Il Circolo Legambiente di Udine, dopo aver aderito alla manifestazione/presidio svolto giovedì scorso 11 giugno 2026 e al successivo incontro tra una delegazione dei manifestanti e il vertice del Consorzio Bonifica Pianura Friulana, ritiene insufficienti le risposte date alle contestazioni riguardo gli interventi di disboscamento, al massacro del territorio portato avanti dal Consorzio stesso e che hanno interessato le sponde dei corsi d’acqua del Friuli.
Questa mobilitazione è attiva da alcuni mesi contro le cementificazioni che, in questi ultimi 2 anni, è in corso con opere di sbancamenti delle rive di numerosi canali e roielli ad opera del Consorzio di Bonifica Friulana a Udine e in altri comuni del medio Friuli ( Pradamano, Pavia di Udine, Bicinicco, Pozzuolo, Mortegliano, Santa Maria la Longa, ecc..) .
Riteniamo che non sia corretta la classificazione data dal Consorzio convinto di intervenire su “canali artificiali scavati dall’uomo alla fine del 1800” ignorando che molti di questi siano rogge pluricentenarie e quindi, diversamente dai canali di irrigazione, implicitamente soggette alle leggi di tutela dei beni pubblici di notevole rilevanza, quindi di pertinenza della Soprintendenza !!
Il Decreto Ministeriale del 14 aprile 1989 a firma della ministra Bon Parrino stabilisce che:
Le rogge di Udine, di Palma e il roiello di Pradamano hanno notevole interesse pubblico ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497,
art. 1, commi 3 e 4, e sono quindi sottoposte a tutte le disposizioni contenute nella legge stessa nella seguente delimitazione:
– il Canale Principale, dalla presa di Zompitta alla divisione in due bracci in localita’ “Casali Cecutt”;
– la roggia di Udine dall’origine in localita’ “Casali Cecutt” per tutto il suo corso fino allo sbocco nel Cormor, all’altezza di Mortegliano;
– la roggia di Palma, dall’origine in localita’ “Casali Cecutt” per tutto il suo corso fino all’ingresso nella fortezza di Palmanova;
– il roiello di Pradamano, dalla derivazione in localita’ “Mulino del Vicario” per tutto il suo corso fino allo sbocco nel canale di Trivignano, dopo Lovaria.
Questo significa che sono equiparate a dei monumenti e quindi non possono essere modificate e/o intaccate nel loro essere.
Il che significa che sono ammesse opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, ma queste opere non devono intaccare la loro natura né il paesaggio circostante.
Lavori vietati in modo assoluto:
impermeabilizzare/cementificare, che significa danneggiare le rogge, la loro natura originaria.
Nel caso qualcuno volesse apportare delle modifiche a queste rogge protette dallo Stato,
per farlo dovrebbe chiedere e ottenere il parere della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio del FVG.
Se questo non viene fatto e ottenuto, l’atto si configura quale reato penale.
Ci auguriamo che le autorità preposte verifichino l’iter amministrativo e la correttezza delle procedure di tali interventi.
Si ribadisce che quanto sopra esposto e richiesto, viene fatto nel perseguimento dei fini istituzionali di questa associazione, cioè nell’interesse della salute, del benessere dei cittadini e dell’ambiente.
