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LUCAS DEBARGUE INAUGURA IL FESTIVAL CRISTOFORI AL TEATRO VERDI

DiRedazione

Set 12, 2026

NONA EDIZIONE DEL FESTIVAL PIANISTICO INTERNAZIONALE

BARTOLOMEO CRISTOFORI

LUCAS DEBARGUE INAUGURA IL FESTIVAL CRISTOFORI AL TEATRO VERDI

Il 17 settembre il Pianista in Residenza 2026 apre la nona edizione con Rachmaninov e Čajkovskij insieme all’Orchestra di Padova e del Veneto. Il 19 settembre, nel cuore della città, un recital fra Rachmaninov, Musorgskij e Gershwin, fino alla scrittura dello stesso Debargue.

Lucas Debargue, Pianista in Residenza del Festival Pianistico Internazionale Bartolomeo Cristofori 2026, sarà a Padova con un doppio appuntamento, il 17 e il 19 settembre, che permette di seguire da vicino uno degli interpreti più originali della scena pianistica internazionale, dal grande repertorio sinfonico alla dimensione più personale del recital.

Il primo appuntamento è giovedì 17 settembre alle 20.30 al Teatro Verdi di Padova, con il concerto inaugurale del Festival. Debargue sarà al pianoforte insieme all’Orchestra di Padova e del Veneto, diretta da Giuseppe Mengoli. In programma il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in do minore op. 18 di Sergej Rachmaninov e la Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

La scelta del programma dialoga profondamente con il tema della nona edizione del Festival, “Rinascita”. Il Secondo Concerto di Rachmaninov è una delle più emblematiche testimonianze musicali di una rinascita artistica: scritto dopo una lunga crisi creativa, segna il ritorno del compositore a una piena fiducia nella propria voce. La musica attraversa tensione, fragilità e slancio, fino alla luminosità dell’ultimo movimento.

Accanto a Rachmaninov, la Quinta di Čajkovskij costruisce un secondo grande arco drammatico, nel quale il tema del destino attraversa i quattro movimenti e si trasforma progressivamente da conflitto interiore a gesto di affermazione. Il concerto inaugurale assume così il carattere di un vero racconto musicale: dalla crisi alla trasformazione, dal buio alla riconquista della luce.

Ma il rapporto fra Debargue e il Festival non si esaurisce nella serata inaugurale.

Sabato 19 settembre alle 20.30, alla Sala dei Giganti di Palazzo Liviano, il pianista tornerà infatti protagonista con il recital “Quadri e memorie”, un programma costruito come un percorso fra memoria, immaginazione e reinvenzione.

Al centro della serata sarà la Sonata n. 2 in si bemolle minore op. 36 di Rachmaninov, nella versione del 1931, pagina di straordinaria densità virtuosistica e drammatica. A seguire, Debargue presenterà le proprie 20 Concert Variations & Finale sul tema di “Summertime”, tratto da Porgy & Bess di George Gershwin: un lavoro che porta nel programma la dimensione del compositore e mette in relazione la tradizione pianistica con il jazz e con l’idea di variazione come forma aperta alla reinvenzione.

A chiudere il recital saranno i Quadri di un’esposizione di Modest Musorgskij, uno dei vertici del repertorio pianistico ottocentesco e, insieme, una delle opere che più radicalmente trasformano l’esperienza visiva e memoriale in esperienza sonora.

Pianista e compositore, Debargue ha costruito un percorso artistico lontano dalle traiettorie convenzionali del pianismo internazionale. Dopo i primi studi musicali, si è dedicato agli studi letterari e ha ripreso a suonare soltanto a vent’anni, sviluppando parallelamente una forte esperienza nell’improvvisazione jazz. La sua affermazione internazionale è arrivata con il Concorso Čajkovskij di Mosca del 2015, dove il suo profilo anticonformista ha attirato immediatamente l’attenzione del pubblico e della critica.

Breve Biografia:

Rivelato dal XV Concorso Internazionale Čajkovskij a Mosca nel 2015, Lucas Debargue è oggi uno dei giovani pianisti più richiesti al mondo e continua a colpire per la singolarità del suo talento musicale. Sconvolto dalla scoperta della musica all’età di 10 anni, il suo incontro con Rena Shereshevskaya segna l’inizio del suo impegno in una carriera concertistica. Lucas Debargue trae ispirazione dalla letteratura, dalla pittura, dal cinema, dal jazz e propone interpretazioni che rivisitano i classici. Fa scoprire aspetti sconosciuti del repertorio, come i brani di Karol Szymanowski, Nikolaï Medtner o Milosz Magin. Il pianista francese si dedica molto anche alla composizione ed è autore di una ventina di brani per pianoforte solo e per ensemble di musica da camera.

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