Mercoledì 6 maggio 20.30 | Teatro Nuovo Giovanni da Udine
Conto alla rovescia per la prima assoluta dell’opera musical prodotta da FVG Orchestra “55 secondi”
A 50 anni dal terremoto del ‘76, oltre cento artisti per un racconto corale di memoria e ricostruzione
Dodici solisti sul palco, in gran parte artisti del territorio
Idea, progetto artistico e libretto di Fiorenza Cedolins, regia di Ivan Stefanutti, musiche inedite di Cristian Carrara, direzione orchestra di Paolo Paroni,
Manca una settimana alla prima assoluta di 55 secondi, l’opera musical inedita prodotta da FVG Orchestra che andrà in scena mercoledì 6 maggio alle 20.30 al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976. Un progetto ambizioso e dal forte valore simbolico, realizzato grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e di due aziende di riferimento del territorio: i mecenati AMIL Holding e Danieli Group.
Il titolo riprende il celebre articolo di Padre David Maria Turoldo “55 secondi… una eternità”, in cui il poeta descriveva la terra “ferita a morte, spaccata da una fessura fonda e nera”. Cinquant’anni dopo quella scossa, “55 secondi” sceglie di raccontare non solo la tragedia, ma soprattutto lo slancio propositivo e orgoglioso della ricostruzione: la capacità di un popolo di rialzarsi e costruire futuro.
Un’opera musical corale, tra lirica e contemporaneo
Ideato, scritto e curato dal soprano Fiorenza Cedolins, lo spettacolo nasce come forma teatrale melodrammatica contemporanea: ampie sezioni musicali interpretate da cantanti lirici si alternano a dialoghi parlati, fondendo lo stile dell’opera italiana con quello del musical anglosassone.
Le musiche inedite sono firmate dal compositore Cristian Carrara, la direzione d’orchestra è affidata a Paolo Paroni, la regia, scene e costumi a Ivan Stefanutti, le coreografie a Federica Comello: cinque maestri friulani di luminosa carriera internazionale alla guida di una compagnia di oltre cento persone.
“55 secondi è a tutti gli effetti un neologismo scenico – spiega Fiorenza Cedolins – una definizione che ho scelto perché fonde la tecnica di scrittura e rappresentazione dell’opera conil linguaggio scenico del musical. Non nasce dal nulla: ha precedenti illustri nell’opéra comique francese, pensiamo alla Carmen di Bizet, e nel Singspiel tedesco, pensiamo al Flauto magico di Mozart, dove già si alternano canto e parola recitata. 55 secondi prosegue e attualizza quel filone melodrammatico – musica, canto, parlato e danza insieme – e proprio per questa capacità di innesto tra generi credo possa catturare anche le nuove generazioni e suscitare l’interesse dei produttori italiani che oggi cercano forme nuove per rinnovare il linguaggio del teatro musicale.”
I solisti, ben dodici sul palco, in gran parte artisti del territorio
Uno spettacolo con ben 12 solisti in cui ogni ruolo ha fondamentale importanza e in cui, di fatto, tutti sono protagonisti. Sono prevalentemente giovani artisti provenienti dalla nostra regione, con alcuni beniamini del pubblico come Andrea Binetti, nel ruolo del parroco, perno della vita del paese, Stefania Seculin mezzosoprano performer (vincitrice del Concorso SOI) e il tenore Federico Lepre che daranno vita ad una gustosa coppia di suoceri.
Nei ruoli delle protagoniste femminili due limpide voci, Iolanda Massimo soprano lirico scoperta attraverso il Concorso di Canto SOI, che interpreterà la parte della nonna Cati, capostipite della famiglia, e Licia Piermatteo, soprano lirico leggero, nel doppio ruolo di Rosa e della figlia Maria, tanto somigliante alla madre.
Due vellutate giovani voci di baritono, Francesco Bossi e Andrea Piazza sono rispettivamente il figlio di Cati e l’innamorato di Maria mentre due precoci promesse interpretano la quarta generazione, il mezzosoprano performer pordenonese (vincitrice del Concorso SOI) Amina Sandrini e il contralto udinese Marianna Acito.
Nella vita di un piccolo paese della pedemontana friulana non potevano mancare, insieme al parroco, anche il sindaco ed il presidente della Proloco che saranno interpretati da un veterano delle scene, Gianni Nistri e dal giovane baritono Askar Lashkin, padovano d’adozione.
Un brevissimo cameo fuori scena sarà interpretato dalla Cedolins stessa in omaggio alla propria terra.
Cento artisti in scena, quattro generazioni, tre lingue
Sul palco del Teatro Nuovo saliranno, insieme ai 40 musicisti di FVG Orchestra, il Coro del Friuli Venezia Giulia diretto da Cristiano Dell’Oste, i bambini del coro di voci bianche I Pueri Cantores del Duomo di Udine, diretti da Annamaria Dell’Oste i giovani danzatori della scuola di danza Axis Danza, e dodici solisti: giovani talenti e artisti di comprovata esperienza che si alterneranno tra canto lirico, pop contemporaneo, recitazione e danza moderna. Stefano Bergomas firma l’ideazione e la realizzazione dei video e Claudio Schmid Il disegno luci.
“Portare sul palco oltre 100 persone della regione, tra cui molti bambini e giovanissimi, ma non solo, ha un doppio valore artistico e sociale: coinvolgere da protagonisti e non da spettatori i friulani, affinché si possano ancor più innamorare del teatro e raccontare con la nostra voce la storia che ha lasciato una traccia indelebile nelle nostre vite.”
Il racconto scenico attraversa quattro generazioni e si muove tra italiano, friulano e triestino, con citazioni di due grandi voci della cultura regionale: Pier Paolo Pasolini e Padre David Maria Turoldo. Il Friuli arcaico, custodito nei ricordi e nelle memorie di famiglia, sparisce improvvisamente sotto le macerie per rinascere con determinazione e speranza.
Uno spettacolo popolare che può arrivare nei teatri italiani
L’opera ha un’ambizione dichiarata: essere uno spettacolo dei friulani per i friulani, ma con un linguaggio favolistico e universale capace di parlare anche oltre i confini regionali.
“55 Secondi nasce dal vissuto, da una memoria personale che si fa collettiva – sottolinea ancora Cedolins – Il cuore del lavoro è un messaggio di incentivo e di ricostruzione morale, ancora prima che materiale: è lo stesso sforzo che dobbiamo continuare a fare anche oggi, senza rallentare questa spinta e senza chiuderci, come a volte noi friulani tendiamo a fare. Il mio auspicio è che ‘55 secondi’ viaggi, nel resto del Friuli Venezia Giulia e magari nei teatri italiani, perché questo messaggio può parlare a tutti.”
