Visita alla Alpacem dove la sinistrosità è stata azzerata
“Esempio virtuoso e dinamico”, è la sintesi del sopralluogo
Doppia visita istituzionale nelle ultime ore al cementificio di Fanna, l’ultimo ancora operativo in Friuli Venezia Giulia: la parlamentare europea Annamaria Cisint e il senatore Marco Dreosto hanno incontrato l’azienda per un confronto su prospettive e criticità del settore dei materiali da costruzione. Accolti dai vertici di Alpacem e in particolare dall’amministratore delegato Lutz Weber, i due rappresentanti politici hanno approfondito i principali nodi tecnici legati all’impatto della normativa europea su una filiera considerata strategica per l’economia nazionale e comunitaria.
Lo stabilimento fannese, oggi parte di un gruppo industriale sempre più organizzato e capillare tra Italia, Austria e Slovenia, è stato portato come esempio di resilienza produttiva in un contesto competitivo complesso: pur lavorando in un contesto operativo che richiede particolare attenzione alla sicurezza, Alpacem presenta un tasso di sinistrosità praticamente azzerato, risultato di una cultura che da sempre investe sulla sicurezza e sulla formazione dei propri dipendenti.
La Cisint ha ribadito un impegno forte a tutela dell’industria dell’Unione e ha denunciato l’aumento del dumping straniero, in particolare turco e cinese, che sta colpendo anche questo settore dopo l’introduzione dei dazi internazionali. Un argomento a parte riguarda proprio l’Ets, un sistema di calcolo delle quote di emissioni inquinanti introdotto da Bruxelles e che va adeguato per evitare danni e contraccolpi all’economia. Dreosto, componente della commissione Lavoro di Palazzo Madama, ha invece parlato di “un modello virtuoso che dimostra come sia ancora possibile generare qualità e valore aggiunto senza sacrificare l’etica”.
