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Formula 1: il pagellONE di Zandvoort 2026

DiF1 addicted

Ago 23, 2026

Top 5

  • L.Norris: Il titolo mondiale deve aver fatto scattare qualcosa dentro, poiché Lando quest’anno è stato un pilota molto più concreto, efficace e conscio delle sue capacità e di quelle della sua monoposto. Guida con grande sicurezza anche in occasione di sorpassi non così facili, senza lasciarsi scoraggiare dalle varie Safety Car e dalle interruzioni che lo costringono più volte a ricostruire la leadership che, alla fine, riesce a portare a casa. Il mondiale è probabilmente ancora troppo lontano per essere preso seriamente in considerazione, ma queste due vittorie di fila hanno risvegliato, sia all’interno del box McLaren che nell’animo del campione del mondo in carica, quella voglia di non mollare e tentare il tutto per tutto per riportare il titolo a casa, voto 8.5
  • F.Alonso: L’eterno campione spagnolo scrive ancora una volta una pagina importante nel motorsport, portando per la prima volta in stagione l’Aston Martin in zona punti. I problemi della scuderia di Silverstone sono noti a tutti all’interno del Circus, e proprio per questo il risultato che Fernando riesce ad archiviare quest’oggi ha il sapore di una vera e propria vittoria. Chiude in nona posizione dopo una gara in cui gestisce il secondo stint in modo eccezionale, dimostrando ancora una volta perché, a più di 40 anni, riesce a essere ancora così incisivo, voto 7
  • N.Hulkenberg: Stesso discorso fatto per il collega di veneranda età. Riesce a portare nuovamente la sua Audi, pur non priva di difetti, a punti. Un risultato sorprendente se si considera che all’inizio della gara, per pochissimi centimetri e grazie a riflessi straordinari, il tedesco ha evitato di centrare il compagno di squadra Bortoleto, finito erroneamente in testacoda, sventando un doppio ritiro. Al pari di Alonso gestisce magistralmente lo stint su gomma Hard, chiudendo l’ottava posizione, voto 7
  • L.Lawson: Non era affatto facile riaffacciarsi in una realtà che solo un anno prima lo aveva allontanato in malo modo perché non ritenuto all’altezza. Torna in Red Bull per sostituire l’infortunato Hadjar e lo fa estremamente bene. Non solo in qualifica si piazza dietro a Verstappen per un solo decimo — risultato soddisfacente nel confronto con l’olandese —, ma in gara mantiene la lucidità e una gestione ottimale, chiudendo in settima posizione. Un piazzamento non eccezionale in assoluto, ma ampiamente positivo considerate le difficoltà e gli episodi di gara, voto 7
  • K.Antonelli: Il leader del mondiale chiude al secondo posto una gara complicata, vissuta tra problemi di strategia e di bilanciamento della monoposto. Difficoltà che non hanno scoraggiato il pilota italiano, quanto mai determinato a correggere le proprie sbavature (come l’errore nella Qualifica Sprint del venerdì) e a resettare per trovare la soluzione migliore. Una prova che oggi non si sarebbe potuta concludere con una vittoria, vista la velocità mostrata da Norris, ma che certifica come Kimi non si adagi sugli allori e sia quanto mai vivo per mantenere la leadership iridata, voto 7.5

Flop 4

  • C.Sainz: Il momento no per lo spagnolo sembra non avere mai fine. Anche oggi è apparso estremamente nervoso nell’abitacolo, tradito dalle scarse potenzialità della sua monoposto. A testimoniarlo c’è l’incidente con il compagno di squadra Albon a pochissimi giri dal termine, un contatto del tutto evitabile. Carlos non gareggia con la serenità e la fluidità dello scorso anno e questa emotività fuori controllo si sta rivelando gravemente controproducente, voto 5
  • Ferrari: Non un flop totale, dato che il podio è stato a portata di mano fino all’ultimo giro, ma le deludenti qualifiche del sabato non possono far sorridere Maranello. Se il passo gara è stato discreto, a tradire la Rossa è stata la gestione strategica: il paventato e poi mal gestito driver swap tra Leclerc ed Hamilton ha danneggiato entrambi, ritardando la sosta del monegasco e mandando in confusione l’inglese. La velocità c’è, ma serve molta più lucidità al muretto e maggiore incisività al sabato, voto 5.5
  • O.Piastri : Proprio su questo tracciato lo scorso anno aveva festeggiato il gradino più alto del podio, ma la parabola attuale è ben diversa. Nonostante alcuni spunti di classe — come il gran sorpasso su Russell alla seconda ripartenza —, l’australiano manca di continuità, mentre dall’altra parte del box Norris firma la seconda vittoria consecutiva. Partiva quarto e chiude alle spalle delle due Ferrari: deve ritrovare al più presto quel ritmo e quella cattiveria che ha dimostrato di avere, ma che ultimamente tiene troppo nascosti, voto 5.5
  • G.Bortoleto : Dopo un sabato promettente chiuso in top 10, la domenica del brasiliano si spegne in un’anonima tredicesima posizione. Un risultato insufficiente, specie se confrontato con la zona punti acciuffata dal compagno Hülkenberg. Il rendimento di Bortoleto appare lontano parente di quello mostrato nella passata stagione; anche il testacoda nelle fasi iniziali evidenzia un feeling con queste nuove vetture che va ancora interamente affinato, voto 5

