L’unica barca italiana a entrare nella top 20 mondiale.
LA STRAORDINARIA IMPRESA DELLE TRIFOGLIO ROSA MESTRE, SECONDO MIGLIOR TEMPO SU 156 EQUIPAGGI, AL FESTIVAL MONDIALE DI DRAGON BOAT IN FRANCIA
Al traguardo l’abbraccio corale delle squadre italiane e il canto di gratitudine:
“Grazie alla Vita che ci ha dato tanto”

Un risultato che rimarrà impresso a lungo nel cuore delle combattive donne veneziane: dopo una gara tirata sul filo dei centesimi, le atlete lagunari hanno strappato uno straordinario secondo posto assoluto nei 200 metri su ben 156 equipaggi arrivati da ogni angolo del pianeta.
L’evento si è tenuto dal 24 al 30 agosto nelle acque francesi del Lago del Bourget ad Aix-les-Bains, sede quest’anno del prestigioso Festival Mondiale promosso dall’IBCPC (International Breast Cancer Paddlers Commission). Una kermesse, la più importante a livello mondiale dedicata alle Breast Cancer Paddlers, che ogni quattro anni riunisce migliaia di donne con un passato oncologico alle spalle, pronte a sfidarsi a colpi di pagaia in una competizione che unisce sorellanza e vero agonismo.
A difendere i colori veneziani all’ Ibcpc Participatory Dragon Boat Festival 2026, è sceso un gruppo compatto di 32 atlete, affiancato con generosità da 3 compagne del team Pink Fire Lilt. Nella mattinata di sabato 29 agosto, una prima manche, condotta con ritmo alto e piglio aggressivo, ha garantito l’accesso diretto alla finalissima per i migliori tempi.
Nel pomeriggio, nella corsia decisiva dello sprint sui 200 metri, l’equipaggio veneziano ha dato il massimo: frequenza di colpi serrata, imbarcazione perfettamente bilanciata e prua che scivolava sull’acqua senza dispersioni. Il tabellone ha confermato l’impresa: 54,78 secondi, nuovo record cronometrico societario e secondo posto assoluto su ben 156 equipaggi specifici di donne in rosa provenienti da tutti i continenti. Un dato tecnico rende l’idea del livello raggiunto: il Trifoglio Rosa Mestre è stata l’unica barca italiana a entrare nella top 20 mondiale.
Ma oltre all’agonismo puro, l’equipaggio lagunare ha portato in Francia anche l’orgoglio e l’identità della propria terra. Durante il festival le atlete mestrine hanno sfilato, equamente divise, sia in barca che a terra, sfoggiando la classica maglietta a righe e il tradizionale cappello di paglia con nastro tricolore da gondoliere veneziano, regalando una delle immagini più caratteristiche e applaudite dell’intera manifestazione.
A coronare la trasferta è arrivato anche il 24° posto di un equipaggio misto multinazionale, dove 5 atlete mestrine hanno unito la propria pagaia a quella di compagne provenienti da Sudafrica, Stati Uniti e Irlanda.

All’arrivo, mentre il bacino di gara si alzava in piedi per una calorosa standing ovation partita proprio dalle altre squadre italiane, le atlete hanno levato le pagaie al cielo intonando il loro inno: “Grazie alla Vita che ci ha dato tanto”.
Dietro questo crono, e tante emozioni, c’è una storia che parte da lontano. Il Trifoglio Rosa nasce nel 2011 sulle sponde della laguna veneta, all’interno della Canottieri Mestre a Punta San Giuliano. È una squadra formata da donne operate di tumore al seno che hanno trovato nel Dragon Boat una risposta concreta alla malattia.
La scelta della disciplina poggia su solide basi medico-scientifiche: il gesto ritmico, simmetrico e continuativo della pagaiata favorisce il linfodrenaggio naturale degli arti superiori, prevenendo o riducendo il linfedema dopo la rimozione dei linfonodi ascellari. Ma oltre alla riabilitazione fisica c’è l’aspetto umano: salire tutte insieme su un dragone significa sincronizzare il respiro, condividere paure e trasformare la vulnerabilità in pura potenza di squadra.
E ora questo piazzamento, che porta Mestre, Venezia e il Veneto sul tetto del mondo, evidenzia ancor di più la tenacia di chi ha saputo superare le tempeste più dure della vita. “La straordinaria esperienza vissuta al Festival IBCPC di Aix-les-Bains è il punto di arrivo di un incredibile percorso umano e sportivo. – Racconta con emozione la Presidente delle Trifoglio Rosa Mestre Cristiana Csermely – Dobbiamo ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenute in questi 15 anni affinché potessimo consentire a tutte le donne operate di tumore al seno di parteciparvi: attraverso la solidarietà, l’amicizia, gli allenamenti, le trasferte e da ultimo la costituzione di un gruppo molto affiatato. Abbiamo purtroppo perso delle compagne lungo questo cammino. Mi piace sottolineare il fatto che l’organizzazione del festival anche questa volta non ha previsto alcuna premiazione. Tutte le partecipanti avevano infatti già vinto la cosa più importante: un’altra opportunità. Noi comprese”.
