Sabato pomeriggio di sole. Partita in casa della tua squadra del cuore. La società organizza un evento commemorativo per noi friulani importantissimo, con una serie di appuntamenti che culminano proprio nel pre-partita. Ma andiamo con ordine.
L’intero cerimoniale è stato dedicato alla memoria del terremoto che, cinquant’anni fa, scosse il Friuli. La sfilata dei 45 sindaci dei comuni colpiti, la fanfara della Brigata Alpina Julia e quel minuto di silenzio assordante hanno celebrato diversi momenti: l’anniversario del sisma, il ricordo del Grande Torino e la strage di Superga. Momenti che ognuno di noi porterà nel cuore.
Le divise di questa sfida erano cariche di significato: l’Udinese scendeva in campo con il quarto kit stagionale, nato proprio per l’anniversario del terremoto, con la scritta: “Il Friuli ringrazia ma non dimentica”. Il Torino, sulla maglia, portava una patch speciale in onore degli “Invincibili”.
Ma veniamo al calcio giocato. Nonostante l’allarme formazione, il mister è riuscito a schierare un undici titolare di tutto rispetto. Al 4’, Okoye salva su un tiro di Simeone che poteva far prendere una brutta piega all’incontro.
L’Udinese c’è e ingrana: le occasioni al 10’ per Kabasele e la rete annullata al 21’ rendono la partita vibrante. A sorpresa, nel recupero del primo tempo, nasce l’azione del vantaggio: rimessa laterale di Kamara per Solet, la difesa granata pasticcia e Buksa, con l’ultimo tocco di Ehizibue, non si lascia sfuggire l’occasione.
La ripresa vede subito il raddoppio al 50’: calcio d’angolo di Miller che pennella per la testa di Kristensen, battendo Paleari. L’Udinese domina: ottime le prestazioni dei singoli. Zaniolo, alla ricerca del gol, contribuisce alla manovra; Solet fa tremare la difesa granata con le sue incursioni; Miller si distingue per maturità, regalando un assist meraviglioso su palla inattiva.
Il nostro mister ha sempre avuto ragione: bisognava dare tempo al gruppo e al lavoro. I risultati finalmente si vedono. Peccato essere a fine stagione: con altre cinque o sei partite, questo team sarebbe volato in alto.
L’obiettivo dei 50 punti è fattibile. Il traguardo per la prossima stagione, aggiungo io, è non sfasciare questo gruppo meraviglioso. Il 2026/2027 sarà l’anno per raccogliere i frutti del progetto iniziato due anni fa con mister Runjaic. Questa giornata ricorda che siamo un popolo di rinascita, resiliente e combattivo. L’Udinese è la nostra perfetta immagine. Grazie ragazzi. Sempre e solo forza Udinese!
Verena Marchesan
