommen con il violoncellista Daniel Müller-Schott. Ning Feng incide per l’olandese Channel Classics, che ha pubblicato recentemente il ciclo delle Sonate e Partite di Bach per violino solo per le quali il Gramophone ha usato espressioni di grande apprezzamento. Nell’autunno 2018 ha inciso i concerti di Elgar e Finzi con la Royal Liverpool Orchestra e il direttore Miguel Prieto. La sua discografia annovera altresì le incisioni del concerto di Tchaikovsky, opere di Sarasate, Lalo, Ravel e Bizet. Nato a Chengdu (Cina), Ning Feng ha studiato al Conservatorio di Sichuan, alla Hanns Eisler School of Music di Berlino con Antje Weithaas e alla Royal Academy of Music di Londra con Hu Kun, primo studente nella storia dell’Accademia ad ottenere le più alte valutazioni. Molti i riconoscimenti in Concorsi Internazionali meritati dall’interprete: ad Hannover, al Queen Elizabeth, allo Yehudi Menuhin e il Primo Premio nel 2005 al Concorso Internazionale Michael Hill in Nuova Zelanda e nel 2006 al Paganini di Genova. Feng suona un violino Stradivari del 1710 noto come “Vieuxtemps Hauser”, per gentile concessione della Premiere Performances di Hong Kong, e suona gli archi di Thomastik-Infeld di Vienna.

Di Redazione

Direttore : SERAFINI Stefano Per ogni necessità potete scrivere a : redazione@vocedelnordest.it

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