AMMINISTRATORI E SOCIETÀ CIVILE A UDINE AL “PALI DI JUGN”, DEDICATO AL PATRONO BERTRANDO: VINCE IL COMUNE INCALZATO DAI GIOVANI DEL GRUPPO STORICO DI CODROIPO
La Capitale friulana al centro di una sorta di olimpiade cavalleresca locale e regionale d’iniziativa spontanea, ideata dal prof. Alberto Travain come culturale auspicio di unione di un popolo e di un territorio eternamente divisi.
Si è svolta a Udine, in Via Mercatovecchio, domenica 7 giugno 2026, la manifestazione ludico-culturale “Pali di Jugn”, “quasi un’olimpiade cavalleresca udinese e friulana contemporanea nella tradizione di antichi tornei con archi, aste e balestre, alla ricerca sempre rinnovata di coesioni civiche ed affiatamenti territoriali di cui il patriarca aquileiese Bertrando, popolarmente ‘Beât/San Beltram’, mito intramontabile di Udine e Friuli, già in tempi lontani fu eletto patrono, egli fustigatore ed illustre vittima delle fazioni, eterno fardello della Friulanità”. Queste le premesse e le prospettive di un’iniziativa popolare spontanea capitanata dal sodalizio “Fogolâr Civic di Udin”, con il patrocinio dell’Arengo udinese ed il plauso ARLeF oltreché il concorso del Comune di Udine/Udin nonché del Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl”, dei Gruppi Storici locali dei Borghi Pracchiuso e Sette Stelle e del Giovane Gruppo Storico “Quadrubium” di Codroipo/Codroip, dell’Associazione Amici di Mercatovecchio, del Coordinamento Civico Udinese “Borgo Stazione” e Galleria Italian Secret, con l’apprezzamento del Club per l’Unesco di Udine. Una tenzone, d’iniziativa popolare, tra Amministratori e società civile, nel ricordo di storiche sfide sagittarie ed equestri nella ricorrenza commemorativa di un nume tutelare di civica concordia in una terra, crocevia d’Europa, tanto dilaniata dalle divisioni. Un gioco di percorso en plein air articolato in cinque competizioni: la prima, tra Amministratori udinesi; la seconda, tra Comuni del Friuli; la terza, tra fogolaristi locali; la quarta, tra sodalizi friulani; la quinta, mista, con Comuni, Associazioni e ARLeF.
Ebbene nessun Amministratore di Udine ha osato sfidare la Presidente del Consiglio comunale cittadino avv. Rita Nassimbeni, che si è aggiudicata la prima gara, e nessun Comune del Friuli Storico ha osato competere con la “Capitâl” nella seconda tenzone, che ha visto premiare la consigliera udinese delegata a friulanità dott.ssa Stefania Garlatti-Costa. Cortese il contendere poi tra i soci del Fogolâr Civic di Udin, sodalizio primo organizzatore dell’iniziativa: in lizza, da un lato, l’artista Pietro Maria Crestan con il sagittario del quintiere udinese di Borgo Aquileia, la dott.ssa Claudia Giorgiutti con quello di Borgo Grazzano e la prof.ssa Maria Luisa Ranzato per Borgo Gemona, tutti della fazione aurea o “todescje”; dall’altro, infine vittoriosa, la prof.ssa Renata Capria D’Aronco sotto le insegne del Mercatonuovo ed aderente alla parte “taliane”, azzurra ovvero veneta. Animata la quarta gara, tra le Associazioni udinesi e friulana, che ha visto prevalere il neonato Giovane Gruppo Storico “Quadrubium” di Codroipo/Codroip, presieduto dallo studente Pietro Mangiacapra, che, con il centauro del quintiere storico della Bassa friulana, di fazione azzurra, è riuscito a spuntarla su agguerrito omologo cividalese del Fogolâr Civic di Udin, di parte “todescje” stavolta, agli ordini della citata prof.ssa D’Aronco. Terzo il classifica il sagittario del Gruppo Storico Borgo Pracchiuso, sotto il comando della vicaria prof.ssa Patrizia Patrone, coadivuata dal giovanissimo Elia Jank, recante le insegne del quintiere medievale dell’Alto Friuli, fazione aurea. Al quarto posto, il Gruppo Storico Borgo Sette Stelle, concorrente il dott. Cristian Agnoletti, sotto insegna del Friuli Centrale, di parte “todescje”. Ultimo, il Circolo Universitario Friulano “Academie dal Friûl” del prof. Alberto Travain, per il quintiere “Ultra Tulmentum” o “Di là da l’Aghe”, Friuli Occidentale, di fazione “taliane”. Accesa la finalissima, che ha visto trionfare un Comune di Udine di parte aurea, mitteleuropea, con il sagittario del quintiere storico di Borgo Gemona agli ordini della Presidente del Consiglio cittadino avv. Nassimbeni. Un Comune di Udine incalzato comunque dal competitore, questa volta cividalese, del Giovane Gruppo Storico “Quadrubium”, sotto il presidente Mangiacapra, assegnato a fazione “todescje”. Al terzo posto il giostrante del Fogolâr Civic di Udin, con la prof.ssa Capria D’Aronco e levante le insegne del quintiere civico di Borgo Aquileia, di parte “taliane”. Ultima, sfortunata, l’Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, guidata dal presidente Eros Cisilino, cooperante giovanissimo figlio, con arma e cavallo del Friuli Occidentale, fazione azzurra, territorio nei cui confronti all’udinese “Pali di Jugn”, in omaggio al Beato Bertrando, la fortuna davvero si è mostrata matrigna. Qualcuno ha malignato sulle responsabilità delle grandi casate della Destra Tagliamento nella congiura contro il Patriarca, assassinato nel 1350, presso San Giorgio della Richinvelda…
Negli ideali panni di capifazione delle eterne discordie della Friulanità, ad impersonare, in abiti medievali, i cosiddetti “Umigns des Oris” dell’antica Torre dell’Orologio di Udine, popolarmente noti anche come “Talian” e “Todesc”, due “Mori” non a caso del Gruppo Sette Stelle: Alessio e Manuel Ianesi, il cui gentilizio ricorda storiche terribili contese udinesi e friulane dei secoli passati tra cui la famosa “Crudel Zobia Grassa”!
