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Formula 1: il pagellONE di Monza 2026

DiF1 addicted

Set 7, 2026

Top 5

  • K.Antonelli: Semplicemente leggendario. Partire dalla diciannovesima posizione in griglia a causa della penalità per la sostituzione della power unit e andare a vincere il Gran Premio di casa a Monza è un’impresa da predestinato. Kimi non ha sbagliato nulla: glaciale nella gestione del traffico iniziale, spietato nei sorpassi dopo la bandiera rossa e perfetto nel difendere la posizione e la leadership nel finale con Russell. Interrompe un tabù italiano a Monza lungo sei decenni e allunga in classifica piloti con la maturità di un veterano azzannando il mondiale, voto 9.5
  • M.Verstappen: Estrarre un podio a Monza con l’attuale Red Bull equivale a compiere un giusto mix tra prestazione di ingegneria e talento purissimo. Il mai domo Max, chiamato ad una risposta decisa dopo il DNF di Zandvoort,  ha lottato con i denti per tutti i 53 giri, disputando una gara di pura difesa e contrattacco di fronte allo strabiliante passo delle due Mercedes. Il suo terzo posto è la testimonianza che, anche quando la vettura soffre sui lunghi rettilinei, il suo valore aggiunto rimane incalcolabile, voto 8
  • P.Gasly: Il francese conferma il suo feeling speciale con l’Autodromo Nazionale. Dopo la clamorosa pole position siglata al sabato, che rievoca i dolci ricordi della sua vittoria di sei anni fa, Pierre ha guidato con il coltello tra i denti domenica. Concludere in settima posizione con un’Alpine tutt’altro che irresistibile, cercando di non mollare neanche un cm agli avversari, è un premio strameritato alla sua grinta e alla concretezza del suo weekend, voto 7
  • Y.Tsunoda: Chiamato in pista con poco preavviso solo due settimane fa, il pilota giapponese riesce a portare in sole due gare la sua monoposto a punti, per giunta in quello che costituisce il weekend di gara per il team di Faenza. Dimostra ancora una volta di avere le qualità per stare nel Circus sopratutto grazie alla capacità di tenere perfette e performanti le sue medie che avevano sulle spalle ben 50 giri. Una top 10 che sa di riscatto per il numero 22, che sembra voler dimostrare di avere ancora colpi in canna per la classe regina del motosport , voto 6.5
  • O.Piastri: Non dovrebbe figurare all’interno della top, sopratutto se si considera il fatto che alla fine conclude la gara dietro al suo compagno di squadra, ma la sua presenza qui vuole essere una risposta alle tante critiche ricevute da questo ragazzo. Nel weekend in cui la McLaren doveva attaccare la Mercedes, a brillare, sia nelle prove che nei giri di qualifica, è proprio l’australiano, che dimostra maggior feeling con la monoposto rispetto al suo compagno di squadra. Questo sembra essere anche il copione dei primi giri, nei quali il numero 81 sembra ritrovare quel fuoco che sembrava sopito dall’anno scorso. C’è quindi una leggera fiammella di ripresa, voto 6.5

Flop 5

  • C.Leclerc: Un weekend di casa che si trasforma in incubo. Già dalle qualifiche il feeling con la monoposto era parso precario, ma l’errore al terzo giro — con il dritto che lo ha spedito violentemente contro i fittoni e le barriere alla Parabolica — e l’egoismo dimostrato nei confronti di Hamilton in curva 3 al primo giro, sono  stati una mazzata tremenda per le speranze della Rossa. Fortunatamente incolume dopo i controlli medici, Charles incassa uno “zero” pesantissimo che lo estromette quasi definitivamente da quella flebile speranza di rincorsa al titolo , voto 5
  • Ferrari: Il weekend di Monza doveva servire per lanciare il guanto di sfida finale alla Mercedes, ma il bilancio per Maranello è impietoso. Tra il ritiro di Leclerc e un Lewis Hamilton costretto ad accontentarsi di un malinconico sesto posto senza mai avere il passo per il podio, la Rossa ha mostrato paurosi limiti di velocità di punta e di gestione gomma. Un ritratto amaro davanti alle tribune gremite dal popolo della Rossa, voto 5
  • Cadillac : Il weekend di Monza doveva rappresentare un banco di prova fondamentale per misurare i progressi sull’efficienza aerodinamica, ma il verdetto della pista brianzola è stato impietoso. La scuderia americana è apparsa costantemente la vettura più lenta sui lunghi rettilinei, incapace di trovare velocità di punta persino con l’ausilio delle scie. Sia Valtteri Bottas che Sergio Perez sono rimasti confinati negli ultimi posti dello schieramento fin dal venerdì, doppiati senza appello durante la gara e del tutto impotenti nei duelli ruota a ruota,  voto 5
  • Aston Martin : Non si tratta più soltanto di una monoposto lenta, ma di un naufragio tecnico e gestionale ormai senza fine. Nel tempio della velocità, dove servono motori spinti ed efficienza pura, la vettura verdone è apparsa imbarazzante, staccata di secondi dal centro griglia. La gara di Monza ha regalato l’ennesimo triste capitolo: un doppio ritiro malinconico, con Fernando Alonso costretto alla resa per problemi tecnici e Lance Stroll fermato dall’ennesimo guasto. Un progetto fallimentare sotto ogni punto di vista che continua a bruciare ingenti risorse senza mostrare la minima luce in fondo al tunnel, voto 4
  • O.Bearman: partiva in zona punti ma chiude ben lontano da essa, dopo una gara opaca e a tratti nervosa. Considerando che guidava la versione Aduo della sua scuderia ma chiude non lontano dal suo compagno di squadra, che invece disponeva della monoposto base, non è una buona prestazione per il giovane inglese, voto 5

