GUIDO MIANO EDITORE
NOVITÀ EDITORIALE
È uscito il libro di poesie:
LA LUNGA NOTTE DELL’ANIMA di MARIOLINA RIGGI
con prefazione di Marisa Sedita Migliore
e postfazione di Enzo Concardi
Pubblicato il libro di poesie dal titolo “La lunga notte dell’anima”di Mariolina Riggi, con prefazione di Marisa Sedita Migliore e postfazione di Enzo Concardi, nella prestigiosa collana “Alcyone 2000”, Guido Miano Editore, Milano 2026.
Nasce da un dolore profondo La lunga notte dell’anima, ma si apre alla speranza e all’amore. La silloge poetica di Mariolina Riggi narra la vicenda umana e sociale di un’anima colpita profondamente nel suo intimo, ma capace di resistere, di ergersi con la schiena dritta di fronte ad ogni avversità della vita. L’Autrice sente il bisogno di comunicare, di socializzare la sua esperienza e cita, nella sua introduzione, lo scrittore Robert Musil: «Quando si giunge all’età del gelo, sboccia la poesia». E al riferimento a Musil potremmo accostare quello al Dolce Stil Novo del XXIV Canto del Purgatorio dantesco (vv. 52-54): «I’ mi son un che, quando/ Amor mi spira, noto, e a quel modo/ ch’e’ ditta dentro vo significando».
Sempre a Dante, alle tre bestie infernali, la Riggi si riferisce quando confessa che sarebbe stato facile cadere vittima di una delle tre fiere: lussuria, superbia, avarizia, ma che esse possono essere vinte dalle armi della bellezza risanatrice di foscoliana memoria, avendo il coraggio di riscoprire la propria anima, effettuare quei cambiamenti indispensabili per uscire dalle situazioni stagnanti e dare un nuovo senso alla propria vita. Partendo dalla Prima lettera di San Paolo ai Corinzi (1 Corinzi, 13), si richiama alle tre virtù teologali: fede, speranza, amore, scegliendo “amore” al posto di “carità”, più comune, ma meno significativo. Le esamina ad una ad una con efficacia descrittiva e profonda conoscenza teologica per concludere che l’amore salverà il mondo, cosa di cui è certa e non pochi sono i riferimenti allo scrittore e filosofo russo Fëdor Dostoevskij. E alla sua celebre riflessione «La bellezza salverà il mondo», cui più volte la Letteratura ha fatto e fa riferimento.
In una società priva di punti di riferimento saldi, in cui tutto viene mercificato e spettacolarizzato e pare non ci sia più posto per la pietà, la poesia può essere veicolo di cambiamento. Di qui la necessità della Poetessa di spiegare il perché dei suoi versi, di analizzarne le profonde scaturigini perché «La lingua può essere indisciplinata, ma il silenzio avvelena l’anima» (Edgard Lee Masters). Importantissime sono, a questo proposito, le «Emozioni» (si legga, a titolo esemplificativo, l’omonima poesia della Riggi) che sopravvivono anche quando si è perduta la memoria: l’uomo può dimenticare tutto, ma non le emozioni provate; anzi, spesso sono proprio queste che lo aiutano a ritrovare la memoria.
Aprono le vie del cuore i versi chiari, limpidi e trasparenti delle sue quarantotto poesie che ci coinvolgono in un’avventura, che pian piano ci conquista, ci fa soffrire, ci fa sognare, ci fa sperare. Cerca le «pietre angolari» (Nel silenzio) nelle piccole cose, quelle piccole cose della nostra vita, cui spesso non diamo importanza, ma che sono invece fondamentali per ricostruire la nostra storia, per rinascere, per dare un nuovo senso alla nostra esistenza, per aiutarci ad assaporarne i colori, i sapori, il silenzio, a trovare il coraggio di osare. E richiama proprio per questo i due figli della speranza citati da S. Agostino: «indignazione» e «coraggio».