Manifestazione aperta dai discorsi del promotore prof. Travain, anche “camerarius” dell’Arengo udinese oltreché leader del Fogolâr Civic; del presidente Cisilino dell’ARLeF; della moderatrice consiliare avv. Nassimbeni e della delegata culturale dott.ssa Garlatti-Costa; del presidente Mangiacapra del gruppo “Quadrubium” e degli omologhi Raimondo Donato del sodalizio di Pracchiuso e maestra Laura Cattarinussi di Borgo Sette Stelle. Intervento conclusivo della prof.ssa D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine. In tale occasione, la Presidente del Consiglio comunale ha pubblicamente formulato l’invito al prof. Travain, nella sua specifica qualità di Cameraro dell’Arengo cittadino giunto al decennale di ricostituzione, a voler tenere l’orazione ufficiale di rimembranza del Patrono Civile udinese Bertrando nella seduta consiliare del prossimo 29 giugno, statutariamente deputata a questo, con ciò riconoscendo non soltanto i meriti di un istituto democratico ripreso dall’epoca e dalla leggenda del grande Patriarca ma tutto il percorso di cultura civica popolare che vi soggiace, con l’eccezionale approdo della proclamazione patronale laica della figura di quel principe-vescovo nel 2001. Un riconoscimento – ha detto la Presidente – suggerito dalla bene informata consigliera Garlatti-Costa. Alla cortesia della Moderatrice municipale e ai propri doveri verso l’Assemblea presieduta e rappresentata, il Professore ha risposto che non mancherà di dare giusto riscontro.
Al termine, il Gruppo Storico Borgo Pracchiuso, sotto la guida di Tiziana Patrone, ha offerto un saggio di danza storica, ricordando, su suggerimento del prof. Travain, il ballo popolare che siglò per secoli la ricorrenza bertrandiana associata a quella dell’avvento a Udine della Serenissima. Su questo storico accostamento si è infatti costruita tutta la manifestazione. E si sono viste bandiere patriarchime accostate a vessilli marciani, con buona pace di chi legge la Storia con paraocchi preconfezionati. Come andarono, dunque, le cose? Il 6 giugno 1350, una congiura feudale eliminò il patriarca-principe aquileiese Bertrando di Saint Geniès, accusato di favorire Udine e il suo preminente casato Savorgnan. Il 6 giugno 1420, Udine, in rivolta contro i Savorgnan, fu infine costretta ad aderire a Venezia, loro nuova patrona. La ricorrenza del Beato Bertrando fu, così, collegata alle celebrazioni dell’avvento veneziano, visto come evento pacificatore delle parti in lotta, addirittura voluto dal Patriarca defunto, nume tutelare di città e Friuli. Una lettura di parte ma istituzionale che fu all’origine di una tradizione di festeggiamenti e competizioni dentro cui facilmente forse continuarono a serpeggiare le antiche discordie.
Mille i momenti e gli aspetti significativi dell’evento: dai “papîrs” di richiamo fatti esporre nei più bei negozi della centralissima contrada udinese – storicamente piazza – dal presidente Gianni Croatto dell’Associazione Amici di Mercatovecchio al dono dei dadi di gara in legno, realizzati dal socio Sergio Copetti del Gruppo Storico Borgo Pracchiuso e al mazzo di “garofui” bertrandiani, marciani e zamberlani con cui lo stesso Gruppo ha voluto omaggiare la prof.ssa Capria D’Aronco, Cameraro Emerito dell’Arengo civico e decana dei fogolaristi udinesi oltreché Presidente del locale Club Unesco, sino al brindisi dell’amicizia nel cuore di Mercatovecchio.
Un ringraziamento particolare ha voluto esprimere il prof. Travain nei confronti del Giudice di gara dott. Carlo Alberto Lenoci nonché dei soci Marisa Celotti, Mario Cozzi e Paola Taglialegne del Fogolâr Civic di Udin insieme a chi altro ha garantito la documentazione mediatica dell’evento. Un grazie all’arch. Michael Pasut di Galleria Italian Secret per la generosa diponibilità di spazi e strumenti messi a disposizione. Espressioni peculiari di stima da parte del leader fogolarista sono andate alla prof.ssa D’Aronco, supportata da comune affetto, per la tenacia dimostrata in gara nel condurre le insegne del Fogolâr stesso, e alla prof.ssa Ranzato, per l’irriducibile e preziosissima sua dedizione alla realizzazione del Palio in ogni suo aspetto.
Nota di colore: tra tutti i Comuni specificamente invitati a concorrere al citato Palio (tra questi certo le Comunità storiche “parlamentari” friulane di Aquileia, Aviano, Caneva, Cividale, Fagagna, Gemona, Marano, Meduna, Monfalcone, Mossa, Portogruaro, Sacile, S. Daniele, S. Vito, Tolmezzo, Udine e Venzone) solamente la liventina Caneva avrebbe – a detta del prof. Travain – usato l’ordinaria cortesia di rispondere. Caneva esemplare, premio Galateo nella Patria del Friuli!
