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ROMA DAL 3 DICEMBRE IN PIAZZA SAN PIETRO IL PRESEPE DI SUTRIO: SOSTENIBILE E CON UN MESSAGGIO DI PACE

DiRedazione

Nov 29, 2022

Il Presepe di Sutrio, scolpito a mano da undici artisti del Friuli Venezia Giulia, esprimerà la varietà dell’ispirazione e il sentire di ogni scultore. Avrà cura per la tradizione e attenzione al nostro tempo, ai sentimenti di umanità, solidarietà sociale, fratellanza.

La scelta di usare le radici degli alberi spezzati dalla tempesta Vaia per realizzare la culla dove sarà deposta la raffigurazione di Gesù bambino stabilisce un importante collegamento spirituale tra la natività e la nostra regione – ha dichiarato il Governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga durante la presentazione di oggi – E racchiude un messaggio di rinascita che, oltre a impreziosire la qualità dell’opera, trasmette i valori fondanti del Friuli Venezia Giulia”.

Da Sutrio, il fiabesco paese – presepe nelle Alpi Carniche, un Presepe che parla d’amore ai popoli della Terra. 

ROMA – Arriva da Sutrio in Carnia, Friuli Venezia Giulia, profumerà di legno di cedro e dal 3 dicembre arrederà il cuore di Piazza San Pietro, a Roma, con le sue 18 statue disposte su una superficie di 116 metri quadrati, illuminate da 50 punti luce: è il Presepe del Natale 2022 in Vaticano, realizzato da un team di artisti ed artigiani del legno che da decenni sono attivi sul territorio, a Sutrio e in tutta la regione. Il Comune di Sutrio vanta una radicata tradizione dell’artigianato del legno: borgo suggestivo di poco più di 1200 abitanti, adagiato alle pendici del Monte Zoncolan e incorniciato dalle Alpi Carniche, è esso stesso un “paese – Presepe”. Da oltre cinquant’anni, infatti, le sue case, le sue strade, i suoi abitanti sono ricostruiti nel ‘Presepe di Teno’, un vero museo etnografico in miniatura. E una natività a grandezza naturale, scolpita in grossi tronchi di legno di cedro, campeggia da qualche anno proprio all’ingresso del paese: la richiamano, nel centro storico, diverse altre sculture, sparse come altrettanti personaggi di un unico, grande Presepe. Forte di questa vivissima tradizione, l’Amministrazione comunale di Sutrio aveva manifestato la propria disponibilità ad offrire il Presepe per il tradizionale allestimento natalizio in Piazza San Pietro: una proposta accolta nel 2020 dal Governatorato del Vaticano. Da allora, nell’ultimo biennio, undici scultori del legno che operano in Friuli Venezia Giulia si sono dedicati all’intaglio del Presepe: ­sono gli artisti Stefano Comelli, direttore artistico del progetto, Padre Gianni Bordin, Andrea Caisutti, Corrado Clerici, Paolo Figar, Arianna Gasperina, Isaia Moro, Martha Muser, Hermann Plozzer, Renato Puntel e l’artista ucraino Oleksander Shteyninher, in Italia dal 1999. Il Presepe che i fedeli vedranno rifletterà la libera ispirazione e il sentire di ogni artista coinvolto, così come ogni donna e ogni uomo guardano, a loro modo, al mistero della Natività. Un’ispirazione che troverà composizione unitaria nello scenografico e policromo intarsio dedicato alla Pace, apposto sotto la Natività: il messaggio – la scritta PAX – è stato realizzato dai marmisti Giuliano Borchi e Massimo Borchi con tutte le pietre del Friuli Venezia Giulia, dal Carso alla Carnia, da Cividale alle Dolomiti friulane, all’area del pordenonese.  “La scelta di usare le radici degli alberi spezzati dalla tempesta Vaia per realizzare la culla dove sarà deposta la raffigurazione di Gesù bambino stabilisce un importante collegamento spirituale tra la natività e la nostra regione –  ha affermato il Governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga durante la presentazione di oggi a Trieste – E racchiude un messaggio di rinascita che, oltre a impreziosire la qualità dell’opera, trasmette i valori fondanti del Friuli Venezia Giulia”.  Hanno sostenuto il progetto del Presepe di Sutrio la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e PromoTurismoFVG, d’intesa con l’Arcidiocesi di Udine.  Il Presepe resterà visitabile per tutti i fedeli in Piazza San Pietro a Roma, fino all’Epifania 2023. Successivamente sarà allestito in via permanente a Sutrio.  

