Il Mezzogiorno concentra gran parte degli impianti eolici e solari del Paese e guida la crescita delle offerte green, eppure i suoi cittadini non vedono questo primato tradursi in bollette più leggere. A denunciarlo e il presidente della Calabria Roberto Occhiuto, in un’intervista al Corriere della Sera del 7 giugno 2026: la riforma dei prezzi zonali, che differenzierebbe le tariffe in base ai costi di produzione locali, resta di fatto bloccata. Il risultato è che le regioni meridionali finiscono per sussidiare quelle più ricche del Nord, pagando per un’energia che produce a basso costo ma tariffata con logiche nazionali uniformi. Per il consumatore, confrontare le offerte luce e gas resta oggi l’unico margine di manovra concreto.
Come funziona il prezzo marginale dell’energia
Il nodo è nel meccanismo di formazione del prezzo sul mercato energetico. L’elettricità non viene pagata in base al costo medio di produzione, ma al costo dell’ultimo generatore che chiude il divario tra domanda e offerta. L’impianto è quasi sempre una centrale a gas, la cui fonte fossile resta cara e volatile: così il prezzo sale anche quando gran parte dell’energia in rete arriva da fonti rinnovabili a basso costo. E il motivo per cui il prezzo unico nazionale appiattisce le differenze territoriali e cancella il vantaggio competitivo del Sud. L’effetto ricade direttamente sulla bolletta della luce, dove la quota energia segue le quotazioni all’ingrosso più che la fonte realmente utilizzata.
Prezzi zonali e nuove opportunità: data center e accumuli
La soluzione indicata è la tariffazione per aree geografiche, che premierebbe i territori più efficienti avvicinando le condizioni del mercato libero ai reali costi locali. Secondo Occhiuto, se il Sud trattenesse anche solo il 15% dei risparmi generati, potrebbe attrarre data center e industrie ad alto consumo, trasformando l’energia pulita in un fattore di attrazione straordinario. Per cogliere l’occasione servono però investimenti in sistemi di accumulo e nel potenziamento della rete elettrica, senza cui il surplus rinnovabile rischia di restare un potenziale inespresso. Nel frattempo, per le famiglie, valutare un cambio fornitore e tenere d’occhio la bolletta del gas restano gli strumenti più rapidi per contenere la spesa.
Fonte: papernest.it
