Una gran Quintana renderà omaggio alle tradizioni cavalleresche e palische udinesi ed a quanti in epoca contemporanea si fecero carico di riproporle per restituire alla città un fermento di emozione civica e contradaiola. Sarà ricordato anche l’ultimo doge della Serenissima ovvero il “furlan” Lodovico Manin, a tre secoli dalla nascita…
«“Sum melior nutrix quam sit Florentia mater”. Con questo motto gli esuli toscani Manin celebravano la città di Udine che li aveva accolti, definendola miglior nutrice di quanto Firenze fosse loro madre… A tre secoli dalla nascita del doge “furlan” Lodovico Manin, ultimo e malcompreso Capo di Stato della Serenissima, la cui abdicazione salvò Venezia da cannone francese, l’antica “nutrice” di detta intraprendente e munifica casata, lo associa al ricordo del proprio civico genetliaco…». Si apre così il manifesto bilingue, italiano-friulano, a Udine, con il programma dei festeggiamenti per l’«803° Compleanno della Città – 26^ edizione delle celebrazioni d’iniziativa popolare dell’anniversario di fondazione urbana della Capitale del Friuli Storico nella ricorrenza dell’istituzione del mercato franco (13 settembre 1223), voluto dal principe-patriarca aquileiese Bertoldo di Andechs, autentico Padre della Patria cittadina». «Un appuntamento di cittadinanza – ricorda la locandina – promosso tradizionalmente dal Movimento Civico Culturale Alpino-Adriatico “Fogolâr Civic” e, oggi, nello specifico, dal “Fogolâr Civic di Udin”, sotto l’egida culturale dell’Arengo popolare e con plauso ARLeF, gradito concorso del Comune di Udine e del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco oltre ad auspicata partecipazione delle Presidenze dei Consigli Comunale e Regionale, espressioni civiche assembleari di livello locale e territoriale, collaboranti Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl”, Club per l’Unesco di Udine, Coordinamento Civico Udinese “Borgo Stazione”, Gruppo Storico Borgo Pracchiuso, Gruppo Storico Borgo Sette Stelle, Gruppo Folcloristico “Danzerini Udinesi”, Associazione “Amici di Mercatovecchio” e Galleria “Italian Secret” – Mercatonuovo». Ed ecco il «Programma: Udine/Udin – Mercoledì 9 settembre 2026 – ore 18:00 – Via dei Torriani n. 2, fronte Chiesa di S. Maria dell’Umiltà (Cappella Manin) – Omaggio popolare al “doxe furlan” Lodovico Manin nel tricentenario, con dedica sociale commemorativa dello sfortunato ultimo doge di Venezia,
di rimarchevole casato udinese oriundo fiorentino, capro espiatorio della caduta ignominiosa della Serenissima. D’altronde – è il commento –, sotto un Lodovico il Friuli cedette a Venezia nel 1420 e sotto un Lodovico Venezia cedette incolpando un friulano nel 1797: chi la fa l’aspetti! Seguirà inaugurale deposizione floreale alla statua di “Florean dal Palaç” in Piazza Libertà, “Pasquino” storico locale e simbolo tradizionale di cittadinanza attiva… Domenica 13 settembre 2026 – ore 10:00 – Piazza XX Settembre ovvero dei “Grans” – Dedica sociale a malati e sofferenti della città nonché a chi li soccorre oltreché alle vittime e ai fustigatori di malasanità ed affarismo a spese dei cittadini, con deposizione floreale al pozzo dell’antico Ospedale di Santa Maria della Misericordia… – ore 10:30 – Trivio Cavour-Lionello-Savorgnana – Segnatura civica dell’“Umbilicus Urbis”, cuore geometrico della Città Storica, quello fissato dal duca urbinate Guidobaldo II, simbolo ed auspicio di pluralità e convergenza, quindi dell’unità nella diversità di una comunità plurisecolare, da ricostruire e da reinventare… – ore 11:00 – Piazza Matteotti ovvero “S. Jacum”, fronte Chiesa di S. Giacomo Apostolo – Indirizzi di saluto ed allocuzione commemorativa dell’803° Compleanno della Città di Udine; seguirà annuncio di convocazione dell’11° Arengo contemporaneo del popolo udinese, con deposizione floreale presso la “Lanterna di Diogene” in omaggio a Udine “Atene del Friuli”, capoluogo storico regionale della partecipazione… Poi, l’appuntamento più emozionante: omaggio a Udine “Nuova Aquileia” Madre e Regina di Umanità contro ogni barbarie, con posa di cinque simboliche rose in cima alla Guglia del Mercatonuovo, affidate annualmente a picchetto dei Vigili del Fuoco, la più antica difesa civile del Friuli, rimontante ad Aquileia romana, ed evocanti i Quintieri, i mitici rioni della tradizione del Comune medievale, risalenti al tempo del patriarca aquileiese Bertrando…». Seguirà «Canto spontaneo dell’inno popolare udinese e friulano “O ce biel cjiscjel a Udin”… A seguire, presso la Fontana di Giovanni da Udine o del “Ricamadôr” in Mercatonuovo, ritrovo ed emblema di cultura civista contemporanea – Conio rituale di moneta infantile della tradizione cittadina (“tapon”),
faceto annuale omaggio alla vocazione commerciale urbana ed al principio di sovranità locale, già riconosciuto dal Patriarca Bertoldo… E lì, lungo l’anello della fontana, avrà luogo la Gran Quintana Udinese – la novità! – tra rappresentative in abiti medievali dei cinque Quintieri della tradizione rionale cittadina, oggi rivisitati dall’Arengo urbano contemporaneo, che si cimenteranno in un gioco di percorso, con supporto artistico-modellistico, rievocativo di dodici tenzoni storiche locali: amazzoni, anello, aratori, archi, asini, balestre, barbari, carrettoni, moro, pedoni, ronzini, schioppi! Conclusione con omaggio civico al Padre della Patria Urbana, patriarca Bertoldo di Andechs-Merania (1180†1251) presso la Cappella della Pietà, in Via Mercatovecchio, nucleo originario del Comune cittadino, e contestuale dedica al ricordo del doge friulano Lodovico Manin nel trecentesimo suo genetliaco… Alle cerimonie – si tiene a chiarire – sono invitate cittadinanza e rappresentanze istituzionali e sociali». “Impegno non da poco per organizzazione totalmente spontanea e autofinanziata, il cui grande vanto sta proprio nel fatto di rappresentare un civismo libero dalla politica e interessi terzi che non siano quelli di una dedizione gratuita ed ‘eroica’ nei confronti di un sogno di cittadinanza da rifondare sui grandi principi che la Civiltà ha sviluppato nei secoli e che l’attualità sembra vedere implodere sotto i colpi di nuovi Barbari che calpestano ogni sacro valore ed ogni diritto. In questo, il faro di Aquileia antica, pertinace esempio di senso civico in un quadro di comunità globale, possa ancora svolgere, per i disorientati udinesi di oggi e per tutti i friulani ed alpino-adriatici di un’Euroregione tanto sbandierata quanto abortita per incapacità di mediocre politica, una funzione orientante di riferimento morale in grado di restituire alle nostre genti quella statura che par millenni il mondo riconobbe loro!”: questo il commento del prof. Alberto Travain, ideatore dell’evento e suo promotore sin dal 2001, insieme alle compagni che negli anni a lui mano a mano si sono accostate condividendone il civico voto.