L’inaugurazione è in programma sabato 3 dicembre, alle 17, con streaming live sulla TV Vaticana e altre reti e canali internazionali. Nell’occasione due brani del Coro Polifonico di Ruda (UD) accompagneranno la cerimonia dell’accensione delle luci e, poco prima dell’intervento delle autorità, il fisarmonicista Andrea Nassivera eseguirà un brano in diretta. Per tutto il periodo di esposizione del Presepe sarà diffusa una colonna sonora con brani natalizi e tradizionali, alcuni dei quali realizzati dal Coro di Ruda e da altri artisti del Friuli Venezia Giulia. Sempre in occasione della cerimonia inaugurale, alcuni doni saranno consegnati a Papa Francesco dalla delegazione di Sutrio, Friuli Venezia Giulia:  un paio di scarpez, calzatura tipica tradizionale della Carnia e del Friuli fatte a mano; una coperta di lana bianca lavorata a ferri e ricamata con la scritta ” Mandi“, il saluto tradizionale friulano che deriva dal latino “Mane Deus” ovvero rimani nelle mani di Dio; un Cristo in legno intagliato dall’artista Moro Isaia, fra gli artisti che hanno realizzato il Presepe di Sutrio; una tovaglia da altare ricamata a mano dalle donne dell’associazione “Sutrio ricama”; una sciarpa di lana bianca, realizzata dai ragazzi della Cooperativa Davide; una raccolta fotografica “i ragazzi del 99”, della fotografa Ulderica Da Pozzo, riflessione sulla montagna, sulla resistenza delle tradizioni e sul ruolo che i giovani avranno negli anni a venire.

IL PRESEPE DI SUTRIO, NATALE 2022 IN PIAZZA SAN PIETRO

Il Presepe di Sutrio è stato concepito con grande attenzione ai valori della sostenibilità: nessun albero è stato abbattuto per fornire la materia prima: se la struttura complessiva è stata realizzata con 24 metri cubi di legno di larice, certificato Friuli Venezia Giulia, proviene dalle risorse dei vivaisti attivi nei giardini pubblici o privati del comprensorio il legno utilizzato per le 18 statue: l’essenza di cedro veniva piantumata più di cent’anni fa.  Un dettaglio significativo testimonia la sensibilità del progetto per la natura e la montagna: la culla del Bambino è stata realizzata dal direttore artistico del progetto Stefano Comelli, con l’artista Martha Muser, e ricavata dalla radice di un albero sradicato durante la terribile tempesta Vaia: eco del passo di Isaia 11,1-10 “un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici”. La culla è infatti realizzata con materia prima di recupero: la struttura portante è formata da vecchie travi di stalla, mentre il vortice che abbraccerà il bambino è composto da rami e radici abbandonati all’indomani di Vaia, reperiti nei comuni di Sutrio e Paluzza

L’ispirazione degli scultori riflette poi la cura per i valori etici e spirituali: i sentimenti di umanità, fratellanza, solidarietà sociale e inclusione sono stati il riferimento primario per la realizzazione della Sacra Famiglia, e degli altri personaggi del Presepe che vedremo in Piazza San Pietro. Un ‘paesaggio umano’ chiamato non solo a incorniciare la donna, l’uomo e il Bambino uniti in un abbraccio nella grotta, ma anche a ricordarci il tempo e il mondo in cui viviamo. Come nel caso del Gruppo di figure composto dall’uomo che aiuta un altro uomo a risollevarsi, per rimettersi in cammino verso la grotta, incarnando le speranze di futuro di ogni essere umano, ad ogni latitudini del pianeta.  La cifra progettuale del design è inestricabilmente legata alla tradizione della cultura del legno, nel costante confronto con la storia: la Grotta, con la sua stella cometa incorporata, è metafora di quella volta celeste, luogo universale, chiamato a perpetuare il mistero della nascita del Messia, e ad annunciare la salvezza dell’umanità.

