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Confagricoltura PN: premiata l’autonomia energetica dell’azienda Principi di Porcia

DiRedazione

Mag 17, 2024

Nell’ambito della quarta edizione del concorso “AGRIcoltura100” organizzato da Confagricoltura e Reale Mutua. Il 55,3% delle imprese agricole italiane presenta un elevato livello di sostenibilità

C’è anche la società agricola friulana Principi di Porcia e Brugnera tra le prime 100 classificate alla quarta edizione del premio “AGRIcoltura100”, organizzato da Confagricoltura e Reale Mutua, con la partecipazione di oltre 3.100 aziende italiane. La storica azienda di Azzano Decimo, da sempre associata a Confagricoltura Pordenone, ha visto così nuovamente riconosciuto il suo particolare impegno nell’ambito del “contributo alla transizione ed alla autonomia energetica”. La Principi Di Porcia e Brugnera è un’azienda mista di 840 ettari con seminativi, vigneti dai quale produce vini Doc con la certificazione ministeriale Viva, colture arboree specializzate nella frutta a guscio (noci) e con allevamento zootecnico di bovini da latte.  Nell’ambito dell’economia circolare della sua attività produce energia da impianti di biomasse da fonti rinnovabili agricole, utilizzando, oltre a una parte dei cereali coltivati direttamente, i reflui del proprio allevamento zootecnico e alcuni sottoprodotti della vinificazione (le vinacce). Il pareggio del bilancio aziendale di produzione-consumo di elettricità viene raggiunto grazie ai 2.500 mq di pannelli fotovoltaici installati sulle coperture degli allevamenti.

L’indice “AGRIcoltura100” misura il livello di sostenibilità dell’impresa considerando il numero e l’intensità delle iniziative adottate all’interno di quattro aree: sostenibilità ambientale (E), sociale (S), gestione del rischio e delle relazioni nel territorio e nella filiera (G) e qualità dello sviluppo (D).

Secondo il Rapporto 2024, presentato a Roma alla presenza della ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone,il 55,3% delle aziende del comparto presenta un livello elevato di sostenibilità, in aumento sia sul 2023 sia sul 2020, dove la quota era del 48,8%.

Il primo valore che le aziende attribuiscono alla sostenibilità è quello di accrescere la qualità del prodotto, anche a garanzia della salute dei consumatori, ritenuta fondamentale o molto importante dall’85,7% delle imprese. Al secondo posto si colloca l’impegno per l’ambiente (76,3%). Seguono le relazioni con la filiera (70,1%), la valorizzazione della comunità locale (67,4%), l’investimento in innovazione (67,1%) e la consapevolezza del ruolo sociale dell’impresa verso i lavoratori e la comunità (65,8%).

Nelle imprese ad alto livello di sostenibilità, gli indici di produttività sono del 40% superiori, la redditività è doppia e la quota di imprese che sperimentano una fase di crescita è tripla rispetto alle imprese a livello di sostenibilità base, tutti elementi che evidenziano gli evidenti vantaggi economici di lungo termine nell’investire nello sviluppo di modelli di business sostenibili.

Di Redazione

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