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Cellina Meduna, siccità grave

DiRedazione

Apr 7, 2023

PARTE LA STAGIONE IRRIGUA PIU’ COMPLICATA DI SEMPRE

Il Consorzio di Bonifica pronto alle sfide del 2023 con un clima altalenante

Bacini in fase di invaso e utilizzi oculati dell’acqua la ricetta del Presidente Colussi

19 milioni di metri cubi invasati a Redona, Barcis già pieno e gli impianti pronti ad utilizzare solo l’acqua in ingresso dal Meduna e dal Cellina senza intaccare le riserve: il consorzio di bonifica si appresta a dare il via a quella che si preannuncia come la stagione irrigua più complicata di sempre. Come confermato dall’assessore regionale uscente Stefano Zannier, a marzo le falde sotterranee scorrevano ad una profondità registrata nel giugno del 2022, quando la siccità aveva già raggiunto proporzioni storiche. “Dopo altre settimane di precipitazioni scarse, il dato aggiornato rischia di essere ancor più preoccupante – ha detto il presidente del Cellina Meduna, Valter Colussi -. Il consorzio non si è fatto comunque trovare impreparato. Da mesi abbiamo optato per un aumento dei volumi invasati, sacrificando la produzione di energia che deriva dall’accensione delle turbine. Il che ci ha consentito di riempire Barcis con i suoi otto milioni di metri cubi e di trattenerne altri 19 milioni in Val Tramontina. Attualmente il Meduna lamenta una portata ridotta a 4,5 metri cubi al secondo: le esigenze agricole del momento ci consentono di usare solo questa acqua senza toccare quanto già presente nei laghi”. Il clima “pazzerello” del periodo e quello che viene previsto per il futuro sta infatti già mettendo a dura prova il sistema. A marzo l’improvviso aumento delle temperature ha portato a bagnature anticipate per le relative semine. Poi l’arrivo del gelo notturno con richieste di acqua antibrina, soprattutto sui frutteti più delicati. Dopo Pasqua si ipotizza un ritorno del gran caldo, con ulteriori volumi da destinare alle piante in rapida crescita. “Ai nostri tecnici va un plauso perché non è facile gestire una situazione così altalenante”, ha concluso Colussi che resta quotidianamente in contatto con i soci, la Regione e le associazioni di categoria. E in attesa che si realizzino nuovi bacini per incrementare la capacità di accumulo, la soluzione resta solo una. “Sperare che piova al più presto per vari giorni consecutivamente, è l’unico fattore in grado di riequilibrare un deficit che perdura ormai da più di un anno”, è stato il messaggio che parte dalla sede pordenonese del consorzio.

Di Redazione

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