• Mar. Giu 9th, 2026

Voce del NordEst

online 24/7

Nucleare in Italia: la Camera approva il DDL delega con 155 voti

DiRedazione

Giu 9, 2026

La Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge delega sul nucleare con 155 voti favorevoli. Il provvedimento delega il governo a emanare decreti attuativi entro fine 2026 e apre la strada ai primi reattori modulari operativi tra il 2034 e il 2035. Il dibattito riaccende il confronto sull’indipendenza energetica nazionale e sull’impatto futuro delle bollette. Il testo passa ora al Senato.

Il contenuto della legge delega

Il ddl Pichetto ridisegna la normativa nucleare italiana dopo decenni di assenza legislativa. Il testo delega il governo a emanare decreti su costruzione ed esercizio degli impianti, produzione di idrogeno tramite energia nucleare, gestione del combustibile esaurito e istituzione degli organi di controllo. Il paese si prepara a tornare protagonista nel mercato energetico del nucleare civile. A differenza delle grandi centrali attive fino al 1987, l’esecutivo punta sui piccoli reattori modulari (SMR), tecnologia più compatta e flessibile che si affianca alle fonti rinnovabili già presenti nel mix elettrico nazionale. I decreti attuativi sono attesi entro fine 2026, dopo il passaggio al Senato. Il ministro Pichetto Fratin ha chiarito che la legge “riguarda solo il nucleare civile”, escludendo applicazioni militari. L’obiettivo dichiarato è ridurre la dipendenza dalle importazioni e rafforzare la sicurezza energetica nel mercato libero europeo. I primi reattori potrebbero essere operativi tra il 2034 e il 2035.

Il voto e le posizioni politiche

L’Aula di Montecitorio ha approvato il ddl con 155 voti favorevoli. A sostegno si sono schierati i partiti di maggioranza e Azione: Carlo Calenda ha definito il nucleare “l’unica energia che consente di essere indipendenti, di pagare poco e di emettere nulla”. Italia Viva si è astenuta.
Il centrosinistra ha votato contro. Chiara Braga del Pd ha denunciato “tecnologie inesistenti sul mercato e soluzioni a 15-20 anni”. Giuseppe Conte si è dichiarato scettico sulla fissione prevista dal testo. Il vice premier Salvini ha sottolineato l’obiettivo di ridurre le bollette per famiglie e imprese. Angelo Bonelli di Avs ha criticato costi e tempi di realizzazione degli impianti. Wwf Italia e il think tank Ecco hanno definito il provvedimento “una perdita di tempo e di soldi“, segnalando i rischi per la transizione verso il passaggio al mercato libero dell’energia.

Le prospettive industriali ed energetiche

Stefano Monti, presidente dell’Associazione italiana nucleare, ha accolto il provvedimento come “un primo passo positivo”. Più cauta la valutazione di A2A: la presidente Roberta Tasca ha dichiarato che in Italia “non avremo possibilità di avere energia da nucleare almeno per 10 anni“. Per i consumatori che cercano offerte luce convenienti, l’impatto sarà visibile solo nel lungo periodo. Il nucleare sostenibile, secondo il governo, dovrebbe contribuire a ridurre il costo dell’energia nel tempo, con benefici diretti sulle tariffe luce e gas. Eni Plenitude e altri grandi operatori del settore osservano con interesse, ma restano prudenti sulle tempistiche di realizzazione degli impianti. Il percorso legislativo resta lungo. Dopo il sì della Camera, il testo deve superare il Senato e produrre decreti attuativi. Il gas naturale resta il combustibile dominante nel mix italiano per i prossimi decenni, mentre la tabella di marcia del governo punta alla prima operatività degli impianti nucleari tra il 2034 e il 2035.

Fonte: papernest.it

Di Redazione

Direttore : SERAFINI Stefano Per ogni necessità potete scrivere a : redazione@vocedelnordest.it