Sintesi

La Formula 1 riaccende i motori dopo la pausa estiva e lo fa per l’ultimo storico appuntamento a Zandvoort, prima del definitivo addio al calendario. In un’atmosfera carica d’affetto e colorata dal calore travolgente dell’ondata Orange, il Circus si approccia al weekend con Kimi Antonelli e la Mercedes nei panni di grandi favoriti. Alle loro spalle una McLaren galvanizzata dai successi di Lando Norris e una Ferrari pronta a inserirsi nella lotta grazie a un nuovo pacchetto di aggiornamenti, mentre George Russell, Oscar Piastri e Max Verstappen — a caccia di un risultato simbolo nella gara di casa — partono leggermente più defilati.

Il weekend olandese propone il formato Sprint. Dopo l’unica sessione di libere, la Qualifica Sprint del venerdì regala il primo squillo a George Russell, autore di una splendida pole davanti a Norris e Leclerc. Kimi Antonelli paga un piccolo errore chiudendo solo 5°. La gara veloce del sabato mattina regala però pochissime emozioni: complici le difficoltà nei sorpassi su questo tracciato e la ritrosia dei piloti nel rischiare contatti pesanti in ottica gara dominicale, le posizioni restano congelate. Antonelli rinuncia prudentemente all’attacco su Norris per non compromettere il bottino iridato, mentre Russell vince la Sprint scortato da Leclerc e dallo stesso Norris.

Nelle qualifiche del sabato pomeriggio la tensione sale. A contendersi la pole position sono ben quattro scuderie racchiuse in pochissimi centesimi, con l’incognita della pioggia in arrivo sul finale del Q3. Ad avere la meglio è un magistrale Lando Norris che replica la prestazione ungherese strappando la partenza dal palo. Dietro di lui le due Mercedes di Russell e Antonelli, seguiti da Piastri, Hamilton e Leclerc. Verstappen chiude 7°, mentre brilla Liam Lawson: il neozelandese, chiamato in Red Bull a sostituire l’infortunato Hadjar, si piazza a un solo decimo dal compagno olandese ad un anno di distanza dal suo allontanamento. Ottima nona piazza anche per Bortoleto.

La domenica si apre sotto un diluvio battente che stravolge le carte in tavola. Allo spegnersi dei semafori, il primo clamoroso colpo di scena trafigge i tifosi locali: al termine del primo giro, Max Verstappen perde il controllo della sua vettura per l’improvviso e imprevedibile recupero di grip sull’asfalto in asciugatura, finendo pesantemente contro le barriere. Un ritiro amaro nella sua ultima gara casalinga. L’incidente provoca una bandiera rossa (complice anche il testacoda di Bortoleto), congelando la corsa.

Alla ripartenza da fermi, sale in cattedra Kimi Antonelli: il leader del mondiale sferra un attacco deciso su Norris e si prende di forza la testa della gara, dimostrando la superiorità della W17. Dietro, Piastri è scatenato e infila Leclerc e Russell, con quest’ultimo in evidente affanno nella gestione dell’energia. La corsa prosegue tra svariati ritiri (Bearman, Stroll, Bottas, Ocon e Albon) e diverse Virtual Safety Car che trasformano la gara in una partita a scacchi strategica.

Mentre la Ferrari cade nell’ennesimo pasticcio tattico ai box facendo perdere tempo prezioso sia a Leclerc che ad Hamilton, la Mercedes entra in confusione nel finale non richiamando Antonelli ai box e lasciando solo Russell con gomme fresche. Con il rimonta furiosa di Hamilton, il muretto di Brackley decide di sacrificare la posizione di Russell per consentire a Kimi di difendere la posizione.

Nelle battute conclusive, Norris prende il largo e conquista con autorità la sua seconda vittoria consecutiva, mentre dietro scoppia un triello infuocato tra Russell, Hamilton e Leclerc per i restanti gradini del podio. Tuttavia, una VSC chiamata negli ultimi giri per rimuovere dei detriti sul rettilineo gela le posizioni: Lando Norris vince davanti a un solidissimo Kimi Antonelli e a George Russell. Hamilton e Leclerc si accontentano del quarto e quinto posto dopo una gara d’attacco, mentre chiudono la top 10 Piastri, Lawson, Hülkenberg, Alonso e Gasly.

La Formula 1 saluta così per l’ultima volta le dune di Zandvoort con Kimi Antonelli sempre più saldamente in vetta al Mondiale: un pilota italiano approderà a Monza da leader della classifica iridata dopo decenni d’attesa. Il Tempio della Velocità è pronto a riaccendere la sfida per la rivincita di Maranello e Red Bull.

Di F1 addicted

Thomas SERAFINI