Si è rinnovato domenica pomeriggio il tradizionale e tanto atteso appuntamento con i festeggiamenti in onore di San Luigi, patrono della comunità di Ipplis. Un momento di profonda devozione e condivisione che, come ogni anno, ha saputo riunire l’intero paese in un’atmosfera di solennità e gioia comunitaria.
La giornata ha avuto il suo cuore pulsante nella chiesa parrocchiale dedicata al Santo. Qui, il parroco reggente del Comune di Premariacco, Don Alberto Paschini, ha celebrato la Santa Messa davanti a una folla attenta e partecipe di fedeli. Ad accompagnare la liturgia è stata la Corale Coceancigh, mentre Don Michele Sibau è tornato nel suo amato paese natale in veste di concelebrante.
Durante l’omelia, il parroco ha predicato le virtù del patrono, ricordando ai presenti l’importante ricorrenza storica del terzo centenario della canonizzazione di San Luigi, un anniversario che quest’anno ha conferito un significato ancora più profondo e solenne alla celebrazione. Tra i banchi, in rappresentanza delle istituzioni e a testimonianza del legame tra la cittadinanza e le sue radici, era presente anche il Vice Sindaco Demis Ermacora.

Al termine della liturgia, il momento più toccante: la statua di San Luigi è stata portata a braccia in processione per le vie del paese. A scortare il Santo lungo il percorso, nel pieno rispetto di una tradizione che si tramanda con orgoglio, sono stati gli Alpini del gruppo locale di Ipplis, guidati con passo fermo dal capogruppo Bruno Zamo. Il corteo ha attraversato le strade del borgo, accompagnato dalle preghiere e dai canti dei numerosi parrocchiani presenti.
Il ruolo delle “penne nere” non si è esaurito con la scorta d’onore durante la funzione religiosa. Finita la processione, la festa si è spostata presso i locali del Centro Culturale, dove è andato in scena un altro rito consolidato e simbolo dell’ospitalità alpina: il direttivo e i soci del gruppo hanno infatti offerto un piatto di pasta a tutti i presenti.
È stato un momento conviviale straordinario, che ha trasformato la piazza e il Centro in una grande tavolata all’aperto. Sotto lo sguardo protettivo del campanile della chiesa, la comunità di Ipplis si è ritrovata unita come in un’unica grande famiglia, riscoprendo il valore dello stare insieme, della solidarietà e dell’attaccamento alle proprie tradizioni paesane. Una festa riuscita che conferma, ancora una volta, quanto sia vivo e pulsante il cuore di questa comunità.
