A causa del maltempo abbattutosi sull’area del Festival di Majano nel pomeriggio di domenica 26 luglio, il concerto dei Pink Sonic non ha potuto avere luogo nonostante gli sforzi della produzione per consentire lo svolgimento dell’evento, posticipando il Live a ieri sera 12 agosto.

I Pink Sonic sono ormai una garanzia a Majano, basta pensare che a memoria, uno dei miei primi concerti mi pare risalga al festival del 2013.
Infatti il progetto “Pink Sonic” nasce nel 2011 con le idee ben chiare di far rivivere al pubblico le emozioni live dei Pink Floyd. Una scommessa che la Band ha vinto nel tempo, anno dopo anno.
I tanti concerti in Italia e in Europa hanno aumentato la stima del pubblico e un mai immutato interesse.
Medesime sonorità dei Floyd, uno show unico, una direzione artistica affidata a musicisti di altissima qualità, una scenografia assolutamente fedele all’originale.

Tutto questo senza scimmiottare nessuno, con grande personalità e tecnica.
Alla guida del progetto c’è sempre lui, Francesco Pavananda, cantante e chitarrista empatico ed anima della formazione. Il suo obiettivo è stato sin dagli inizi quello di esprimere l’anima live di Gilmour & Co con un sound vero e travolgente, tanto da distinguere i “Pink Sonic” dalle altre tribute band.
Questo grazie alla qualità dei musicisti, da un impatto visivo fatto di laser, luci e l’immancabile cerchio del diametro di 5 metri sul quale vengono proiettate le immagini care ai fan dalle 32 teste mobili che lo contornano.
Quindi, come detto dallo stesso Pavananda, portare
lo show ad un livello dove l’aspetto emotivo sia al centro della scena, oltre alla perfezione tecnica e la ricerca dei suoni, altra cosa a cui la band tiene particolarmente.
Riecheggiano così durante la calda serata majanese le canzoni senza tempo dei grandi capolavori dei Floyd, dai grandi album.
Si parte con “In the Flash”…dal mitico The Wall (1979) per andare su un altalena, un andare avanti e indietro nel tempo.
I migliori brani da A Momentary Lapse of Reason del1987 e The Division Bell del1994, per poi ritornare a Wish You Were Here (1975), da The Dark Side Of The Moon (1973) e chiudere ancora con The Wall.
La bravura di questa band è veramente quella di stravolgere ad ogni concerto la scaletta. Ma soprattutto di lasciare la fedeltà dei suoni dei Floyd, ma anche il piacere di riarrangiare la parte finale di alcuni brani arricchendoli ad arte. Trasformando lo show a tratti in una piacevole jam.
Band in piena forma, oltre 2 ore del mezza di Live, tecnici luci ed audio top!!! Lo show dentro lo show. Passione e rispetto per una band che a Majano ha trovato casa. Presenti, richiamati dal Festival quasi ogni anno, per almeno una decina di concertino ad oggi, e dove hanno una solida fun zone.
Bravi!!!!

La redazione di “Voce del Nordest” ringrazia come sempre gli organizzatori per l’ospitalità e la collaborazione.
Alla prossima recensione!!!
“MUSIKANDO”
Da ascoltare…da vedere.
“RocK…Never Die!!! “
Sebastiano “Seba” Accolla