Come anticipato, saranno 18 le statue del Presepe di Sutrio, tutte di dimensione realistica: ogni personaggio brillerà grazie al progetto di light design curato e donato da Skirà.  Con premurosa attenzione alla tradizione sarà rappresentata la Sacra Famiglia: Gesù Bambino, in un atteggiamento di amorevole serenità, avrà le fattezze classiche del neonato avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia. La Madonna sarà raffigurata in ginocchio, alla sinistra del Bambino Gesù, con il capo ricoperto dal manto e le braccia allargate ad indicare il Salvatore. E San Giuseppe, in piedi alla destra del Bambino, avrà una mano portata al petto e con la mano sinistra reggerà la piccola lanterna, simbolo di luce e speranza, che illumina Gesù. Il bue e l’asinello, con fattezze realistiche, saranno coricati a fianco di Maria e Giuseppe. Sopra la Natività, sulla cupola della grotta ad un’altezza di 7 metri circa, l’Angelo sarà presidio di luce per tutti.             Non possono mancare i personaggi che richiamano la tradizione del territorio: il falegname, innanzitutto, riferimento immediato ai tanti artigiani che, nelle Alpi Carniche, hanno fatto del lavoro del legno la loro vocazione. E poi la tessitrice, che richiama il lavoro femminile di molte donne della Carnia, tuttora vivo in molte piccole realtà imprenditoriali. Rappresentativa per antonomasia della montagna carnica è la figura del Cramar, l’antico ambulante che partendo a piedi dal suo piccolo paese, e portando sulle spalle una cassettiera di legno, andava di villaggio in villaggio a vendere i prodotti artigianali della sua comunità. Il Cramar del Presepe 2022 sarà disposto in cammino verso la Natività. E ci saranno anche la pastora, figura tipica del presepe e richiamo forte alla montagna e alla natura che offre cibo per gli animali, consentendo di allevarli con cura. La pastora è rappresentata in ginocchio, affiancata dalla gerla e da una pecorella, con sguardo adorante verso la Natività. La famiglia è un gruppo scultoreo composto da tre figure, in piedi – una donna, un uomo, un bambino – unite in un abbraccio, in posizione antistante alla grotta.  E come da tradizione saranno in cammino verso la Natività anche i tre Re Magi: procederanno lungo la rampa che sale verso la grotta, generosi delle loro terrene ricchezze, per omaggiare il più piccolo uomo, l’ultimo, il Salvatore. Complessivamente, il Presepe peserà 16,8 tonnellate. L’estensione della superficie della Grotta, sotto la cupola alta 5,65 metri, sarà di 41 metri quadrati. La superficie del palco sottostante sarà di ulteriori 75 metri quadrati. Le figure sono state scolpite attraverso la tecnica classica del levare, usando attrezzature meccaniche per la sgrossatura (motoseghe), scalpelli, sgorbie e raspe per le finiture manuali. La cifra stilistica e plastica delle sculture è risultata una sintesi delle esperienze figurative del gruppo di scultori che hanno preso parte al progetto. La Grotta è stata realizzata con tecniche moderne in legno lamellare autoportante.

MODALITA’ DI ACCREDITO SABATO 3 DICEMBRE

Levento inaugurale è in programma sabato 3 dicembre, alle 17 in Piazza San Pietro, con streaming live sulle frequenze della TV Vaticana, e potranno accedere le testate giornalistiche accreditate. MODALITÀ DI ACCREDITAMENTO: i giornalisti e gli operatori media che intendono partecipare alla cerimonia del 3 dicembre 2022 in piazza San Pietro devono inviare richiesta, entro 48 ore dall’evento, attraverso il Sistema di Accreditamento online della Sala Stampa della Santa Sede, all’indirizzo: press.vatican.va/accreditamenti.