Sintesi

Il weekend dell’Autodromo Nazionale di Monza si è aperto sotto una cappa di tensione palpabile, carica di aspettative incrociate per un appuntamento da sempre decisivo nell’economia del Mondiale. Il paddock è approdato in Brianza con la marea rossa pronta a trascinare la Ferrari verso il riscatto casalingo, incoraggiata dalle novità tecniche mirate a migliorare l’efficienza sui lunghi rettilinei. Tuttavia, le prime sessioni di prove libere del venerdì hanno subito dipinto uno scenario ben diverso: la Mercedes ha mostrato una superiorità imbarazzante sul passo e nelle velocità di punta, mentre in casa Red Bull e McLaren si è lavorato alacremente sugli assetti da basso carico per compensare le carenze motoristiche rispetto alle Frecce d’Argento.

Il sabato delle qualifiche si è trasformato in un rompicapo tattico, condizionato fin dal Q1 dalla caccia spietata ai giochi di scia. Mentre l’Aston Martin affondava in un’eliminazione precoce e la Cadillac confermava tutte le sue difficoltà nell’adattarsi ai curvoni veloci, la vera sorpresa la firmava Pierre Gasly. Sfruttando un assetto radicalmente scarico e una scia perfetta, il francese dell’Alpine strappava una pole position sensazionale e insperata. La coincidenza vuole che solo sei anni fa lo stesso pilota francese aveva trovato la vittoria con la sua AlphaTauri proprio sul circuito meneghino, confermando così un rapporto solido con il circuito.  La vera notizia del sabato è però la conferma che Kimi Antonelli, per la sostituzione della power unit, sarà arretrato in diciannovesima posizione sullo schieramento, lasciando a George Russell (secondo) e a un arrembante Charles Leclerc (terzo) la prima fila virtuale per la domenica.

Allo spegnersi dei semafori, la gara regala una partenza infuocata. Gasly prova a difendere la prima piazza, ma la potenza della Mercedes di Russell gli permette di avere L la meglio già alla staccata della Prima Variante. Dietro di loro, mentre Hamilton provava a farsi largo, trovando però la risposta dura del compagno di squadra Leclerc che lo accompagna sulla ghiaia facendogli perdere un paio di importanti posizioni, un Antonelli tarantolato cominciava la sua furiosa risalita dal fondo, recuperando ben tre posizioni prima di completare il primo giro. Poi, al terzo passaggio, trova spazio la tragedia sportiva che gela l’autodromo: Charles Leclerc, nel tentativo di guidare sopra i problemi di batteria della sua SF26 per tenere il passo dei primi, perde il controllo della vettura in staccata alla Parabolica, effettuando uno snap incontrollabile  e schiantandosi rovinosamente contro i fittoni e le barriere di protezione. Un impatto violentissimo che ha costretto la Direzione Gara a esporre la bandiera rossa per oltre mezz’ora, congelando la corsa per permettere i soccorsi e il ripristino delle protezioni.

Alla seconda partenza da fermi, la gara si è trasformata in un’epopea agonistica. Antonelli è ripartito con una cattiveria agonistica impressionante: sfruttando la superlativa velocità di punta della sua Mercedes e una gestione chirurgica della batteria, ha infilato in sequenza Ocon, Norris, Hamilton e Piastri con staccate al limite. Nel frattempo, Max Verstappen riusciva a portare temporaneamente la sua Red Bull al comando grazie a una staccata da urlo su Russell, ma il ritmo delle Mercedes si è dimostrato semplicemente insostenibile per la sua monoposto (che secondo la FIA monta il propulsore più potente del paddock).

A cinque  giri dalla conclusione si consuma il duello decisivo tra i due compagni di squadra, che già si era prefigurato qualche tornata prima e che era stato interrotto dalla Virtual Safety Car intervenuta per il ritiro della Aston Martin di Lance Stroll. Antonelli agguanta  Russell, dando vita a un corpo a corpo infuocato a 350 km/h: dopo un incrocio di traiettorie da cardiopalma e un breve lungo sulla ghiaia rimediato da Kimi senza conseguenze, l’italiano ha sferrato l’attacco decisivo alla staccata della Roggia, prendendosi la testa della corsa tra il boato assordante delle tribune.

Gli ultimi giri si trasformano così in una passerella trionfale per il giovane pilota emiliano. Antonelli conduce la vettura al traguardo con una maturità disarmante, conquistando una vittoria da leggenda che rompe un digiuno tricolore a Monza lungo sessant’anni. Russell, grande deluso dí giornata, sigilla la doppietta Mercedes chiudendo secondo, mentre Verstappen completa il podio con un eroico terzo posto davanti alle McLaren di Norris e Piastri. Per la Ferrari il bilancio casalingo è un amaro bagno di realtà, con il solo Hamilton sesto al traguardo. Con questa impresa, Antonelli vola a +66 in classifica piloti su Russell, ipotecando pesantemente il Mondiale prima della trasferta a Madrid

Di F1 addicted

Thomas SERAFINI