«Si natura negat, facit indignatio versum» scriveva Giovenale nella Satira I, deplorando il degrado morale della Roma dei suoi tempi. La stessa cosa fa Mariolina Riggi di fronte ad una società che pare abbia perduto il senso e la dimensione delle cose, una società che si prefissa delle mete da raggiungere, ma non indica come raggiungerle e non sa che proprio in quel ‘come’ risiede il nostro sistema etico, emozionale, il valore di ciascuno di noi come persona, la nostra dignità. Allora le piccole cose diventano «Gigantografie», come dimostra nella poesia Lentezza. Conclude la sua introduzione citando un brano di Italo Calvino sulla funzione della Letteratura tratto da Il midollo del leone. (…)
Marisa Sedita Migliore
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La lunga notte dell’anima è un titolo affascinante che fotografa e simboleggia sia un cammino interiore ed esistenziale compiuto dall’autrice, sia una realtà mondana ed attuale appartenente alla fenomenologia sociologica e culturale della civiltà del nostro tempo: la poetessa registra lo stato di crisi, ma nel contempo reagisce ad esso, risalendo al significato etimologico della parola, che deriva dal greco krisis e dal latino crisis, ossia ‘scelta’, ‘decisione’. Siamo quindi di fronte ad una fase dell’esistenza individuale e collettiva di buio, difficoltà, decadenza che, tuttavia, non va affrontata con un atteggiamento mentale e spirituale negativo e nichilista, ma come una possibilità di cambiamento, tale e quale alla conversione cristiana rispetto al male.
La lunga notte dell’anima è dunque una raccolta poetica di derivazione autobiografica e, nello stesso tempo, di osservazione e contemplazione del mondo interiore ed esteriore dell’oggi, sempre con valenze duali, contrapposte, a chiaroscuri che, però, in ultima analisi, trovano la loro risoluzione nell’armonia dell’amore, nella scoperta dei valori umani e della trascendenza, nella prospettiva di un ottimismo antropologico (fede e speranza) superiore al suo contrario. Per tutto ciò penso sia possibile definire la poetica dell’autrice come poetica della bivalenza o della bipolarità che, in dimensioni filosofico-letterarie, accoglie le tensioni e i conflitti in sé.
Mariolina Riggi ci affida messaggi e contenuti che vorrebbero essere una sorta di bilancio della sua vita, con successi e fallimenti, anche se non vi sono denominazioni o narrazioni particolareggiate di questi vissuti esperienziali: tuttavia è chiaro l’intento di una comunicazione al lettore empatica e solidale. La sua poesia è ricca di metamorfosi e sublimazioni che potrebbero intendersi anche in senso metaforico kafkiano: l’uomo che si trasforma in insetto potrebbe essere, infatti, la condizione di decadenza dalla quale non riesce a riemergere, riassumendo sembianze umane. Ma, come si è già detto, questa è solo una faccia della medaglia della sua poetica, l’altra andiamo a scoprirla seguendo il viaggio esistenziale al quale invita il lettore con le sue pagine talvolta amare, talvolta accorate, talaltra sotto il segno della fiducia e della speranza.
In questo viaggio incontriamo allora alcuni punti fermi, che sono altrettante conquiste della volontà: il cammino verso la luce; la tenerezza dell’anima; l’importanza dell’amore, la cui assenza è morte dell’anima; il valore delle emozioni; l’insistenza su alcuni attributi morali come la dignità, la forza di ricominciare nonostante i sogni spezzati, l’amore per la libertà; l’essenzialità della memoria e l’attaccamento alle mura domestiche. Se c’è una lirica che rappresenta al meglio la visione della poetessa, questa mi pare essere Le stelle morte:«In questa lunga e silenziosa notte/ inizia il mio viaggio nella vita/ in un’andata e ritorno/ di ombre e di luci.// Luci di fede e di speranza/ che hanno aperto varchi in mezzo al buio./ Mi sovvengono le grandi figure già passate,/ stelle morte che continuano/ a brillare/ perché l’amore che si dà non muore mai./ Si muove in un infinito senza tempo». (…).
Enzo Concardi
Mariolina Riggi, La lunga notte dell’anima, prefazione di Marisa Sedita Migliore, postfazione di Enzo Concardi, Guido Miano Editore, Milano 2026, pp.84, isbn 979-12-81351-87-5, mianoposta@gmail.com.
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L’AUTRICE
Mariolina Riggi è nata a San Cataldo (CL) dove attualmente vive. Laureata in materie umanistiche, ha lavorato presso l’amministrazione del suo comune occupandosi dei servizi culturali e della biblioteca con mansioni prima di vice direttore e poi di direttore. La lunga notte dell’anima è la sua prima prova editoriale.