LA TRADIZIONE DEI PRESEPI A SUTRIO E IN FRIULI VENEZIA GIULIA

Una tradizione antica, ma allo stesso tempo ancora molto sentita e partecipata quella dei presepi in Friuli Venezia Giulia, dove ogni anno Unpli FVG – Comitato Regionale Pro Loco Unpli – Unione nazionale delle pro loco d’Italia, organizza l’iniziativa “Giro presepi in Friuli Venezia Giulia”. A partire proprio da Sutrio, dove da molti anni da Natale all’Epifania il paese si accende di calore, arte, suoni e luci con l’esposizione di numerosi presepi collocati lungo le vie del borgo e nei cortili storici, dando vita a un percorso dall’atmosfera magica. A Poffabro, nella suggestiva scenografia di un borgo incantato, si riscopre la Natività grazie ai numerosissimi presepi artigianali che adornano ballatoi, cortili e finestre di tutto il borgo: ogni anno la fantasia e l’impegno degli abitanti producono opere uniche, realizzate con elementi legati alla tradizione religiosa, ma anche a culture diverse. Alla Riserva Naturale Regionale del Lago di Cornino ritorna il Natale subacqueo, un evento unico in regione per la sua suggestione e particolarità, visitato negli anni da migliaia di appassionati. La sera del 24 dicembre, dopo la Santa Messa celebrata sulle sponde del lago e dopo la benedizione della statuina di Gesù Bambino, i sub dell’Associazione friulana subacquei si immergono nelle sue acque gelide e cristalline, per portare alla luce dai fondali la statua del Bambin Gesù e deporla al centro del lago, accanto alle altre statue che, sospinte dai sub, silenziosamente avanzeranno avvolte dalle luci riflesse. Imperdibile anche l’appuntamento invernale in riva al mare: a Lignano Sabbiadoro c’è il Presepe di Sabbia, organizzato dall’Associazione Dome Aghe Savalon d’Aur in collaborazione con il Comune di Lignano Sabbiadoro e le associazioni locali, esposto nella tensostruttura dell’ufficio spiaggia n. 6, mentre a Spilimbergo saranno protagonisti i mosaici per la rappresentazione che accompagnerà le feste natalizie del 2022: presepe unico al mondo che arricchisce piazza Duomo a Spilimbergo, ha coinvolto 32 mosaicisti, 35 aziende collaboratrici e sponsor, 40 enti sostenitori e patrocinanti, ed è composto dalla Sacra Famiglia e da altre 27 figure a grandezza naturale realizzate in mosaico fronte retro. Anche a Sappada la magia dei presepi realizzati dagli abitanti regalerà l’emozione di passeggiare in uno dei borghi più belli d’Italia, tra neve e luci soffuse, mentre a Ravascletto è dedicato ai legami fra Valcalda e Val d’Arzino il presepe realizzato per la Pro Loco Salârs e Zovello dall’artista Barbara Della Pietra. Le statue sono in ceramica, la Natività è ambientata in un paesaggio che richiama le caratteristiche architettoniche di Zovello. Le informazioni sul sito Giro Presepi in Friuli Venezia Giulia – Presepi FVG

IL PRESEPE DI SUTRIO: https://www.comune.sutrio.ud.it/ http://www.promoturismo.fvg.it/

SUTRIO, UDINE. FRIULI VENEZIA GIULIA

Sorge nella Valle del Bût, una delle vallate della Carnia, descritta nelle poesie del Carducci, a pochi km dal confine con l’Austria. “O noci della Carnia, addio!” scriveva il poeta salutando questa verdeggiante terra di color smeraldo, ricca di fiori profumati alpini e acque argentee. Sutrio è uno dei poli sciistici più attrezzati del Friuli Venezia Giulia grazie alle piste del Monte Zoncolan. Il centro abitato si presenta un tipico borgo di montagna, formato da vie lastricate e antiche case caratterizzate da loggiati e balconate in pietra e legno. Sutrio è conosciuto come “Paese dei marangons”, grazie alla maestria dei suoi falegnami nella lavorazione del legno. Oltre al capoluogo il borgo conta le frazioni di Noiaris, Priola e dall’aprile del 2009 la località Zoncolan, ambita meta sciistica e sfida per i ciclisti. Il centro storico di Sutrio si caratterizza per la presenza di sculture lignee e numerose botteghe artigiane che organizzano dei laboratori per la valorizzazione e l’insegnamento della lavorazione del legno e dei tessuti protagonisti indiscussi assieme alla gastronomia locale delle numerose feste e manifestazioni che si svolgono ogni anno.

