Venerdì 30 ottobre la dimora storica di Cadoneghe ospita una visita guidata dal proprietario Massimo Giacon.
Prosegue il programma autunnale della Delegazione FAI di Padova, con una seconda apertura eccezionale all’insegna della partecipazione e della valorizzazione del territorio. Venerdì 30 ottobre sarà possibile scoprire Villa Mocenigo-Riello a Cadoneghe, una raffinata dimora storica che aprirà le sue porte per un percorso speciale condotto d’eccezione dal proprietario, Massimo Giacon.
L’evento: tra memoria storica e curiosità contemporanee
Nata come casino di caccia rinascimentale e trasformata nel corso dei secoli con un corpo padronale tardo-seicentesco e una barchessa novecentesca, Villa Mocenigo-Riello conserva intatti gli originali pavimenti alla veneziana e pregevoli decorazioni d’epoca.
L’itinerario guidato condurrà i visitatori attraverso gli ambienti storici e una sorprendente Wunderkammer contemporanea: un dialogo unico tra antichi strumenti, opere d’arte contemporanea e preziose curiosità raccolte da Massimo Giacon, dove arte, storia e ingegno si intrecciano per offrire un’esperienza di visita del tutto inedita. Un chiaro esempio di come il patrimonio privato possa trasformarsi in una virtuosa occasione di condivisione culturale per l’intera comunità.
Il patrimonio come piattaforma civica
L’appuntamento si inserisce nella visione che guida l’intero cartellone autunnale del FAI padovano: interpretare il bene culturale non solo come luogo da conservare, ma come catalizzatore di relazioni tra università, istituzioni, associazioni, proprietari e cittadini.
«Il FAI», dichiara Marco Boscolo, Capo Delegazione FAI di Padova, «può e deve essere molto più di un’organizzazione che apre luoghi straordinari: è un soggetto capace di creare legami duraturi. Ogni nostra iniziativa nasce dall’incontro tra competenze diverse e dimostra che la cultura vive davvero quando diventa occasione di partecipazione, responsabilità condivisa e crescita collettiva. Il patrimonio non si preserva soltanto conservandolo, ma rendendolo un’esperienza generativa di cittadinanza.»