Il Presepe di Teno è uno straordinario esempio di artigianato locale, frutto del paziente lavoro trentennale di Gaudenzio Straulino, detto Teno, che per quasi 30 anni ha ampliato e perfezionato la propria opera arricchendola di particolari tutti rigorosamente in legno. Costruito con precisione e accuratezza, il Presepe di Teno ricostruisce la vita del borgo di Sutrio, tanto da poter essere considerato un museo etnografico in miniatura che lascia tutti coloro che lo visitano incantati.

Imprerdibili, nel viaggio a Sutrio: le botteghe di artigianato tessile e ligneo, dove si possono trovare pezzi unici di intaglio e di ricamo realizzati a mano; la Chiesa di Ognissanti, costruita su una chiesa precedente a partire dal 1807, su progetto dell’architetto Francesco Schiavi da Tolmezzo. Sorge sul colle anch’esso denominato di Ognissanti. La chiesa venne decorata nel 1925 da Giovanni Moro. La chiesa di Ognissanti conserva alcuni altari in legno pregevolmente intagliati, tra cui quello maggiore, opera dello scultore Eugenio Manzani di Pieve di Cadore, risalente al 1771. La Chiesa di san Nicolò: situata nella campagna verde smeraldo di Sutrio, costruita anteriormente al 1327 sui resti di un precedente edificio sacro, posta a benedizione della campagna circostante ed in prossimità della strada che portava in direzione di Cercivento e della Valcalda. Il Monte Zoncolan, noto polo sciistico, è ben conosciuto anche dagli appassionati della bicicletta, soprattutto per il Giro d’Italia. La salita dal versante di Ovaro è considerata la salita più dura del mondo perché, sebbene non lunghissima, ha una pendenza media del 12% e una massima del 22%. Pendenze così costanti ed alte non si trovano in nessun’altra salita d’Europa. Il tracciato dal versante di Sutrio è il fratello gemello di quello del versante di Ovaro. Caratteristica del versante est da Sutrio è la discontinuità delle pendenze, si alternano tratti duri e tratti dolci. Negli ultimi 3500 metri la pendenza media è del 13% con punte più alte del 20% nell’ultima rampa di 700 metri.

Eventi e manifestazioni: “Fums, Profums e Salums”: tradizione norcina tra passato e presente, prima domenica di marzo.“I Cjarsons”: la tradizione della Carnia, prima domenica di giugno.“Fasìn la Mede”: festa del fieno, l’ultima domenica di luglio, evento durante il quale si rievocano i lavori della fienagione sul Monte Zoncolan, a 1300 metri di altezza. “Magia del Legno”: prima domenica di settembre, celebra una delle attività più importanti del borgo, quella della lavorazione del legno. Nella seconda domenica di ottobre “Farine di Flôr”: mulini, farine e delizie della Carnia. Durante il periodo natalizio (dalla domenica prima di Natale all’Epifania) viene organizzata la rassegna “Borghi e presepi”, rassegna di presepi artigianali allestititi nei cortili, nelle cantine e nei loggiati.

GLI ARTISTI DEL PRESEPE DI SUTRIO, NATALE 2022

Stefano Comelli, direttore artistico del progetto, triestino classe 1968, vive e lavora a Versa di Romans d’Isonzo, Gorizia.  Si perfeziona in scultura su pietra nell’Accademia estiva di Salisburgo e dal 1990 partecipa a più di 25 simposi di scultura in Italia, Austria, Slovenia e Svizzera, proseguendo contestualmente una ricerca in campo sperimentale attraverso le installazioni sui fiumi, nei parchi e nei luoghi urbani abbandonati. Nel 2008 i Musei Provinciali di Gorizia acquisiscono nella loro collezione una sua scultura di pietra dal titolo “natura morta”. Nel 2009 entra nella collezione “Concordia Sette “di Pordenone, Centro Culturale Casa Zanussi. Nel 2014 vince il premio premio “Unesco Cities Art Prize “ e il primo premio della giuria al 2^ Simposium-Memorial Toni Gross a Pozza di Fassa (Trento).  Dal 2016 è docente alla scuola Edil Master di Trieste, sezione artistica, dove tiene il corso di lavorazioni manuali della pietra. Legno, marmo, metallo, ma anche materiali che esulano dall’ufficialità della disciplina sono il suo ambito privilegiato di sperimentazione e riflessione sul senso della scultura contemporanea.

Padre Gianni Bordin, frate Cappuccino dal 1985, è sacerdote  dal 1991. Parallelamente agli studi in seminario  ha praticato diversi stages in Valle Aurina (BZ) per imparare la tecnica deII’intagIio,  per due anni ha frequentato la Scuola Beato Angelico di Milano con specializzazione in scultura. Le sue opere abbelliscono chiese e conventi in Italia e aII’estero. Ha pubblicato lavori di grafica su riviste e lavora materiali in ambito scultureo, ma il suo elemento preferito rimane il legno. Armonizza i compiti di frate e sacerdote con la passione per I’arte e la scultura, dal 1999 partecipa a Simposi di scultura su legno.

Andrea Caisutti, di giorno progettista meccanico e scultore la sera e nel tempo Iibero. Nato a Udine nel 1967, casa     e atelier nella vicina Percoto, opera costantemente fra tecnologia e arte, due sponde che nel gesto scultoreo convivono in  un intenso dialogo. Ha iniziato a scolpire piccole statue per il presepio a 10 anni. Un talento artistico innato e coltivato da autodidatta: l’unica formazione acquisita in questo particolare settore sono stati i corsi liberi frequentati alla scuola d’arte di Ortisei e gli insegnamenti di       un maestro scultore nel suo laboratorio di Udine. Poi l’avvio di una carriera “parallela” a quella professionale vera e propria, con la partecipazione a mostre, simposi di scultura e rassegne d’arte.

Corrado Clerici è nato nel 1951 a Forni di Sopra (Udine), vive e lavora immerso nelle Dolomiti Friulane, per lui fonte di ispirazione e di passione sportiva. Utilizzando i vecchi ferri da intaglio, unitamente alla sapiente selezione delle essenze autoctone più adatte, nella sua carriera ha realizzato moltissime opere di arredo, intaglio e scultura, ottenendo riconoscimenti in ambito internazionale. Ma Corrado Clerici non scolpisce solo ii legno: vivendo da sempre nelle Dolomiti, e praticando tutti gli sport di montagna, ha familiarizzato con gli elementi naturali,  specializzandosi anche nelle grandi sculture in neve e ghiaccio per le quali ha vinto molti concorsi nel mondo, da Cortina D’Ampezzo al Canada.

Paolo Figar, scultore e pittore goriziano classe 1968, si è laureato in pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1992. E’ docente di Arte presso le scuole secondarie. Espone regolarmente in eventi collettivi, simposi di scultura, mostre personali, sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche. Nel 2004 ha eseguito una scultura in marmo dedicata alla figura della Speranza per la cripta dell’Abbazia di Santa Maria in Silvis a Sesto al Reghena. Nella sua produzione non mancano soggetti sacri che, come le altre sue opere, rielaborano le forme tardo romaniche con gusto contemporaneo.

Arianna Gasperina è nata a Pordenone nel 1978, dal 1999 ha intrapreso una strada del tutto particolare, quella della frequentazione di Simposi anche di carattere internazionale sia su legno che su pietra. Sono momenti di lavoro che Arianna ama chiamare “Laboratori a cielo aperto”. Moltesue opere risiedono in luoghi pubblici anche di carattere sacro, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti in ambito internazionale. Il suo stile è riconoscibile, un figurativo fresco ed impetuoso. Lavora prevalentemente il legno, ma ama anche scolpire la pietra, il marmo, modellare la terracotta e realizzare finire fusioni su bronzo. Nel 2019 è stata scelta, unico rappresentante dall’Italia, per un evento internazionale di scultura in Giappone. Nel 2022 rappresenterà l’Italia in un evento in Germania, vicino a Brema.

Isaia Moro, nativo di Sutrio, classe 1973, negli anni di infanzia ha frequentato la bottega di Straulino Gaudenzio “Teno”, allora impegnato nel grande   progetto del Presepe. Ha coltivato la sua crescente passione per la scultura seguendo l’esempio dal fratello maggiore Michele. E’ diventato uno dei protagonisti della manifestazione di Sutrio  “Magia del legno”, promuovendo nell’occasione corsi di  intaglio. Ha applicato la sua manualità nel settore edile, conferendo il suo estro artistico al restauro di vecchi tavoli e alla costruzione di stufe artigianali con lavorazione della pietra. Nel Duemila ha partecipato al suo primo simposio sulla pietra di Verzegnis. Continua ad operare prevalentemente nella sua bottega di Sutrio.

Martha Alberta Muser, nata a Milano, ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera, seguendo l’indirizzo di pittura ma appassionandosi anche all’incisione, all’affresco, alla ceramica, alla fusione del bronzo e alla scultura, attraverso la modellazione della creta e la lavorazione del marmo. Dal 2009 vive a Timau, ha realizzato meridiane, affreschi, graffiti e pitture murarie e ritratti su commissione. Profondamente toccata dalla tempesta vaia del 2018, ha lavorato alla sua prima opera utilizzando due grosse ceppaie sradicate dalla furia degli elementi, insieme a legnetti e radici levigati dai torrenti montani, ricreando così il misterioso Fischiosauro, mostro che infesta le paludi di Casalisega. La scultura, alta due metri e mezzo e lunga più di venticinque, ha anche la funzione di catturare l’attenzione dei viandanti e portarli a scoprire le bellezze paesaggistiche, i siti archeologi e le tradizioni del territorio.

“Sasha” Oleksander Shteyninher, ucraino, è nato a Sumy  nel 1962. Nel suo Paese si è laureato in ingegneria meccanica, specializzandosi nella lavorazione al taglio dei metalli.  Vive in Italia dal 1999 e ha partecipato a varie mostre e simposi. Fra gli altri Grado (GO)  Pasqua in Mostra “Il volto e il Crocifisso”, Treppo Grande (UD) Simposio di argilla “Stanze della Via Crucis”, , Cividale del Friuli (Dd)  Mostra d’arte contemporanea “Tra Corpo e Spirito), Premariacco (UD) – Mostra dei Presepi, San Daniele del Friuli (UD) Museo Territoriale “Meravigliosa Creatura”  – “Mostra del Presepe”,  Pagnacco (UD) “Il Naso di Pinocchio”  e  Mostra personale “Le Signore di Sasha”,  Udine mostra personale “Simboli, Archetipi, Miti”, Fontanabona (UD) Mostra Personale.

Hermann Plozzer nasce a Sauris (Udine) nel 1966. Dopo un’esperienza in sud America incontra lo scultore Feliciano Costa, dal quale apprende la tecnica per esprimere al meglio tutta la sua creatività. Le sue opere creano un ponte tra passato-presente-futuro attraverso l’uso di materiali naturali quali legno, ghiaccio, pietra con la costante ricerca di nuove forme di espressione. Visita più volte l’America Latina e negli Stati Uniti e nel nord Europa, partecipando a simposi di scultura su ghiaccio e su legno riscuotendo notevole successo. Collabora al recupero degli stucchi di gesso dei palazzi imperiali del Cremlino a Mosca, espone spesso in mostre personali e collettive in Veneto e Friuli.Ha partecipato alla realizzazione di un “Landart”, percorso turistico esperienziale creando diverse sculture con materiali naturali recuperati dopo i danni provocati dalla tempesta Vaia.

Renato Puntel, nato a Paluzza nel 1955, lavora principalmente in Austria. Ha frequentato la scuola di scultura su legno a Ortisei in Val Gardena per 15 anni. Ha lavorato e realizzato molte sculture in diversi Paesi: Italia, Portogallo (Fatima), Germania, Austria, Russia (Cremlino), Argentina, Brasile, Messico,  Stati Uniti, Canada. Ha recitato nel film del regista Ermanno OLMI “Il segreto del bosco vecchio”.             

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